Codice Civile


LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO X
Della tutela e dell'emancipazione
CAPO I
Della tutela dei minori
SEZIONE III
Dell'esercizio della tutela

Art. 360

Funzioni del protutore
TESTO A FRONTE

I. Il protutore rappresenta il minore nei casi in cui l'interesse di questo è in opposizione con l'interesse del tutore.

II. Se anche il protutore si trova in opposizione d'interessi col minore, il giudice tutelare nomina un curatore speciale.

III. Il protutore è tenuto a promuovere la nomina di un nuovo tutore nel caso in cui il tutore è venuto a mancare o ha abbandonato l'ufficio. Frattanto egli ha cura della persona del minore, lo rappresenta e può fare tutti gli atti conservativi e gli atti urgenti di amministrazione.


GIURISPRUDENZA

Servitù coattive - Passaggio - Definizione del tracciato - Accertamento di fatto del giudice di merito - Criteri di valutazione.
Ai fini della costituzione di una servitù coattiva di passaggio, il giudice, all'esito di una valutazione implicante un tipico accertamento di fatto - insindacabile in sede di legittimità, se non per motivazione mancante, apparente o contraddittoria ovvero per omesso esame di fatti decisivi - da svolgere anche ove una o alcune delle soluzioni ipotizzabili concernano fondi (intercludenti) i cui proprietari non siano parti in causa, deve provvedere alla determinazione del percorso di collegamento tra la pubblica via ed il fondo intercluso in base ai criteri della maggiore brevità dell'accesso alla prima e del minor aggravio del fondo da asservire, esplicativi del più generale principio del "minimo mezzo", sì da contemperare, nel massimo grado possibile, la maggiore comodità per il fondo intercluso con il minor disagio per quello servente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 22 Ottobre 2021, n. 29579.


Regolamento di condominio - Criteri di ripartizione delle spese per la conservazione ed il godimento delle cose comuni - Interpretazione - Sindacato di legittimità - Limiti

Mancanza di tabelle millesimali - Ripartizione provvisoria a titolo di acconto e salvo conguaglio - Ammissibilità - Deliberazione a maggioranza - Legittimità
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L'interpretazione delle clausole di un regolamento contrattuale contenenti criteri convenzionali di ripartizione delle spese per la conservazione ed il godimento delle cose comuni è sindacabile in sede di legittimità solo per violazione delle regole legali di ermeneutica contrattuale ovvero per l'omesso esame di un fatto storico, ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

L'assemblea del condominio, al limitato fine di provvedere alle esigenze di ordinaria gestione delle cose e dei servizi comuni, può deliberare validamente a maggioranza una ripartizione provvisoria dei contributi tra i condomini, a titolo di acconto salvo conguaglio, solo in mancanza di tabelle millesimali applicabili in relazione alla specifica spesa effettuata. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. II, 19 Agosto 2021, n. 23128.


Patto di famiglia - Tutela dell'incapace - Autorizzazione alla partecipazione dell'incapace al patto di famiglia - Competenza del tribunale - Alienazione della porzione di legittima..
Competente a decidere sull’istanza di autorizzazione dell’incapace a partecipare ad un patto di famiglia è il Tribunale, ex art. 375 c.c. e con parere del Giudice Tutelare: infatti, benché la partecipazione al patto di famiglia non comporti immediati effetti traslativi sul patrimonio del legittimario incapace, di fatto questi aliena all’assegnatario la porzione di legittima, a lui altrimenti spettante, sull’azienda di famiglia. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 19 Luglio 2012.


Tutela – Partecipazione dell’interdetto alla stipulazione di un patto di famiglia – Artt. 768 e ss c.c. – Autorizzazione del Tribunale – Art. 375 comma I c.c. – Applicazione analogica – Sussiste..
In materia di patti di famiglia, ottenendo la liquidazione della propria quota, il legittimario perde l’azione di riduzione sul bene trasferito (art. 768 quater, ul.co., c.c.), con la conseguenza che, benché la partecipazione al patto di famiglia non comporti immediati effetti traslativi sul patrimonio del legittimario incapace, di fatto questi aliena all’assegnatario la porzione di legittima, a lui altrimenti spettante, sull’azienda di famiglia. Nel caso di partecipazione dell’interdetto al patto di famiglia, sussistono dunque i presupposti per l’applicazione analogica dell’art. dell’art. 375, co. 1, c.c., con conseguente necessità di autorizzazione da parte del Tribunale su parere del G.T.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 19 Luglio 2012.


Tutela – Cura personae – Obbligo del tutore di denunciare al giudice tutelare eventuali lesioni che il pupillo abbia subito – Sussiste – Omissione antidoverosa – Conseguenze – Rimozione del tutore – Art. 384 c.c...
Il tutore, avendo la cura della persona dell’interdetto, ha l’obbligo di denunciare al giudice tutelare gli eventi che mettano a rischio o ledano l’integrità fisica del pupillo. In caso di omissione, il giudice tutelare può rimuovere il tutore dalle funzioni, ai sensi dell’art. 384 c.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro, 05 Aprile 2012.