Codice di Diritto Societario


LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE X
Delle modificazioni dello statuto

Art. 2437-ter

Criteri di determinazione del valore delle azioni
TESTO A FRONTE

I. Il socio ha diritto alla liquidazione delle azioni per le quali esercita il recesso.
II. Il valore di liquidazione delle azioni è determinato dagli amministratori, sentito il parere del collegio sindacale e del soggetto incaricato della revisione legale dei conti (1), tenuto conto della consistenza patrimoniale della società e delle sue prospettive reddituali, nonché dell'eventuale valore di mercato delle azioni.
III. Il valore di liquidazione delle azioni quotate in mercati regolamentati è determinato facendo riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura nei sei mesi che precedono la pubblicazione ovvero ricezione dell'avviso di convocazione dell'assemblea le cui deliberazioni legittimano il recesso. Lo statuto delle societa' con azioni quotate in mercati regolamentati puo' prevedere che il valore di liquidazione sia determinato secondo i criteri indicati dai commi 2 e 4 del presente articolo, fermo restando che in ogni caso tale valore non puo' essere inferiore al valore che sarebbe dovuto in applicazione del criterio indicato dal primo periodo del presente comma. (1)
IV. Lo statuto può stabilire criteri diversi di determinazione del valore di liquidazione, indicando gli elementi dell'attivo e del passivo del bilancio che possono essere rettificati rispetto ai valori risultanti dal bilancio, unitamente ai criteri di rettifica, nonché altri elementi suscettibili di valutazione patrimoniale da tenere in considerazione.
V. I soci hanno diritto di conoscere la determinazione del valore di cui al secondo comma del presente articolo nei quindici giorni precedenti alla data fissata per l'assemblea; ciascun socio ha diritto di prenderne visione e di ottenerne copia a proprie spese.
VI. In caso di contestazione da proporre contestualmente alla dichiarazione di recesso il valore di liquidazione è determinato entro novanta giorni dall'esercizio del diritto di recesso tramite relazione giurata di un esperto nominato dal tribunale, che provvede anche sulle spese, su istanza della parte più diligente; si applica in tal caso il primo comma dell'articolo 1349.


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(1) Le parole «revisione legale dei conti» hanno sostituito le parole «revisione contabile» in base all'art. 37, comma 20, del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, pubb. in Gazz. Uff. n. 68 del 23 marzo 2010, suppl. ord. n. 58. La modifica ha effetto dal 7 aprile 2010.
(2) Comma modificato dal'art. 20, comma 3, d.l. 24 giugno 2014 n. 91, conv., con modif., in l. 11 agosto 2014 n. 116, il quale ha soppresso la parola «esclusivo» e aggiunto, in fine, le parole «Lo statuto delle società con azioni quotate in mercati regolamentati può prevedere che il valore di liquidazione sia determinato secondo i criteri indicati dai commi 2 e 4 del presente articolo, fermo restando che in ogni caso tale valore non può essere inferiore al valore che sarebbe dovuto in applicazione del criterio indicato dal primo periodo del presente comma».

GIURISPRUDENZA

Tribunale delle Imprese – Estinzione quota sociale – Ente pubblico – Liquidazione.
L’art. 1, comma 569, della legge 27 dicembre 2013 n. 143 (legge di stabilità 2014) – secondo il quale la partecipazione degli enti pubblici in società aventi ad oggetto la produzione di beni e servizi non strettamente necessari al perseguimento delle finalità istituzionali che non sia stata alienata mediante procedura di evidenza pubblica entro il 31 dicembre 2014 cessa ad ogni effetto - non contempla un’ipotesi di recesso bensì una decadenza ope legis dalla partecipazione sociale sicché la liquidazione della quota, che la società è tenuta ad attuare nei dodici mesi successi in base ai criteri stabiliti dall’art. 2437 ter c.c., espressamente richiamato dal citato comma 569, non è soggetta alla procedura prevista dall’art. 2437 quater c.c.

Pertanto, qualora la società non abbia effettuato la liquidazione della quota nel termine di legge, nonostante la richiesta dell’ente pubblico, non potrà ridurre l’importo a liquidarsi sulla scorta di eventi negativi verificatasi successivamente alla decadenza dalla partecipazione ed alla conseguente uscita dell’ente pubblico dalla società. (Stefano Vitale) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 06 Luglio 2021.


Partecipazioni sociali – Sconto di minoranza – Applicazione all’opzione put – Diritto di recesso ex art. 2437-ter c.c..
Sebbene la stima di una partecipazione di minoranza debba tener conto del relativo sconto, tuttavia detto sconto non deve essere applicato quando la stima sia legata all’esercizio di un’opzione put (nel caso di specie facoltà di vendere le azioni al prezzo determinato da un perito), operazione che, come tale, può dunque essere assimilata all’esercizio del diritto di recesso ex art. 2437-ter c.c.

In tale contesto, la decurtazione del valore della partecipazione di minoranza in seguito allo sconto, cagionerebbe, infatti, un’illegittima compressione del diritto del socio recedente (rectius titolare del diritto d’opzione) in aderenza al predicato dell’art. 2437 ter c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 08 Giugno 2021.


Società per azioni - Diritto di recesso del socio - Modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto o di partecipazione - Interpretazione restrittiva - Legittimazione al recesso a fronte di deliberazioni che hanno direttamente ad oggetto la modifica dei diritti di voto o la partecipazione dei soci - Ricorso per la determinazione del valore delle azioni - Inammissibilità.
Le "modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto e di partecipazione" di cui al primo comma lett. g. dell'art. 2437 c.c., le quali consentono al socio di esercitare il diritto di recesso, deve essere interpretata, per ragioni di coerenza sistematica, in senso restrittivo, per cui il recesso deve ritenersi legittimato di fronte alle deliberazioni che hanno direttamente ad oggetto la modificazione dei diritti di voto o di partecipazione dei soci e per la cui adozione, in assenza del rimedio dell'exit, si potrebbe dubitare dell'applicazione del principio maggioritario. Rientrano in tale fattispecie, ad esempio, le deliberazioni avente ad oggetto l'introduzione di limiti quantitativi all'esercizio del diritto di voto o del voto a scalare e, per quanto riguarda i diritti di partecipazione, la modifica delle clausole statutarie relative alla partecipazione agli utili. Sono, in sostanza, suscettibili di legittimare l'esercizio del recesso solo le modifiche che incidono pariteticamente, sia sul piano qualitativo sia sul piano quantitativo, sul diritto di voto di ciascun socio. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che il diritto di voto non fosse stato direttamente modificato dalla variazione dello statuto che aveva soltanto limitato la possibilità per i soci di minoranza di concorrere alla nomina dei membri del consiglio di amministrazione e, dunque, di eleggere quale consigliere un soggetto a loro gradito). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30 Aprile 2014.


Azioni – Decisioni assembleari che legittimano il diritto di recesso del socio – Previa determinazione del valore di liquidazione delle azioni – Necessità..
Costituisce violazione degli articoli 2437 e 2437 ter c.c. - e quindi una ipotesi di annullabilità della delibera - il mancato adempimento da parte degli amministratori all'obbligo di determinare il valore di liquidazione delle azioni in vista dell'adozione da parte dell'assemblea di deliberazioni che legittimano il diritto di recesso dei soci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 13 Febbraio 2013.