Codice di Procedura Civile


LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO VI
Della sospensione e dell'estinzione del processo
CAPO I
Della sospensione del processo

Art. 627

Riassunzione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il processo esecutivo deve essere riassunto con ricorso nel termine perentorio fissato dal giudice dell'esecuzione e, in ogni caso, non più tardi di sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza di primo grado o dalla comunicazione della sentenza d'appello che rigetta l'opposizione.


GIURISPRUDENZA

Esecuzione immobiliare – Abitazione principale del debitore – Sospensione Covid – Sentenza Corte Costituzionale – Decorrenza termine semestrale riassunzione.
A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 128/2021, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 22 giugno 2021, il termine semestrale di cui all’art. 627 c.p.c. per la riassunzione dell’esecuzione immobiliare sospesa per effetto della normativa Covid, perché avente ad oggetto l’abitazione principale del debitore esecutato, decorre dalla conoscenza legale in capo ai creditori dell’applicazione alla procedura esecutiva della sospensione di legge e della sua effettiva durata, cioè dal provvedimento del GE che, sentite le parti, ne accerta i presupposti di applicazione (destinazione dell’immobile ad abitazione principale del debitore) e, se tale provvedimento sia stato già emesso prima del 23 giugno 2021, da tale ultima data, perché solo con la pubblicazione in G.U. della sentenza della Corte Costituzionale n. 128/2021 i creditori hanno acquisito conoscenza legale della effettiva durata della sospensione sino al 31.12.2020. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 17 Gennaio 2022.


Opposizione all'esecuzione.
Ai fini di cui all’art. 627 c.p.c. deve ritenersi che la pronuncia della Corte di legittimità che cassi con rinvio, laddove questo sia prosecutorio e non restitutorio al primo giudice, non chiude il processo, visto che determina l’apertura di una diversa fase – rescindente – inidonea a definire, con efficacia di giudicato, le sorti del titolo esecutivo, sebbene lo stesso sia cassato; solo con la definizione di tale ulteriore fase si forma il giudicato ed inizia a decorrere il termine contemplato dalla predetta disposizione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Foggia, 02 Novembre 2021.


Esecuzione sospesa a seguito di opposizione all’esecuzione - Riassunzione del procedimento - Termine - Decorrenza - Dal passaggio in giudicato della sentenza di rigetto dell’opposizione, anche se resa in sede di legittimità ex art. 384 comma 2 c.p.c..
Il termine per la riassunzione del processo esecutivo, sospeso a seguito della proposizione di un'opposizione all'esecuzione a norma dell'art. 627 c.p.c., decorre dal passaggio in giudicato della sentenza di rigetto dell'opposizione (senza che assuma rilievo al riguardo la comunicazione del provvedimento a cura della cancelleria), anche nel caso in cui il giudicato consegua ad una decisione nel merito resa ai sensi dell'art. 384, comma 2, c.p.c. dalla Corte di cassazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 20 Ottobre 2021, n. 29188.


Processo civile - Processo esecutivo - Sospensione di procedura esecutiva immobiliare in attesa della definizione di giudizio di divisione - Decesso del professionista incaricato della vendita all’incanto nel giudizio di divisione - Effetto interruttivo - Esclusione - Stasi tra le due fasi di cui si compone il giudizio divisorio - Configurabilità - Riassunzione della procedura esecutiva sospesa - Presupposti.
Nell'ipotesi di morte del professionista incaricato della vendita dei beni che formano oggetto del giudizio di divisione in cui è parte il debitore esecutato ed in attesa della cui definizione è stata disposta la sospensione di un procedimento esecutivo immobiliare, non si determina alcuna interruzione suscettibile di essere superata con riassunzione, atteso che detto evento provoca soltanto una stasi tra le due fasi che compongono il giudizio divisorio, la cui definizione, con il conseguimento del risultato utile della divisione e l'attribuzione al debitore esecutato del ricavato della medesima, è presupposto della riassunzione della procedura esecutiva sospesa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 31 Maggio 2021, n. 15080.


Riassunzione del processo esecutivo - Termine per la riassunzione - Decorrenza - Entro sei mesi dall'irrevocabilità della sentenza di primo grado che rigetta l'opposizione - Immediata efficacia della sentenza di primo grado - Conseguenze - Insorgenza del potere di riassunzione - Dal momento della pubblicazione della sentenza di primo grado di rigetto dell'opposizione.
A seguito dell'introduzione, per effetto della novellazione dell’art. 282 c.p.c. da parte della l. n. 353 del 1990, del principio di immediata efficacia della sentenza di primo grado, l'art. 627 c.p.c., nella parte in cui allude alla riassunzione del processo esecutivo nel termine di sei mesi dal passaggio in cosa giudicata della sentenza di primo grado che rigetta l'opposizione all’esecuzione, deve essere inteso nel senso che la riassunzione deve compiersi non oltre tale momento (ovvero, se la sentenza viene impugnata, non oltre sei mesi dalla comunicazione della sentenza di appello che rigetti l’opposizione), non identificando, invece, il momento di insorgenza del potere di riassumere, il quale, in conseguenza dell'immediata efficacia della sentenza di primo grado di rigetto dell'opposizione ai sensi dell'art. 282 c.p.c, nasce con la sua stessa pubblicazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 04 Aprile 2017, n. 8683.