Codice di Diritto Societario


LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE VI Bis
Dell'amministrazione e del controllo
PARAGRAFO 2
Degli amministratori

Art. 2389

Compensi degli amministratori
TESTO A FRONTE

I. I compensi spettanti ai membri del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo sono stabiliti all'atto della nomina o dall'assemblea.
II. Essi possono essere costituiti in tutto o in parte da partecipazioni agli utili o dall'attribuzione del diritto di sottoscrivere a prezzo predeterminato azioni di futura emissione.
III. La rimunerazione degli amministratori investiti di particolari cariche in conformità dello statuto è stabilita dal consiglio di amministrazione, sentito il parere del collegio sindacale. Se lo statuto lo prevede, l'assemblea può determinare un importo complessivo per la remunerazione di tutti gli amministratori, inclusi quelli investiti di particolari cariche.

GIURISPRUDENZA

Società - Impugnazione delle deliberazioni assembleari - Conflitto d'interessi - Nomina di curatore speciale - Esclusione.
Non sussiste un conflitto immanente d'interessi, tale da condurre in ogni caso alla nomina di un curatore speciale ex art. 78 c.p.c., nei giudizi di impugnazione delle deliberazioni assembleari di società, in cui il legislatore prevede la legittimazione passiva esclusivamente in capo alla società, in persona di chi ne abbia la rappresentanza legale; né è fondata una valutazione di conflitto di interessi in capo all'amministratore, solo in quanto la deliberazione assembleare abbia ad oggetto profili di pertinenza dello stesso organo gestorio (come per l'approvazione del bilancio sociale d'esercizio che l'organo amministrativo abbia come per legge redatto, o per la deliberazione di determinazione dei compensi dell'organo gestorio ex art. 2389 c.c. o per la delibera di autorizzazione al compimento di un atto gestorio ex art. 2364 c.c., comma 1, n. 5, etc.), posto che ravvisarvi un'immanente situazione di conflitto di interessi indurrebbe alla nomina di un curatore speciale alla società in tutte o quasi tutte le cause di impugnazione delle deliberazioni assembleari o consiliari, con l'effetto discorsivo, non voluto dal legislatore processuale, per cui il socio impugnante tenterebbe sempre di ottenere, mediante il surrettizio ricorso al procedimento di nomina di un curatore speciale alla società ex art. 78 c.p.c., l'esautoramento dell'organo amministrativo dalla decisione delle strategie di tutela a nome della stessa.

La competenza alla nomina del curatore speciale di cui all'art. 78 c.p.c. in corso di causa pendente avviene incidentalmente, quale sub-procedimento, all'interno del giudizio stesso, con istanza da proporre allo stesso giudicante, il cui provvedimento, se si tratti di giudice delegato alla trattazione, è suscettibile di essere riconsiderato dal collegio del tribunale, in sede decisoria; nondimeno, è altresì ammissibile il reclamo immediato al collegio da parte degli interessati, quale specifico mezzo di impugnazione, al fine di instare per la revoca o modifica del decreto in questione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 07 Dicembre 2021, n. 38883.


Società – Delibera riduzione compenso liquidatore – Mancata accettazione – Effetti retroattivi – Insussistenza

Società – Compenso liquidatore sostituito – Dovuto fino alla data di accettazione della carica nuovo liquidatore
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La delibera assembleare di società di riduzione del compenso annuo del liquidatore, in assenza di accettazione da parte del liquidatore stesso, non può operare retroattivamente con riferimento a periodi antecedenti la data della decisione dei soci, che non può produrre effetti retroattivi incidendo negativamente su diritti già acquisiti medio tempore dal liquidatore, né su tali diritti può incidere l’inerzia o il ritardo della assemblea dei soci nel provvedere alla determinazione del compenso annuale.

Il liquidatore di società sostituito dall’assemblea ha diritto al compenso fino alla data di accettazione della carica da parte del nuovo liquidatore nominato. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 16 Aprile 2021.


Società di capitali – Responsabilità degli amministratori – Riconoscimento di emolumenti agli amministratori muniti di particolari poteri – Irrazionalità e irragionevolezza.
Il riconoscimento di emolumenti agli amministratori muniti di particolari poteri rientra tra le scelte organizzative dell’impresa, e benché possa definirsi di natura discrezionale, deve comunque presentarsi come non irrazionale o irragionevole. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 15 Maggio 2019.


