Massimario di Diritto Bancario


Contratto autonomo di garanzia

Fideiussione – Contratti – A valle di intese dichiarate parzialmente nulle dall’Autorità Garante – Nullità parziale – Volontà delle parti
I contratti di fideiussione a valle di intese dichiarate parzialmente nulle dall’Autorità Garante, in relazione alle sole clausole contrastanti con gli artt. 2, comma 2, lett. a) della legge n. 287 del 1990 e 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, sono parzialmente nulli, ai sensi dell’art. 2, comma 3, della legge succitata e dell’art. 1419 c.c., in relazione alle sole clausole che riproducano quelle dello schema unilaterale costituente l’intesa vietata, salvo che sia desumibile dal contratto, o sia altrimenti comprovata, una diversa volontà delle parti. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 30 Dicembre 2021, n. 41994.


Nullità parziale fideiussione omnibus conforme al modello ABI 2003 – Revoca decreto ingiuntivo opposto
La fideiussione conforme al modello ABI del 2003, dichiarato non conforme alla normativa antitrust dalla Banca d’Italia, in quanto riproducente le clausole 2, 6 ed 8 di tale modello, seppur non determinando la nullità totale della fideiussione, nondimeno determina quella delle relative pattuizioni implicando che non può essere ritenuta operante la deroga all’art. 1957 c.c., stabilita all’art.6 della fideiussione, riproduttivo del punto 6 del modello. (Federico Pedonese) (riproduzione riservata)  Tribunale Lucca, 17 Dicembre 2021.


Opposizione a Decreto Ingiuntivo di Pagamento – Eccezione dei garanti di nullità della clausola della fideiussione ABI di deroga dell’articolo 1957 C.C. – Giustifica il rigetto dell’istanza di provvisoria esecuzione
La clausola della fideiussione derogatoria dell’articolo 1957 c.c., per effetto della sua coincidenza con quella censurata dalla Banca d’Italia con provvedimento n.° 55/2005 (che non è l’unica), vale ad integrare un sufficiente indizio circa la volontà della banca di realizzare l’effetto distorsivo della concorrenza ed è inopponibile ai fideiussori.

Sussiste il fumus dell’opposizione spiegata dai garanti per effetto della nullità parziale della fideiussione azionata, se la prima iniziativa intrapresa nei confronti del debitore principale coincide con la data della domanda di insinuazione al passivo fallimentare a fronte di un debito scaduto in epoca anteriore alla dichiarazione di suo fallimento (con conseguente inapplicabilità dell’articolo 55, comma 2, L.F.). (Roberto Carfagna) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 14 Dicembre 2021.


Fidejussione contenente clausole conformi allo schema predisposto dall’ABI e dichiarate contrarie alla normativa antitrust dal provvedimento dalla Banca d’Italia - Nullità singole clausole ai sensi dell’articolo 1419 c.c. e non dell’intero contratto - Sussiste
Laddove una fidejussione contenga clausole conformi allo schema predisposto dall’ABI e dichiarate contrarie alla normativa antitrust per violazione dell’art. 2 comma 2 lettera a) L. n. 287/1990 dal provvedimento della Banca d’Italia n. 55 del 2/5/2005, si ha nullità delle singole clausole, e non già dell’intero contratto, ai sensi dell’articolo 1419 c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 17 Novembre 2021.


Nullità parziale della fideiussione per conformità al modello ABI -  Clausola solve et repete - Applicabilità
Il rilievo di nullità parziale della fideiussione conforme al modello ABI e della conseguente decadenza ex art. 1957 c.c. non è impedito dalla qualifica dei contratti dedotti in causa quali contratti autonomi di garanzia, allorquando dal loro articolato si deduca piuttosto la qualifica di fideiussioni vere e proprie, corredate da una mera clausola solve et repete. (Pietro Stizzoli) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 09 Novembre 2021.


