Codice di Procedura Civile


LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO VI
Della sospensione e dell'estinzione del processo
CAPO II
Dell'estinzione del processo

Art. 630

Inattività delle parti
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Oltre che nei casi espressamente previsti dalla legge, il processo esecutivo si estingue quando le parti non lo proseguono o non lo riassumono nel termine perentorio stabilito dalla legge o dal giudice.

II. L’estinzione opera di diritto ed è dichiarata, anche d’ufficio, con ordinanza del giudice dell’esecuzione, non oltre la prima udienza successiva al verificarsi della stessa. L’ordinanza è comunicata a cura del cancelliere, se è pronunciata fuori dall’udienza. (1)

III. Contro l'ordinanza che dichiara l'estinzione ovvero rigetta l'eccezione relativa è ammesso reclamo da parte del debitore o del creditore pignorante ovvero degli altri creditori intervenuti nel termine perentorio di venti giorni dall'udienza o dalla comunicazione dell'ordinanza e con l'osservanza delle forme di cui all'articolo 178 terzo, quarto e quinto comma. Il collegio provvede in camera di consiglio con sentenza.



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(1) Comma sostituito dall’art. 49, comma 4, della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).

GIURISPRUDENZA

Esecuzione forzata - Estinzione del processo - Per omessa o tardiva introduzione del giudizio di merito ex art. 624, comma 3, c.p.c. - Provvedimento del giudice dell'esecuzione sulle spese - Oggetto - Spese della fase sommaria dell'opposizione all'esecuzione - Esclusione - Compensi spettanti agli ausiliari - Necessità - Rimedio - Reclamo ex art. 630 c.p.c..
In caso di mancata o tardiva introduzione del giudizio di merito dopo la sospensione della procedura, con l'ordinanza di estinzione ex art. 624, comma 3, c.p.c. il giudice dell'esecuzione non può provvedere sulle spese della fase sommaria dell'opposizione esecutiva, giacché le spese indicate in detta disposizione concernono il solo processo esecutivo - tra le quali, necessariamente, i compensi spettanti agli ausiliari del giudice - e non anche quelle dell'opposizione; ne deriva che la parte che ne sia stata erroneamente gravata può contestare tale statuizione proponendo reclamo al collegio ex art. 630, comma 3, c.p.c., in forza di quanto previsto dall'art. 624, comma 3, ultimo periodo, c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 26 Aprile 2022, n. 12977.


Estinzione per ipotesi diverse da quelle tipizzate dal codice di rito - Reclamo ex art. 630 c.p.c. - Ammissibilità - Esclusione - Sanatoria mediante riqualificazione in opposizione ex art. 617 c.p.c. - Inammissibilità - Ragioni.
È inammissibile il reclamo ex art. 630 c.p.c. per impugnare il provvedimento di chiusura anticipata (cd. "estinzione atipica") del processo esecutivo, il quale è assoggettato esclusivamente al rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c.; la predetta inammissibilità non è suscettibile di sanatoria, né il reclamo può essere riqualificato in opposizione agli atti esecutivi, sia per l'impossibilità di attribuire alla domanda una qualificazione diversa da quella espressamente voluta dalla parte, sia per la destinazione dell'atto al collegio (anziché al giudice dell'esecuzione), sia per la struttura necessariamente bifasica dell'opposizione ex art. 617 c.p.c.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 06 Aprile 2022, n. 11241.


Per ipotesi diverse da quelle tipizzate dal codice di rito - Opposizione agli atti esecutivi - Necessità - Reclamo ex art. 630 c.p.c. - Ammissibilità - Esclusione - Conversione del reclamo in opposizione - Esclusione - Ragioni - Fattispecie.
I provvedimenti con i quali venga dichiarata l'estinzione del processo esecutivo in ipotesi diverse da quelle tipizzate dal codice di rito sono impugnabili esclusivamente con l'opposizione agli atti esecutivi e non già col reclamo ex art. 630 c.p.c., il quale, ove proposto, non è suscettibile di conversione nella predetta opposizione, non sussistendone i necessari requisiti di sostanza e di forma, in ragione del mancato svolgimento della preliminare fase sommaria prevista dall'art. 617, comma 2, c.p.c., senza la quale non è possibile l'instaurazione del giudizio a cognizione piena. (In applicazione del suddetto principio, la S.C. ha ritenuto inammissibile il reclamo proposto avverso il provvedimento con cui il giudice dell'esecuzione aveva dichiarato l'inefficacia di un pignoramento proveniente da un soggetto già deceduto, e la conseguente estinzione della procedura esecutiva). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 18 Marzo 2022, n. 8905.


