Codice di Procedura Civile


LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO IV
Norme per le controversie in materia di lavoro
CAPO I
Delle controversie individuali di lavoro
SEZIONE II
Del procedimento
PARAGRAFO 1
Del procedimento di primo grado

Art. 421

Poteri istruttori del giudice
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il giudice indica alle parti in ogni momento le irregolarità degli atti e dei documenti che possono essere sanate assegnando un termine per provvedervi, salvo gli eventuali diritti quesiti.

II. Può altresì disporre d'ufficio in qualsiasi momento l'ammissione di ogni mezzo di prova, anche fuori dei limiti stabiliti dal codice civile, ad eccezione del giuramento decisorio, nonché la richiesta di informazioni e osservazioni, sia scritte che orali, alle associazioni sindacali indicate dalle parti. Si osserva la disposizione del comma 6 dell'articolo 420.

III. Dispone, su istanza di parte, l'accesso sul luogo di lavoro, purché necessario al fine dell'accertamento dei fatti, e dispone altresì, se ne ravvisa l'utilità, l'esame dei testimoni sul luogo stesso.

IV. Il giudice, ove lo ritenga necessario, può ordinare la comparizione, per interrogarle liberamente sui fatti della causa, anche di quelle persone che siano incapaci di testimoniare a norma dell'articolo 246 o a cui sia vietato a norma dell'articolo 247.


GIURISPRUDENZA

Nullità sostanziale - Rilievo d'ufficio - Condizioni - Tempestiva allegazione dei fatti - Necessità - Fattispecie.
Il rilievo d'ufficio di una nullità sostanziale è ammissibile esclusivamente se basato su fatti ritualmente introdotti, o comunque acquisiti in causa, secondo le regole che disciplinano, anche dal punto di vista temporale, il loro ingresso nel processo, non potendosi fondare su fatti di cui il giudice (o la parte, tardivamente rispetto ai propri oneri) possa ipotizzare solo in astratto la verificazione e la cui introduzione presupponga l'esercizio di un potere di allegazione ormai precluso in rito.(Nella specie, la S.C. ha escluso che, in tema di pubblico impiego privatizzato, potesse essere rilevata d'ufficio la nullità del licenziamento disciplinare, intimato da organo incompetente ex art. 55-bis, comma 4, del d.lgs. n. 165 del 2001, tardivamente eccepita, non risultando acquisite le circostanze di fatto relative all'organizzazione interna dell'ente ed alle modalità con cui era stato adempiuto l'obbligo di previa individuazione dell'UPD). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 23 Novembre 2021, n. 36353.


Acquisizione di documenti da parte del c.t.u. - Ammissibilità - Limiti - Riconducibilità all’esercizio dei poteri istruttori d'ufficio - Conseguenze - Assegnazione del termine per la formulazione della prova contraria - Istanza di parte - Necessità - Fattispecie.
Nel rito del lavoro, l'acquisizione, da parte del c.t.u., di documenti non prodotti dalle parti è riconducibile ai poteri istruttori ufficiosi, sicché, da un lato, è ammissibile solo previa autorizzazione del giudice, e dall'altro impone a quest'ultimo di assegnare un termine per la formulazione della prova contraria alla parte che ne faccia richiesta. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che, sul presupposto della sussistenza della relativa autorizzazione giudiziale, aveva ritenuto legittima l'acquisizione, da parte del c.t.u. nominato in grado d'appello, di fotografie d'epoca dalle quali era emersa l'assenza di amianto nelle lavorazioni, omettendo, tuttavia, di dar corso alla prova contraria, ritualmente richiesta dai ricorrenti nell'atto introduttivo del giudizio di primo grado e di appello). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 06 Settembre 2021, n. 24024.


Rito del lavoro - Domanda diretta all'accertamento della natura subordinata di un rapporto di lavoro - Interrogatorio del testimone da parte del giudice su circostanze non capitolate - Ammissibilità - Condizioni - Fondamento.
Nel rito del lavoro, è corretto l'operato del giudice che, nell'ambito di una controversia promossa per accertare la natura subordinata di un rapporto di lavoro, chieda al testimone di precisare, al di fuori delle circostanze capitolate, se venisse rispettato un orario di lavoro, quali fossero le mansioni svolte dal prestatore nonché in quale posizione materiale la prestazione fosse effettuata, dovendosi ritenere che la possibilità di porre tali domande sia consentita, se non anche imposta, dall'art. 421 c.p.c., e ciò tanto più ove al ricorso siano stati allegati conteggi elaborati sul presupposto dello svolgimento di determinate mansioni e orari e la controparte abbia contestato, oltre alla natura subordinata del rapporto, anche lo svolgimento di un orario a tempo pieno. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 14 Aprile 2021, n. 9823.


Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - istruzione - Credito di lavoro - Art. 421 c.p.c. - Applicabilità - Esclusione.
L'art. 421 c.p.c. sui poteri istruttori ufficiosi del giudice è norma relativa al rito del lavoro e non trova applicazione nel giudizio di opposizione allo stato passivo del fallimento, ai sensi dell'art. 98 l.fall., che è retto dalle norme che regolano il giudizio ordinario, anche se si facciano valere diritti derivanti da un rapporto di lavoro subordinato con l'impresa assoggettata alla procedura concorsuale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Settembre 2016, n. 19596.


Processo del lavoro - Poteri istruttori del giudice - Contemperamento del principio dispositivo con quello della ricerca della verità - Giudizio rimesso alla discrezionalità del giudice di merito.

Processo del lavoro - Poteri istruttori del giudice di merito - Sindacabilità da parte del giudice di legittimità - Vizio di motivazione.

Processo del lavoro - Poteri istruttori del giudice di merito - Potere dovere del giudice di disporre d'ufficio atti istruttori per superare l'incertezza - Irrilevanza di preclusioni e decadenze.

Rapporto di lavoro - Procedimento disciplinare - Giudizio di proporzionalità tra violazione contestata e provvedimento adottato - Valutazione della gravità dell'inadempimento del lavoratore e della adeguatezza della sanzione - Giudizio di merito sottratto al sindacato di legittimità.
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Nel rito del lavoro l'esercizio di poteri istruttori d'ufficio, nell'ambito del contemperamento del principio dispositivo con quello della ricerca della verità, involge un giudizio di opportunità rimesso ad un apprezzamento meramente discrezionale del giudice di merito.

L'esercizio di poteri istruttori d'ufficio del giudice di merito è sindacabile da parte del giudice di legittimità solo come vizio di motivazione ai sensi del n. 5 dell'art. 360 c.p.c., qualora la sentenza di merito non adduca adeguata motivazione sul ricorso a detti poteri.

Nel rito del lavoro ove il giudice reputi insufficienti le prove acquisite su istanza di parte non può limitarsi a fare meccanica applicazione della regola formale di giudizio fondata sull'onere della prova, ma ha il potere-dovere di provvedere d'ufficio ad atti istruttori per superare l'incertezza circa i fatti costitutivi dei diritti in contestazione, indipendentemente dal verificarsi di preclusioni e decadenze in danno delle parti.

In tema di verifica giudiziale della correttezza del procedimento disciplinare, il giudizio di proporzionalità tra violazione contestata e provvedimento adottato si sostanzia nella valutazione della gravità dell'inadempimento del lavoratore e dell'adeguatezza della sanzione ed è giudizio di merito sottratto al sindacato del giudice di legittimità. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 19 Agosto 2013, n. 19205.


Rito del lavoro – Decadenza dal diritto di produrre documenti – Preclusioni istruttorie – Produzione in giudizio del contratto collettivo – Potere d’ufficio del giudice – Artt. 421 e 425 c.p.c. – Principio dispositivo..
Nel processo del lavoro il contratto collettivo applicabile al rapporto di lavoro in contestazione è producibile in giudizio in ogni momento, e finanche in grado di appello, per mezzo dell’esercizio del potere d’ufficio del giudice ai sensi dell’art. 425 c.p.c. ultimo comma. E’ comunque fermo il principio secondo cui il potere istruttorio del giudice officioso di cui all’art. 421 c.p.c., così come quello previsto dall’art. 425 c.p.c., non può in ogni caso essere esercitato al di fuori del raccordo con il concorrente e generale principio dispositivo, secondo il quale sono suscettibili di prova esclusivamente i fatti specificamente allegati dalle parti in quanto posti a fondamento delle domande azionate. (Monica Tognazzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 14 Dicembre 2012.