Fidejussione contenente clausole conformi allo schema predisposto dall’ABI e dichiarate contrarie alla normativa antitrust dal provvedimento dalla Banca d’Italia – Nullità singole clausole ai sensi dell’articolo 1419 c.c. e non dell’intero contratto
Laddove una fidejussione contenga clausole conformi allo schema predisposto dall’ABI e dichiarate contrarie alla normativa antitrust per violazione dell’art. 2 comma 2 lettera a) L. n. 287/1990 dal provvedimento della Banca d’Italia n. 55 del 2/5/2005, si ha nullità delle singole clausole, e non già dell’intero contratto, ai sensi dell’articolo 1419 c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 03 Novembre 2021.


Jus variandi - Mutatio libelli - Modifica della domanda entro i termini della prima memoria ex art. 183 VI comma c.p.c.

La disciplina dettata dalla legge n. 287 del 1990, che all’art. 2 prevede che le intese che hanno per oggetto o per effetto di ridurre o falsare in modo consistente il gioco della concorrenza, “sono nulle ad ogni effetto”. Il giudizio di disvalore contenuto nel divieto delle intese illecite a monte, si deve poter trasmettere anche al regolamento di interessi voluto dalle parti poiché consente il concreto dispiegarsi dell’effetto anticoncorrenziale vietato

L’eccezione di prescrizione della domanda risarcitoria da illecito concorrenziale. Il risarcimento del danno da illecito anticoncorrenziale

La modifica della domanda effettuata nella prima memoria ex 183 VI comma con la quale parte attrice chiede, in alternativa alla declaratoria di nullità totale della fideiussione omnibus già richiesta, la declaratoria di nullità parziale delle tre clausole ritenute violative della concorrenza, inerendo alla medesima vicenda sostanziale, non configura un’ipotesi di mutatio libelli.

Con specifico riferimento alle fideiussioni omnibus, laddove venga accertato che le clausole del contratto (quelle di cui ai nn. 2, 6 e 8 riportate pedissequamente nel contratto per cui è stata spiegata l’azione) siano estrinsecazione di un’intesa illecita ex art. 2 della legge antitrust, si configura il rimedio della declaratoria di nullità.
Il vizio che colpisce le clausole della fideiussione, riproduttive del contenuto del modulo ABI, integra un’ipotesi di nullità “virtuale” ex art. 1418 comma 1 c.c. per contrarietà diretta a norme imperative di ordine pubblico economico. Ciò in quanto il contratto finale tra imprenditore e consumatore costituisce il compimento stesso dell’intesa anti competitiva tra imprenditori, sicché esso stesso è colpito da nullità, ponendosi in contrasto con la disciplina posta a tutela della concorrenza.
Il vizio riguarderà le sole clausole del contratto di fideiussione interessate dall’intesa, ai sensi e per gli effetti della previsione di nullità parziale di cui all’art. 1419 c.c.
Ai sensi dell’art. 1419 c.c. la nullità parziale del contratto circoscritta soltanto ad alcune clausole dello stesso, determina la nullità totale del contratto solo laddove risulta che i contraenti non lo avrebbero concluso senza quella parte del contratto colpita da nullità ed è insostenibile che il fideiussore avesse interesse ad inserire delle clausole a sé sfavorevoli.
In particolare viene in assorbente rilievo la deroga pattizia all’art.1957, comma 1° c.c., che consente all’istituto bancario di coltivare azioni recuperatorie nei confronti del fideiussore anche dopo la scadenza dei sei mesi ivi prevista per l’inizio delle medesime azioni nei confronti del debitore principale, altrimenti non consentita in caso di inerzia della banca verso quest’ultimo.

Il dies a quo da cui si deve far decorrere il termine prescrizionale non è il momento in cui è stato sottoscritto il contratto fideiussorio, ma quello in cui il danno è stato realmente percepito dal danneggiato, non essendo condivisibile l’assunto secondo il quale la lesione della libertà di scelta sia configurabile come fonte dell’obbligo.
Per accedere alla tutela risarcitoria da illecito anticoncorrenziale, tuttavia, il cliente - consumatore non può limitarsi a prospettare una limitazione della sua libertà di scelta, ma deve allegare e provare le concrete conseguenze che tale illecito ha determinato nella sua sfera personale e patrimoniale, in termini, ad esempio, di lesione dell’onore, del merito creditizio, ecc. Peraltro, se nel giudizio civile avente ad oggetto il risarcimento del danno cagionato da illeciti anticoncorrenziali l’accertamento giudiziale deve partire dal considerare come di fatto già accertata la violazione della normativa Antistrust, per quanto attiene al nesso di causalità e al danno risarcibile torna ad espandersi pienamente il potere di accertamento giudiziale secondo i canoni tipici dello statuto della tutela aquiliana.
Nonostante il fideiussore sia stato indotto a stipulare un contratto a condizioni più deteriori, deve poter fornire adeguata dimostrazione delle specifiche conseguenze pregiudizievoli subite in ragione delle clausole di cui è stata dichiarata la nullità. (Pasquale Coppola) (Francesco Laezza) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 22 Ottobre 2021.