Esecuzione forzata - Forme di pubblicità disposte dal giudice dell’esecuzione - Omessa esecuzione - Estinzione ex art. 631-bis c.p.c. - Esclusione - Ragioni - Conseguenze - Prima e dopo la vendita.
L'omessa esecuzione - addebitabile a incuria o inerzia del creditore - delle forme di pubblicità disposte dal giudice dell'esecuzione, diverse dalla pubblicazione dell'avviso di vendita sul portale delle vendite pubbliche, pur non dando luogo all'estinzione del processo esecutivo ai sensi dell'art. 631-bis c.p.c., comporta, prima della vendita, la chiusura anticipata della procedura, e, dopo la vendita, ove tempestivamente denunciata con opposizione agli atti esecutivi, la caducazione del decreto di trasferimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 14 Marzo 2022, n. 8113.


Provvedimento di diniego dell’estinzione - Reclamo ex art. 630 c.p.c. Successiva chiusura del processo esecutivo - Cessazione della materia del contendere - Esclusione - Ragioni.
La conclusione della procedura esecutiva, con la vendita del bene pignorato e la distribuzione del ricavato ai creditori, non determina la cessazione della materia del contendere nel procedimento di reclamo, ex art. 630 c.p.c., avverso il provvedimento di diniego dell'estinzione del processo esecutivo, permanendo l'interesse del debitore all'accertamento dell'anteriorità dell'estinzione, per gli effetti di cui all'art. 632, comma 2, c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 14 Marzo 2022, n. 8113.


Processo esecutivo – Estinzione – Reclamo – Deposito telematico.
Il reclamo di cui al terzo comma dell’articolo 630 c.p.c. contro l'ordinanza che dichiara l'estinzione del processo esecutivo ovvero rigetta la relativa eccezione non è atto c.d. endoprocessuale soggetto alla disciplina dell’obbligatorio deposito telematico. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 10 Marzo 2022, n. 7877.


Reclamo avverso provvedimento dichiarativo dell’estinzione del processo esecutivo - Natura di atto cd. endoprocessuale - Esclusione - Conseguenze - Obbligo di deposito telematico - Insussistenza.
Le Sezioni Unite, pronunciando su questione di massima e di particolare importanza, hanno affermato che, in tema di estinzione del processo esecutivo, il reclamo di  cui all’art. 630, comma 3, c.p.c.  non è atto cd. endoprocessuale e, pertanto, non è soggetto alla disciplina del deposito telematico obbligatorio di cui all’art.16-bis, comma 1, del d.l. n. 179 del 2012, conv. con modif., dalla l. n. 221 del 2012. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 10 Marzo 2022, n. 7877.


Espropriazione immobiliare - Vendita.
È inammissibile il reclamo al Collegio, proposto ai sensi degli artt. 630 e 178 c.p.c., dal creditore procedente avverso il provvedimento con cui il GE, rigettata l’istanza di vendita e dichiarata l’improseguibilità della procedura per mancato ripristino della continuità delle trascrizioni sui beni pignorati nel termine assegnato, abbia ordinato, con successivo provvedimento emesso all’esito dell’udienza di comparizione delle parti, la cancellazione della trascrizione del pignoramento e la restituzione del titolo, non trattandosi di un provvedimento di estinzione tipica dell’esecuzione emesso ex art. 630 c.p.c., ma di estinzione atipica soggetto come tale al solo rimedio dell’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 25 Febbraio 2022.


Sospensione ex art. 624, comma 1, c.p.c. - Successiva instaurazione del giudizio di merito sull’opposizione - Definizione in rito del giudizio di opposizione - Conseguenze - Estinzione del processo esecutivo - Esclusione - Fattispecie.
In tema di opposizione all'esecuzione e agli atti esecutivi, la definizione in rito del giudizio di merito, introdotto a seguito della sospensione dell'esecuzione, impedisce il prodursi dell'effetto estintivo di cui all'art. 624, comma 3, c.p.c. (Nella specie, la S.C., confermando la sentenza di merito, pronunciata a seguito di impugnazione di una sentenza emessa in sede di reclamo ex art. 630 c.p.c., ha escluso che la procedura esecutiva - già sospesa ex art. 624, comma 1, c.p.c., e successivamente riassunta dal creditore procedente - si fosse estinta, essendo "medio tempore" divenuta definitiva la sentenza conclusiva del giudizio di merito sull'opposizione instaurato dal debitore, con la quale era stata dichiarata inammissibile, per carenza di interesse, la domanda proposta da quest'ultimo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 17 Gennaio 2022, n. 1172.


