Codice del Sovraindebitamento



Art. 7-bis

Procedure familiari (1)
TESTO A FRONTE

1. I membri della stessa famiglia possono presentare un'unica procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento quando sono conviventi o quando il sovraindebitamento ha un'origine comune.

2. Ai fini del comma 1, oltre al coniuge, si considerano membri della stessa famiglia i parenti entro il quarto grado e gli affini entro il secondo, nonche' le parti dell'unione civile e i conviventi di fatto di cui alla legge 20 maggio 2016, n. 76.

3. Le masse attive e passive rimangono distinte.

4. Nel caso in cui siano presentate piu' richieste di composizione della crisi da sovraindebitamento riguardanti membri della stessa famiglia, il giudice adotta i necessari provvedimenti per assicurarne il coordinamento. La competenza appartiene al giudice adito per primo.

5. La liquidazione del compenso dovuto all'organismo di composizione della crisi e' ripartita tra i membri della famiglia in misura proporzionale all'entita' dei debiti di ciascuno. Quando uno dei debitori non e' un consumatore, al progetto unitario si applicano le disposizioni in materia di accordo di composizione della crisi.



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(1) Articolo inserito, con effetto dal 25 dicembre 2020, dall’art. 4-ter del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176.
Inoltre, i commi 2 e 3 dello stesso articolo dispongono:
3. Nei procedimenti di omologazione degli accordi e dei piani del consumatore pendenti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il debitore puo' presentare, fino all'udienza fissata ai sensi dell'articolo 10 della legge 27 gennaio 2012, n. 3, istanza al tribunale per la concessione di un termine non superiore a novanta giorni per il deposito di una nuova proposta di accordo o di un nuovo piano del consumatore, redatti in conformita' a quanto previsto dal presente articolo. Il termine decorre dalla data del decreto con cui il tribunale assegna il termine e non e' prorogabile. L'istanza e' inammissibile se presentata nell'ambito di un procedimento di omologazione della proposta di accordo nel corso del quale e' gia' stata tenuta l'udienza, ma non sono state raggiunte le maggioranze stabilite dall'articolo 11, comma 2, della legge 27 gennaio 2012, n. 3.
4. Quando il debitore intende modificare unicamente i termini di adempimento dell'accordo di ristrutturazione o del piano, deposita fino all'udienza fissata per l'omologa una memoria contenente l'indicazione dei nuovi termini, depositando altresi' la documentazione che comprova la necessita' della modifica dei termini. Il differimento dei termini non puo' essere superiore di sei mesi rispetto alle scadenze originarie. Il tribunale, riscontrata la sussistenza dei presupposti di cui all'articolo 12 o di cui all'articolo 12-bis della legge 27 gennaio 2012, n. 3, procede all'omologa, dando espressamente atto delle nuove scadenze.

GIURISPRUDENZA

Sovraindebitamento – Procedure famigliari ex art. 7 bis l. 3/2012 – Liquidazione del patrimonio – Ricorso proposto in via congiunta dai coniugi – Indebitamento comune e regime di comunione legale – Ammissibilità

Sovraindebitamento – Procedure famigliari ex art. 7 bis l. 3/2012 – Liquidazione del patrimonio – Masse attive e passive distinte – Necessità

Sovraindebitamento – Liquidazione del patrimonio – Cessione del quinto e pignoramento presso terzi – Cessazione degli effetti – Sussistenza
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Sebbene la norma si riferisca letteralmente ad altre fattispecie, quali “piano del consumatore” e “accordo di ristrutturazione” dei debiti, è ammissibile l’istanza congiunta di apertura della liquidazione dei patrimoni ex art. 14 ter l. 3/2012, presentata da coniugi (in regime di comunione dei beni) conviventi, membri di unico nucleo familiare e in situazione di sovraindebitamento avente origine in parte comune. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)

Nel ricorso congiunto per la liquidazione dei patrimoni, vanno comunque tenute distinte le masse attive e passive di pertinenza di ciascun debitore: pertanto, l'attivo ricavato dalla liquidazione di ogni autonomo patrimonio dovrà essere riservato per il riparto – sempre nel rispetto dei principi della concorsualità e dell'ordine delle prelazioni – a favore dei creditori di esclusiva pertinenza del singolo ricorrente (e di quelli eventualmente da soddisfare “in comune” con altri condebitori), ma senza poter invece destinare il ricavato dalla liquidazione del patrimonio personale di un certo sovraindebitato al pagamento dei creditori individuali dell’altro ricorrente. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)

All’apertura della liquidazione del patrimonio, al pari delle altre procedure di sovraindebitamento, consegue l’inopponibilità della cessione del quinto e del pignoramento prezzo terzi in danno del sovraindebitato, per cui da tale data i ratei di prossima scadenza di pregresse “cessioni del quinto”, ed i prelievi futuri collegati a versamenti periodici sottoposti a pignoramento presso terzi sono definitivamente acquisiti alla procedura. Tali principi appaiono applicabili a maggior ragione alla procedura di Liquidazione del Patrimonio, caratterizzata da una ancora più spiccata concorsualità; deve pertanto ritenersi applicabile a tutte le procedure di sovraindebitamento l'inopponibilità della cessione del quinto che il nuovo art. 8, comma 1 bis l. 3/212  prevede esplicitamente solo per il piano del consumatore (conforme Tribunale di Genova 24 settembre 2021, su Ilcaso.it). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 24 Dicembre 2021.