Fideiussioni conformi Schemi A.B.I. - Nullità parziale - Onere di prova in capo al fideiussore
Il fideiussore è tenuto a produrre il modello ABI e la circolare della Banca d’Italia su cui si fonda l'eccezione. (Andrea Bianchi) (riproduzione riservata) Tribunale Sassari, 07 Ottobre 2021.


Norme bancarie uniformi - Contratti cosiddetti a valle che ripropongono il contenuto delle intese distorsive della concorrenza - Fideiussione omnibus - Sez. Spec. in Materia di Impresa - Disposizioni contrastanti con l’art. 2, comma 2, lett. a), della legge n. 287 del 1990 - Nullità virtuale

Fideiussione omnibus - Collegamento negoziale c.d. per accessorietà - Contratto a valle - Modello ABI - illiceità della causa

Concorrenza (disciplina della) - Autorità garante della concorrenza e del mercato - Intese vietate - Nullità virtuale ex art. 1418 I co c.c. - Nullità limitata a singole clausole - Fideiussione a garanzia del credito del banchiere

Con riferimento alle fideiussioni omnibus, laddove sia accertato che le clausole del contratto siano l’estrinsecazione di un’intesa illecita ex art. 2 della legge 287/1990, si configura il rimedio della declaratoria di nullità.

Il contratto a valle non può ritenersi estraneo rispetto al fenomeno anticoncorrenziale, considerato nel suo complesso, ma è esso stesso lo strumento attraverso il quale si estrinsecano, sul piano fattuale, gli effetti dell’intesa a monte, e con cui in concreto si conculcano le logiche della concorrenza, mediante una limitazione dei modelli negoziali offerti sul mercato dalle banche.

Tra il contratto di fideiussione a valle e l’intesa distorsiva della concorrenza a monte non sussiste un collegamento negoziale in senso tecnico, giacché, pur potendosi inquadrare i due contratti nell’ambito di una più ampia operazione economica complessiva, deve ritenersi mancante il requisito soggettivo dell’intento condiviso tra le parti, le quali devono voler orientare i due negozi al perseguimento di un obiettivo materiale comune. Con riferimento al contratto a valle manca tale requisito essendo parte del contratto di fideiussione un soggetto estraneo rispetto all'intesa distorsiva della concorrenza.

Le clausole del contratto di fideiussione, predisposto unilateralmente dalla Banca, riproduttive del contenuto del modulo ABI, devono ritenersi affette da nullità virtuale, ex art. 1418, comma 1°, c.c. per contrarietà diretta a norme imperative di ordine pubblico-economico.

Le deroghe alla disciplina codicistica presenti nel modulo ABI possono ritenersi legittime, solo se inserite nelle condizioni generali di contratto di un’impresa comune, mentre devono reputarsi illecite ove adottate da un ente in grado di uniformare le condizioni dell’offerta su una porzione significativa del mercato di riferimento. (Giovanni Di Mauro) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 22 Settembre 2021.


Fideiussioni conformi Schemi A.B.I. - Nullità parziale - Onere di prova in capo al fideiussore
Poiché l'Autorità amministrativa ha circoscritto l'accertamento dell’illiceità ad alcune specifiche clausole dello schema ABI, dal relativo accertamento non discende la nullità dell’intero contratto, dovendo la nullità del contratto c.d. “a valle” essere valutata dal giudice adito alla stregua degli artt. 1418 e 1419 cod. civ.

Il fideiussore deve dimostrare l'applicazione nel caso concreto di tali clausole e quali effetti conseguirebbero dalla loro espunzione dal contratto oggetto di causa.