Espropriazione immobiliare - Vendita - Decreto di trasferimento.
L’estinzione del processo esecutivo si verifica per effetto della sola rinuncia del creditore procedente - se non vi sono altri creditori in grado di fare impulso alla procedura - prima ancora dell’adozione, da parte del G.E., del provvedimento dichiarativo dell’estinzione; laddove l’estinzione consegua all’accoglimento del reclamo proposto ex art. 630 c.p.c., per effetto del suddetto principio, sono illegittimi gli atti esecutivi compiuti medio tempore, ivi incluso il decreto di trasferimento: le norme degli artt. 2929 c.c. e 187-bis d.a. c.p.c. tutelano l’acquisto dell’aggiudicatario quando la vendita si sia svolta in modo legittimo e sia sopravvenuto un fattore esogeno ad essa (caducazione del titolo, rinuncia del creditore) che precluda la prosecuzione della procedura, ma non anche quando, per effetto di una rinuncia, la vendita abbia avuto luogo in seno ad un processo già estinto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Nocera Inferiore, 03 Gennaio 2022.


Esecuzione sospesa a seguito di opposizione all’esecuzione - Riassunzione del procedimento - Termine - Decorrenza - Dal passaggio in giudicato della sentenza di rigetto dell’opposizione, anche se resa in sede di legittimità ex art. 384 comma 2 c.p.c..
Il termine per la riassunzione del processo esecutivo, sospeso a seguito della proposizione di un'opposizione all'esecuzione a norma dell'art. 627 c.p.c., decorre dal passaggio in giudicato della sentenza di rigetto dell'opposizione (senza che assuma rilievo al riguardo la comunicazione del provvedimento a cura della cancelleria), anche nel caso in cui il giudicato consegua ad una decisione nel merito resa ai sensi dell'art. 384, comma 2, c.p.c. dalla Corte di cassazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 20 Ottobre 2021, n. 29188.


Custode di beni immobili pignorati - Provvedimento di liquidazione del compenso - Contestazioni sul quantum liquidato o sulla indicazione della parte tenuta al pagamento - Rimedi rispettivamente esperibili - Opposizione ex art. 170 d.P.R. n. 115 del 2002, reclamo ex art. 630 c.p.c. od opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. - Presupposti.
Avverso i provvedimenti di liquidazione del compenso al custode di beni sottoposti ad espropriazione immobiliare va proposta l'impugnazione ai sensi dell'art. 170 del d.P.R. n. 115 del 2002, entro il termine perentorio di trenta giorni, nel solo caso in cui vengano in rilievo questioni attinenti al "quantum" liquidato dal giudice dell'esecuzione; ove invece le contestazioni investano questioni di tipologia diversa (come, ad es., l'individuazione della parte tenuta al relativo pagamento, o la stessa sussistenza del potere del giudice di procedere alla liquidazione dei compensi per motivi inerenti allo svolgimento o all'esito della procedura) occorre utilizzare gli strumenti tipici del processo esecutivo ed in particolare: a) il reclamo ex art. 630 c.p.c. per contestare i provvedimenti di estinzione (per causa tipica) e quelli consequenziali (emessi contestualmente o successivamente) aventi ad oggetto la regolamentazione e la liquidazione delle spese del processo estinto nei rapporti tra le parti dello stesso; b) l'opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. per contestare i provvedimenti dichiarativi della improcedibilità o di chiusura anticipata del processo esecutivo, nonché i provvedimenti consequenziali adottati dal giudice, compresi quelli inerenti alla liquidazione delle spese. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 30 Luglio 2021, n. 21874.


Processo civile - Processo esecutivo - Sospensione di procedura esecutiva immobiliare in attesa della definizione di giudizio di divisione - Decesso del professionista incaricato della vendita all’incanto nel giudizio di divisione - Effetto interruttivo - Esclusione - Stasi tra le due fasi di cui si compone il giudizio divisorio - Configurabilità - Riassunzione della procedura esecutiva sospesa - Presupposti.
Nell'ipotesi di morte del professionista incaricato della vendita dei beni che formano oggetto del giudizio di divisione in cui è parte il debitore esecutato ed in attesa della cui definizione è stata disposta la sospensione di un procedimento esecutivo immobiliare, non si determina alcuna interruzione suscettibile di essere superata con riassunzione, atteso che detto evento provoca soltanto una stasi tra le due fasi che compongono il giudizio divisorio, la cui definizione, con il conseguimento del risultato utile della divisione e l'attribuzione al debitore esecutato del ricavato della medesima, è presupposto della riassunzione della procedura esecutiva sospesa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 31 Maggio 2021, n. 15080.


Regolamento delle spese del processo estinto - Provvedimenti consequenziali all'estinzione - Ricorribilità in cassazione - Esclusione - Rimedi esperibili.
In tema di estinzione del processo di esecuzione, non sono impugnabili con ricorso straordinario per cassazione, mancando il carattere della definitività: a) l'ordinanza di estinzione, nella parte recante regolamento delle spese del processo estinto, avverso la quale è esperibile il reclamo al collegio ex art. 630, ultimo comma, c.p.c.; b) i provvedimenti consequenziali all'estinzione, adottati dal giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 632, comma 2, c.p.c., in quanto suscettibili di opposizione agli atti esecutivi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 03 Dicembre 2020, n. 27614.