Sovraindebitamento – Procedura familiare di cui all’art. 7 bis della legge n. 3/2012 – Natura generale – Applicabilità alla liquidazione del patrimonio.
L’istituto di cui all’art. 7 bis della legge n. 3/2012 ha carattere generale essendo diretto a risolvere in modo unitario, con riduzione dei costi e dei procedimenti, la crisi economica del nucleo familiare avente origine comune e in cui le singole obbligazioni si condizionano in modo reciproco sicchè, ricorrendo l’eadem ratio, la norma in questione va analogicamente applicata anche alla procedura di liquidazione del patrimonio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 31 Maggio 2021.


Sovraindebitamento - Procedure familiari ex art. 7 bis l. 3/2012 - Liquidazione del Patrimonio - Inammissibilità.
Va respinta l'istanza di trattazione congiunta ex art.7 bis legge 3/2012 (procedure familiari) con quella analoga presentata dal famigliare del ricorrente, considerato che l'istituto della procedura familiare si riferisce letteralmente alla sole procedure di composizioni della crisi, non a quella di liquidazione dei beni ex art. 14 ter l. 3/2012 che, invece, è alternativa alle prime. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 18 Maggio 2021.


Sovraindebitamento – Procedura famigliare – Distinzione delle masse – Competenza.
Quando i ricorrenti fanno parte della stessa famiglia (padre e figli) e l’indebitamento ha una origine almeno in parte comune, in applicazione analogica del disposto dell’art. 7 bis legge 3/12 (che, a ben vedere, si riferisce alle diverse procedure del piano del consumatore e dell’accordo di ristrutturazione dei debiti), deve ritenersi ammissibile la proposizione di una unitaria istanza di liquidazione dei patrimoni.

In tal caso è necessario tenere distinte le masse attive e passive di pertinenza di ciascun ricorrente in modo che l’attivo ricavato dalla liquidazione di ciascun patrimonio sia essere destinato alla soddisfazione, nel rispetto dei principi della concorsualità e dell’ordine delle prelazioni, dei creditori di esclusiva pertinenza del singolo ricorrente e di quelli comuni agli altri ricorrenti, senza possibilità di destinare quanto ricavato dalla liquidazione del patrimonio di un ricorrente, alla soddisfazione dei creditori personali di altro ricorrente).

La procedura familiare consente inoltre di ritenere sussistente la competenza a decidere sul ricorso dell’adito Tribunale non solo in relazione alla domanda di liquidazione presentata dai ricorrenti residenti in comune compreso nel circondario del Tribunale di Verona, ma anche rispetto a quella di liquidazione del patrimonio di quello di loro che sia residente in altro circondario.

Infatti, in base all’art. 7 bis, comma 4 legge 3/12, in caso di diversa residenza dei plurimi sovraindebitati appartenenti alla stessa famiglia non conviventi ma il cui sovraindebitamento abbia una origine comune (come nella fattispecie) è possibile presentare una unica istanza di liquidazione dinanzi ad uno qualsiasi dei giudici che, ai sensi dell’art. 14 ter, c. 2 legge 3/12, sarebbero ordinariamente competenti a decidere sulla singola liquidazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 12 Maggio 2021.


Sovraindebitamento – Liquidazione del patrimonio ex art. 14 ter l. 3/2012 – Istanza della società e successivamente dei soci illimitatamente responsabili – Origine comune dell’indebitamento – Sussistenza – Applicazione della normativa in tema di “procedure familiari” – Ammissibilità.
Attesa l’istanza di liquidazione ex art. 14 ter l.3/2012 presentata da società non fallibile, va disposta la riunione con detta procedura dei procedimenti promossi successivamente dai soci illimitatamente responsabili della stessa, tenuto conto della indubbia connessione tra tutte le procedure derivante dall’indebitamento comune – in considerazione della responsabilità solidale dei soci rispetto ai debiti sociali – nonché ragioni di opportunità relative alla fase esecutiva della liquidazione.

Il novellato art. 7 bis l. 3/2012 in tema di ‘procedure familiari’, che impone il necessario coordinamento tra le procedure, appare dunque applicabile anche alla presente fattispecie la quale - ferma la natura di “familiari” delle due persone fisiche ricorrenti in quanto, anche se non conviventi, presentano un sovraindebitamento di ‘origine comune’ nel senso richiesto dalla nuova disposizione - vede analogo procedimento proposto nei confronti di una piccola società ‘sotto soglia’ che parimenti presenta un indebitamento necessariamente comune ex art. 2304 c.c. e non ha beni da liquidare o crediti da riscuotere, sussistendo perciò una esigenza di necessario coordinamento con le altre due procedure che, nel caso di specie – ferma la distinzione delle masse attive e passive – può perseguirsi con la riunione delle procedure avanti al giudice per primo adìto. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)


[n.d.r.]
La decisione si segnala per la ritenuta applicabilità della nuova norma in tema di ‘procedure familiari’ alle procedure di liquidazione promosse da società di persone e soci illimitatamente responsabile, ancorchè la novella dell’art. 7 bis l. 3/2012 riguardi i “membri della stessa famiglia”. Il G.D. prende le mosse dall’ ‘origine comune’ dell’indebitamento attesa la responsabilità solidale dei soci illimitatamente responsabili, rafforzata nella fattispecie dal vincolo di parentela dei soci.
Tribunale Ravenna, 03 Marzo 2021.