Società di capitali – Responsabilità degli amministratori – Riconoscimento di emolumenti agli amministratori muniti di particolari poteri – Irrazionalità e irragionevolezza.
Il riconoscimento di emolumenti agli amministratori muniti di particolari poteri rientra tra le scelte organizzative dell’impresa e, benché possa definirsi di natura discrezionale, deve comunque presentarsi come non irrazionale o irragionevole. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 28 Febbraio 2019.


Società di capitali – Amministratori – Divieto di concorrenza – Requisiti dell’attività concorrenziale: attualità, concretezza e continuatività

Società di capitali – Amministratori – Azione di responsabilità – Autoliquidazione del compenso in assenza di delibera assembleare – Necessità di prova del danno – Sussiste
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Anche a volere ritenere applicabile alla società a responsabilità limitata l’art.2390 c.c., in relazione all’attività svolta dalla società si deve fare riferimento all’attività effettiva e concretamente svolta da quest’ultima, non rilevando esclusivamente le attività enunciate come possibile oggetto sociale nell’atto costitutivo.
Inoltre, il rapporto concorrenziale deve essere concreto ed attuale, e, se potenziale, deve fondarsi sulla ragionevole prevedibile circostanza che in futuro l’attività svolta dall’altra società abbia una proiezione evolutiva da porla in concorrenza con la società.
Non è sufficiente ad integrare la fattispecie il compimento di un solo atto in concorrenza che, al limite, può integrare ipotesi di conflitti di interessi o di violazione del generale dovere di fedeltà. In altre parole, per attività concorrente deve intendersi un complesso di atti compiuti in modo continuativo e sistematico e finalizzati ad uno scopo concorrenziale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Al fine di superare la presunzione di onerosità della carica gestoria la clausola statutaria deve prevedere espressamente la gratuità dell’incarico e non presentare margini di ambiguità sul punto.
In caso di autoliquidazione di un compenso da parte dell’amministratore in assenza di deliberazione dei soci, al fine di accertare l’esistenza di un danno risarcibile per la società è necessaria l’allegazione e la prova dell’eccessività della somma autoliquidatasi dall’amministratore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 23 Gennaio 2017.


Società – Amministratore – Compenso – Indicazione nel bilancio – Riconoscimento di debito.
Seppure la mera approvazione del bilancio non possa costituire deliberazione di determinazione del compenso dell'amministratore, ben può avvenire che - ove il compenso sia stato già in precedenza determinato - l'approvazione del bilancio che contenga l'indicazione del debito relativo a quel compenso valga come riconoscimento di debito; e va da sé che tale distinzione appare razionalmente comprensibile se si pone mente al carattere negoziale della determinazione del compenso e, al contrario, al carattere non negoziale del riconoscimento di debito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 17 Ottobre 2016.


Società di capitali - Società cooperative - Organi sociali - Amministratori - Rapporto tra società e amministratore - Natura - Individuazione - Contratto d'opera - Esclusione - Fondamento - Conseguenze in tema di determinazione del compenso non pattuito al momento della nomina.
I compiti che la società affida al suo amministratore riguardano la gestione stessa dell'impresa, costituita da un insieme variegato di atti materiali, negozi giuridici ed operazioni complesse, sicché, quand'anche taluni di questi atti ed operazioni possano compararsi all'attività di un prestatore d'opera, il rapporto che intercorre tra amministratore e società non può essere equiparato, in ragione del rapporto di immedesimazione organica tra essi esistente, a quello derivante dal contratto d'opera, intellettuale o non intellettuale. Ne consegue che, al fine della liquidazione del compenso all'amministratore non determinato dalle parti al momento della nomina, non è consentito alcun riferimento automatico alle tariffe dei dottori commercialisti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Ottobre 2014, n. 22046.


Società - Premio incentivante dell'amministratore - Riferimento all'utile dell'intero esercizio - Necessità..
Salvo diversa pattuizione, il premio incentivante relativo alla carica di amministratore deve essere determinato sulla base degli utili risultanti dal bilancio dell'intero esercizio e non sulla base di un bilancio straordinario redatto in previsione di un'eventuale fusione della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 11 Maggio 2011.