Espropriazione immobiliare - Vendita - Pubblicità - Estinzione del procedimento - Chiusura anticipata - Provvedimento e sua impugnazione.
In tema di espropriazione immobiliare, qualunque inerzia delle parti da cui derivi l’improseguibilità del processo deve essere ricondotta sotto l’art. 630, comma 1, c.p.c., che – secondo un’interpretazione logica e di sistema – costituisce la norma di chiusura delle fattispecie estintive del processo esecutivo, offrendo perciò copertura normativa anche alle cause di estinzione c.d. “atipica”. Ne consegue che l’ordinanza con cui è stata dichiarata l’estinzione “atipica” del processo esecutivo deve essere sempre reclamata ai sensi dell’art. 630, comma 3, c.p.c., secondo lo strumento di reazione processuale all’uopo previsto dal codice di rito avverso i provvedimenti estintivi – comunque denominati – del giudice dell’esecuzione. (Massima a cura di ineXecutivis) (riproduzione riservata) Tribunale Barcellona Pozzo di Gotto, 23 Giugno 2020.


Espropriazione immobiliare - Delega

Espropriazione immobiliare - Vendita - Pubblicità

Estinzione del procedimento - Chiusura anticipata
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L’ordinanza ex art. 591-bis c.p.c. attribuisce al professionista delegato tutti i poteri di direzione – che già competono al Giudice dell’esecuzione – necessari al completo e sollecito svolgimento della porzione di attività giudiziaria delegata, a prescindere da una esplicita previsione, per preservare l’effettività e la funzione deflattiva della delega. Ne consegue che il professionista delegato, al quale sia stato devoluto il compito di curare gli adempimenti di cui agli artt. 570 e 576 c.p.c. (art. 591-bis, comma 3, n. 2, c.p.c.), dovendo procedere alla pubblicazione dell’avviso di vendita anche sul portale delle vendite telematiche ai sensi dell’art. 490 c.p.c., ha il potere di assegnare al creditore procedente e ai creditori eventualmente intervenuti un termine per il pagamento del contributo di cui all’art. 18-bis del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, la cui violazione integra la fattispecie estintiva di cui all’art. 631-bis c.p.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Barcellona Pozzo di Gotto, 25 Maggio 2020.


Opposizione agli atti esecutivi - Necessità - Reclamo ex art. 630 c.p.c. - Ammissibilità - Esclusione - Rilevabilità d’ufficio.
I provvedimenti con i quali venga dichiarata l'estinzione del processo esecutivo in ipotesi diverse da quelle tipizzate dal codice sono impugnabili esclusivamente con l'opposizione agli atti esecutivi e non già col reclamo ex art. 630 c.p.c., il quale, ove proposto, deve essere dichiarato inammissibile anche d'ufficio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 29 Aprile 2020, n. 8404.


Reclamo – Composizione del collegio giudicante – Art. 178, III co. c.p.c. – Art. 178, IV co. c.p.c. – Incompatibilità del G.E. – Rigetto.
Il giudice che ha emesso la ordinanza impugnata mediante reclamo è parte necessaria del Collegio giudicante ai sensi dell’art. 178, III e IV co. c.p.c., non trovando invece applicazione la diversa disposizione prevista dall’art. 669 terdercies c.p.c., operante in materia cautelare.

(Nel caso di specie, il Tribunale di Como ha respinto la eccezione di incompatibilità del giudice dell’esecuzione a comporre il collegio giudicante del reclamo). (Marika Ruggiero) (riproduzione riservata)
Tribunale Como, 18 Dicembre 2019.


Rimedio impugnatorio – Provvedimento di estinzione atipica – Reclamo – Inammissibilità – Opposizione agli atti esecutivi – Ammissibilità.
Avverso i provvedimenti di c.d. estinzione atipica della procedura esecutiva, di cui all’art. 187 bis disp. att. c.p.c., l’unico rimedio impugnatorio percorribile è quello della opposizione agli atti esecutivi, a norma dell’art. 617 c.p.c., e non il reclamo ex art. 630 c.p.c., ammissibile solo per i provvedimenti di estinzione tipica della procedura esecutiva.

Il rimedio impugnatorio segue alla qualificazione giuridica adottata dal Giudice, seppur errata.

(Nel caso di specie, il Tribunale di Como ha dichiarato inamissibile il reclamo proposto avverso una ordinanza espressamente qualificata espressamente dal giudice dell’esecuzione quale provvedimento di estinzione atipica, ai sensi dell’art. 187 bis disp. att. c.p.c.). (Marika Ruggiero) (riproduzione riservata)
Tribunale Como, 18 Dicembre 2019.


Mancato deposito nei termini dell'attestazione di conformità della nota di trascrizione del pignoramento - Estinzione del processo esecutivo ex art. 630 c.p.c. - Esclusione.
Il mancato deposito nei termini dell'attestazione di conformità richiesta dall'art. 557 c.p.c. rappresenta una mera irregolarità formale sanabile dal creditore procedente e non una grave omissione rilevante ai fini della inefficacia del pignoramento o dell’estinzione della procedura, previa sospensione. (Giuseppe Positano) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 29 Novembre 2019.


Esecuzione forzata - Estinzione del processo - Rilevabilità d'ufficio della causa di estinzione ex art. 567 c.p.c. - Conseguenze in materia di preclusioni - Sussistenza del relativo potere fino al momento dell'aggiudicazione dell'immobile pignorato - Configurabilità.
In tema di esecuzione forzata immobiliare, la rilevabilità d'ufficio dell'estinzione del processo esecutivo per il mancato deposito della documentazione di cui all'art. 567, comma 2, c.p.c. (sia nel testo anteriore che successivo all'entrata in vigore del d.l. n. 35 del 2005, conv. con modif. dalla l. n. 80 del 2005), fa sì che ad essa non possano applicarsi le preclusioni relative all'eccezione di estinzione riservata alla parte ex art. 630 c.p.c. (nel testo anteriore alle modifiche introdotte dalla l. n. 69 del 2009), con la conseguenza che il rilievo d'ufficio è consentito sino alla data di aggiudicazione dell'immobile pignorato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 19 Novembre 2019, n. 30110.


Certificazione attestante la proprietà del bene pignorato in capo al debitore esecutato in base ai registri immobiliari - Periodo rilevante - Richiesta del g.e. - Necessità - Ulteriore richiesta del medesimo g.e. del primo atto di acquisto ultraventennale - Mancata produzione - Conseguenze.
In tema di espropriazione immobiliare, il giudice dell'esecuzione ha il dovere di richiedere, ai fini della vendita forzata, la certificazione attestante che, in base alle risultanze dei registri immobiliari, il bene pignorato è di proprietà del debitore esecutato sulla base di una serie continua di trascrizioni di idonei atti di acquisto riferibili al periodo che va dalla data di trascrizione del pignoramento fino al primo atto di acquisto anteriore al ventennio dalla trascrizione stessa, la cui mancata produzione, imputabile al soggetto richiesto, consegue la dichiarazione di chiusura anticipata del processo esecutivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 11 Giugno 2019, n. 15597.


Reclamo avverso provvedimento dichiarativo dell’estinzione del processo esecutivo - Ordinanza di estinzione del giudizio di reclamo per mancata comparizione delle parti - Natura sostanziale di sentenza - Sussistenza - Conseguenze - Impugnabilità con l’appello - Necessità - Ricorso straordinario per cassazione - Inammissibilità.
Il provvedimento dichiarativo dell'estinzione, per mancata comparizione delle parti, di un procedimento di reclamo ex art. 630 c.p.c., ha il contenuto sostanziale di sentenza anche quando abbia assunto la forma dell'ordinanza e, pertanto, è impugnabile con l'appello, e non già col ricorso straordinario per cassazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 18 Luglio 2018, n. 19102.


Estinzione del procedimento - Provvedimento e sua impugnazione - Opposizione agli atti esecutivi - Atti e provvedimenti opponibili.
L'estinzione del processo esecutivo si determina esclusivamente nelle fattispecie tipiche indicate dalla legge, che configurano ipotesi di anticipata conclusione della procedura, per rinunzia o qualificata inattività delle parti, senza il raggiungimento del suo scopo tipico, che è la soddisfazione del creditore procedente per effetto dell'attribuzione dei beni pignorati o degli importi ricavati dall'attività finalizzata alla loro liquidazione.

L'eventuale dichiarazione di "estinzione" pronunciata dal giudice dell'esecuzione contestualmente alla distribuzione finale del ricavato della vendita, oltre ad essere un provvedimento non necessario, in quanto non previsto espressamente dalla legge, costituisce quindi una improprietà terminologica, ma non è tale da mutare la sostanza del provvedimento che effettivamente chiude il processo esecutivo.

Dunque, non risoccendo una fattispecie tipica di estinzione del processo esecutivo, non è applicabile il regime impugnatorio di cui all'art. 630 c.p.c., e l’eventuale provvedimento del giudice dell'esecuzione può essere impugnato esclusivamente ai sensi dell'art. 617 c.p.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 12 Aprile 2018, n. 9175.


Effetto estintivo immediato - Configurabilità - Successivo provvedimento del giudice - Natura dichiarativa - Sussistenza - Conseguenze in tema di intervento nella procedura esecutiva.
L’estinzione del processo esecutivo si verifica per effetto della sola rinuncia dell'unico creditore, avendo il provvedimento di estinzione del giudice dell'esecuzione natura meramente dichiarativa: ne deriva che, dopo il deposito dell'atto di rinuncia, non è più ammesso l'intervento di altri creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 21 Novembre 2017, n. 27545.


Espropriazione immobiliare - Mancato deposito della documentazione ipocatastale - Causa di estinzione del procedimento - Mancato deposito del certificato di destinazione urbanistica e delle mappe censuarie - Estinzione - Esclusione - Fondamento.
In tema di estinzione del procedimento esecutivo, ai sensi dell'art. 567, commi 2 e 4, c.p.c., nel testo applicabile "ratione temporis" (anteriore alla sostituzione disposta dall'art. 2, comma 3, lett. e), n. 25), del d.l. n. 35 del 2005, conv. con modif., in l. n. 80 del 2005, in vigore dal 1° marzo 2006), solo il mancato deposito della documentazione ipocatastale, ovvero del certificato notarile sostitutivo, comporta l'estinzione del procedimento, mentre il mancato deposito, nei termini prescritti, del certificato di destinazione urbanistica e delle mappe censuarie non è sanzionato con l'estinzione, stante il dato letterale e sistematico dei citati commi 2 e 4. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 03 Novembre 2017, n. 26244.


Pignoramento immobiliare - Espropriazione per pubblica utilità del bene pignorato - Sorte del processo esecutivo - Trasformazione del processo esecutivo quanto all'oggetto - Esclusione - Posizione degli aventi diritto - Sopravvivenza - Esercizio con azione di cognizione - Necessità.
Nella vigenza del D.P.R. n. 327/2001 (T.U. espropriazioni), il precetto per cui - sopravvenuta la trascrizione del decreto di esproprio per pubblica utilità - si estinguono tutti i diritti, reali o personali, riferibili o realizzabili sul bene espropriato si accompagna alla previsione per cui detti diritti "si trasferiscono" sull'indennità di esproprio. Ne segue che il procedimento esecutivo avente ad oggetto un bene espropriato in corso di procedura si deve arrestare per un fenomeno di estinzione della pretesa esecutiva, essendo venuto meno il diritto di azione esecutiva esercitato dal creditore dell'espropriato sul bene e, prima ancora, se quel creditore sia un creditore ipotecario, lo stesso diritto di ipoteca, in quanto insistente anch'esso sul bene su cui l'esecuzione ha luogo, senza che sia possibile una trasformazione del processo esecutivo quanto all'oggetto, con la sostituzione al bene dell'indennità e l'affidamento al giudice dell'esecuzione del potere di gestire le pretese sulla indennità, e la posizione degli aventi diritto sull'indennità potrà essere fatta valere unicamente con l'esercizio di un'azione di cognizione. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 19 Settembre 2017, n. 21591.


Esecuzione forzata – Opposizioni – Proposizione di reclamo ai sensi dell’art. 630 c.p.c. – Erroneità per difetto di presupposti – Conseguente valutazione, da parte del giudice, della sussistenza di motivi legittimanti l’esperibilità dell’opposizione agli atti esecutivi – Effetti relativi al derivante regime impugnatorio – Individuazione.
L’impugnazione di un provvedimento giurisdizionale deve essere proposta nelle forme previste dalla legge per la domanda così come è stata qualificata dal giudice (anche se tale qualificazione sia erronea), e non come le parti ritengano che debba essere qualificata. Ne consegue che ove il tribunale qualifichi come "reclamo" ai sensi dell’art. 630 c.p.c. l’impugnazione proposta avverso un provvedimento del giudice dell’esecuzione, e lo dichiari inammissibile ritenendo che nella specie si sarebbe dovuta proporre l’opposizione agli atti esecutivi, la relativa decisione è impugnabile con l’appello e non col ricorso per cassazione, non potendo applicarsi il principio dell’inappellabilità, previsto per le decisioni sull’opposizione agli atti esecutivi, ad un caso in cui quest’ultima è stata ritenuta dal giudice mai proposta. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 12 Aprile 2017, n. 9362.


Pignoramento immobiliare - Espropriazione per pubblica utilità del bene pignorato - Sorte del processo esecutivo - Trasformazione del processo esecutivo quanto all'oggetto - Esclusione - Posizione degli aventi diritto - Sopravvivenza - Esercizio con azione di cognizione - Necessità.
Nella vigenza del D.P.R. n. 327/2001 (T.U. espropriazioni), il precetto per cui - sopravvenuta la trascrizione del decreto di esproprio per pubblica utilità - si estinguono tutti i diritti, reali o personali, riferibili o realizzabili sul bene espropriato si accompagna alla previsione per cui detti diritti "si trasferiscono" sull'indennità di esproprio. Ne segue che il procedimento esecutivo avente ad oggetto un bene espropriato in corso di procedura si deve arrestare per un fenomeno di estinzione della pretesa esecutiva, essendo venuto meno il diritto di azione esecutiva esercitato dal creditore dell'espropriato sul bene e, prima ancora, se quel creditore sia un creditore ipotecario, lo stesso diritto di ipoteca, in quanto insistente anch'esso sul bene su cui l'esecuzione ha luogo, senza che sia possibile una trasformazione del processo esecutivo quanto all'oggetto, con la sostituzione al bene dell'indennità e l'affidamento al giudice dell'esecuzione del potere di gestire le pretese sulla indennità, e la posizione degli aventi diritto sull'indennità potrà essere fatta valere unicamente con l'esercizio di un'azione di cognizione. Cassazione civile, sez. I, 22 Dicembre 2016, n. 26765.


Processo esecutivo – Ordinanza di chiusura anticipata ex art. 164 bis disp.att. c.p.c. – Reclamo ex art.630 c.p.c. – Inammissibilità – Impugnabilità mediante opposizione ex art.617 c.p.c..
Il provvedimento del giudice dell’esecuzione che decide sull’istanza di chiusura anticipata del processo esecutivo, proposta ai sensi dell’art.164 bis disp. att. c.p.c., può essere impugnato nelle forme dell’opposizione agli atti esecutivi ex art.617 c.p.c. e non in quelle del reclamo al collegio ex art.630, 3° comma, c.p.c.. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Belluno, 12 Gennaio 2016.


Art. 669 novies c.p.c. – Ipotesi tassative – Sequestro conservativo – Sentenza di condanna provvisoriamente esecutiva – Conversione in pignoramento – Mancato compimento delle attività ex art. 156 disp.att. c.p.c. – Inefficacia pignoramento – Estinzione processo esecutivo – Dichiarazione – Competenza (non del giudice del merito ma) del giudice dell’esecuzione.
1) L’art. 669 novies c.p.c. trova applicazione nelle sole ipotesi tassative ivi previste, non comprensive della mancata effettuazione delle formalità previste dall’art. 156, primo e secondo comma disp. att. c.p.c., poiché il sequestro conservativo si converte ope legis in pignoramento al momento della pronuncia della sentenza di condanna provvisoriamente esecutiva, la quale determina la pendenza del processo esecutivo.
2) Il sequestro conservativo, convertito in pignoramento, costituisce il primo atto del processo esecutivo e l’attività prevista dall’156, primo e secondo comma disp. att. c.p.c. è una mera attività di impulso processuale, il cui mancato compimento non può cagionare l’inefficacia del sequestro conservativo, ma può contribuire a cagionare l’inefficacia del pignoramento stesso.
3) L’estinzione del processo esecutivo per sopravvenuta inefficacia del pignoramento, quale convertito dal sequestro conservativo, dovuta ad inattività della parte, che abbia omesso di compiere le attività prescritte a pena di decadenza dall’art. 156 disp. att. c.p.c., può essere dichiarata unicamente dal giudice dell’esecuzione. (Fiorenza Chiara Villa) (riproduzione riservata)
Tribunale Massa, 08 Gennaio 2016.


Esecuzione immobiliare – Spese di conservazione dell’immobile – Necessità di anticipazione da parte del creditore procedente o dei creditori interventuti – Omessa anticipazione – Conseguenze – Estinzione della procedura esecutiva.
Nel corso dell’esecuzione immobiliare, qualora il creditore procedente e i creditori intervenuti non anticipino le somme necessarie per spese indispensabili per la conservazione dell’immobile in custodia oggetto di esecuzione, anticipazione doverosa ai sensi dell’art. 8 DPR 30 maggio 2002, n. 115, deve essere dichiarata l’estinzione della procedura e la cancellazione del pignoramento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 29 Maggio 2014.


Estinzione del processo - Provvedimento del giudice - Impugnazione  - Sentenza reiettiva di reclamo proposto contro declaratoria di estinzione del processo pronunciata dal giudice istruttore - Appello - Forma - Ricorso - Inosservanza - Appello proposto con citazione - Conversione dell'atto processuale nullo - Condizioni..
L'appello avverso la sentenza resa ex art. 308, secondo comma, cod. proc. civ., reiettiva del reclamo contro la declaratoria di estinzione del processo pronunciata dal giudice istruttore, promosso con citazione anziché con ricorso è suscettibile di sanatoria, in via di conversione ex art. 156 cod. proc. civ., a condizione che, nel termine previsto dalla legge, l'atto sia stato non solo notificato alla controparte, ma anche depositato nella cancelleria del giudice. (massima ufficiale)  Cassazione Sez. Un. Civili, 08 Ottobre 2013.


Procedimento civile - Estinzione del processo - Provvedimento del giudice - Impugnazione - Sentenza reiettiva di reclamo proposto contro declaratoria di estinzione del processo pronunciata dal giudice istruttore - Appello - Rito camerale - Applicabilità fin dal momento della sua proposizione..
Ai sensi dell'art. 130 disp. att. cod. proc. civ., il procedimento di appello avverso la sentenza resa ex art. 308, secondo comma, cod. proc. civ., reiettiva del reclamo contro la declaratoria di estinzione del processo pronunciata dal giudice istruttore, è retto dal rito camerale fin dal momento della proposizione della impugnazione, che va, quindi, introdotta con ricorso da depositarsi in cancelleria entro i termini perentori prescritti dagli artt. 325 e 327 cod. proc. civ.. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 08 Ottobre 2013.


Processo esecutivo - Esito negativo degli esperimenti di vendita - Evidente inutilità della prosecuzione del processo - Estinzione atipica - Ammissibilità..
Qualora, dopo vari esperimenti di vendita con esito negativo, risulti evidente l'inutilità della prosecuzione del processo esecutivo, lo stesso potrà essere dichiarato estinto in nome del principio costituzionale di ragionevole durata del processo e di quello di "necessario utilità" del processo esecutivo stesso, principi che consentono di ammettere una fattispecie seppure atipica di estinzione al fine di evitare che lo scopo prefissato dal legislatore sia palesemente frustrato dalla prosecuzione di un'esecuzione che ha già dato dimostrazione di essere infruttuosa, vanamente costosa e totalmente antieconomica. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Belluno, 03 Giugno 2013.


Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Termine per il rilievo della decadenza – Prima udienza successiva in cui si procede all’incarico per la stima del bene.

Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Opposizione alla esecuzione – Con istanza di estinzione – Provvedimenti.
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L’eccezione o il rilievo d’ufficio di estinzione, conseguenti al mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, non possono essere né proposta né effettuato ex art. 630 c.p.c. oltre la prima udienza successiva al verificarsi della stessa, vale a dire quella della nomina del ctu per la stima del bene immobile, ex art. 569 c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Proposta, a seguito del mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, con la opposizione all’esecuzione l’istanza di estinzione del processo, il G.E. deve sia emettere i provvedimenti ex artt. 616/624 c.p.c., sia pronunciare sull’estinzione, che è materia comunque regolata dall’art. 630 c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 11 Maggio 2012.


Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Termine per il rilievo della decadenza – Prima udienza successiva in cui si procede all’incarico per la stima del bene..
L’eccezione o il rilievo d’ufficio di estinzione, conseguenti al mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, non possono essere né proposta né effettuato ex art. 630 c.p.c. oltre la prima udienza successiva al verificarsi della stessa, vale a dire quella della nomina del ctu per la stima del bene immobile, ex art. 569 c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 11 Maggio 2012.


Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Opposizione alla esecuzione – Con istanza di estinzione – Provvedimenti..
Proposta, a seguito del mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, con la opposizione all’esecuzione l’istanza di estinzione del processo, il G.E. deve sia emettere i provvedimenti ex artt. 616/624 c.p.c., sia pronunciare sull’estinzione, che è materia comunque regolata dall’art. 630 c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 11 Maggio 2012.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Espropriazioni in corso - Legittimazione del curatore - Effetti - Estinzione del processo esecutivo - Esclusione.
In caso di fallimento del debitore, il trasferimento della legittimazione a proseguire le esecuzioni immobiliari in corso dal creditore individuale al curatore, secondo la disposizione dello art 107 della legge fallimentare, non importa l'immediata Estinzione ipso jure del processo esecutivo. Tale effetto, infatti, sarebbe in contrasto con la stessa lettera della legge, la quale si limita a dichiarare che il curatore si sostituisce nella procedura al curatore istante, dal che si desume che la procedura esecutiva individuale gia pendente, in parziale deroga al principio di cui all'art 51 della legge fallimentare, prosegue durante il fallimento, sia pure per impulso di altro soggetto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 27 Marzo 1976, n. 1114.


Fallimento - Esecuzione forzata - Fallimento del debitore esecutato - Estinzione del processo esecutivo - Esclusione.
In caso di fallimento del debitore,il trasferimento della legittimazione a proseguire le esecuzioni in corso dal creditore individuale al curatore, secondo la disposizione dell'art. 107 della legge fallimentare, non importa l'immediata Estinzione ipso jure del processo esecutivo. Tale effetto, infatti,sarebbe in contrasto con la stessa lettera della legge, la quale si limita a dichiarare che il curatore si sostituisce nella procedura al curatore istante dal che si desume che la procedura esecutiva individuale gia pendente, in parziale deroga al principio di cui all'art. 51 della legge fallimentare, prosegue durante il fallimento, sia pure per impulso di altro soggetto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 15 Maggio 1967, n. 1017.