Il fideiussore deve produrre tempestivamente il modello ABI su cui si fonda l'eccezione e provare l’appartenenza della banca alle intese vietate così come l’uniformità e la non occasionalità delle condizioni contrattuali applicate. (Francesco Denti) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 13 Settembre 2021.


Fideiussioni conformi Schemi A.B.I. - Nullità parziale
La nullità che colpisce la fideiussione bancaria conforme a schemi A.B.I. è solo parziale e non già integrale poiché il nostro codice conosce il favor nella conservazione degli atti nulli riservando la nullità totale ai soli casi di più grave violazione al punto che l’intero contratto non sarebbe stato voluto dalle parti senza l’apposizione delle clausole colpite dalla nullità. (Francesco Denti) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 06 Agosto 2021.


Esecuzione – Opposizione all’esecuzione – Contestazione titolo esecutivo per nullità fideiussione – Decreto ingiuntivo non opposto – Inammissibilità

Esecuzione – Opposizione all’esecuzione – Sospensione dell’esecuzione – Presupposti – Periculum in mora – Caratteristiche

E’ inammissibile l’opposizione all’esecuzione fondata sulla nullità della fideiussione sottesa all’emissione del decreto ingiuntivo costituente il titolo esecutivo dell’esecuzione quando il decreto è divenuto definitivo per mancata opposizione, in quanto una volta che la pronuncia che abbia accertato la sussistenza del diritto di credito non sia stata impugnata nei termini di legge, e che su di essa si sia formato il giudicato, tale sussistenza non potrà esser contestata nella sede delle opposizioni esecutive, per essere ormai il titolo esecutivo (e l’accertamento ivi contenuto) intangibile, se non in ordine ai fatti sopravvenuti.

Il debitore che propone opposizione all’esecuzione e chieda la sospensione della procedura esecutiva deve fornire la prova della sussistenza del periculum in mora, costituito dal pregiudizio – concreto e attuale – derivante dall’attesa della definizione del giudizio di merito. Tale pregiudizio non può esser individuato nel mero esercizio dell’azione esecutiva, altrimenti addivenendosi ad un’interpretazione che porterebbe a ravvisare in re ipsa il periculum nelle opposizioni esecutive, occorrendo viceversa dedursi (e dimostrarsi) la sussistenza di uno specifico pregiudizio – che ecceda l’ordinario pregiudizio subito dal debitore per l'esecuzione forzata – e che non sia suscettibile di riparazione economica (nella specie l’istante non aveva addotto e documentato alcun rischio di incapienza in capo all’opposta, tale da poter fondare un pericolo di non ripetibilità delle eventuali somme corrisposte e poi ritenute non dovute all’esito del giudizio di opposizione). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 09 Giugno 2021.


Fideiussione ABI – Conseguenze sul contratto “a valle” – Nullità – Esclusione
Deve escludersi la configurabilità di una nullità della fideiussione per violazione dell’art. 2 della L. n. 287 del 1990, sub specie di nullità c.d. virtuale da violazione di norma imperativa ex art. 1418, comma 1, c.c.
Invero, da una intesa anticoncorrenziale (eventualmente nulla a norma della L. n. 287 del 1990) non deriva automaticamente la nullità dei negozi “a valle” che costituiscono concretizzazione della stessa sul mercato, potendo configurarsi esclusivamente un rimedio di tipo risarcitorio.

Occorre, infatti, distingue tra regole c.d. di condotta e regole c.d. di validità affermando che l’invalidità negoziale non può discendere dalla violazione delle prime ma esclusivamente dalla violazione di norme che disciplinano la struttura della fattispecie negoziale o che espressamente prevedono la nullità del negozio (vedi Cass. S.U. n. 26725 del 2007).

Nel caso di nullità degli art. 2, 6 e 8 delle clausole delle NBU, come sancito dalla Banca D’Italia con provvedimento nr. 55/2005, l’esistenza di un’intesa “a monte” restrittiva della concorrenza si pone come  elemento costitutivo di un abusivo esercizio del potere di autonomia negoziale “a valle” da parte degli istituti bancari nei rapporti con la clientela, configurandosi in tal modo come violazione di una regola di condotta (la buona fede nell’esercizio dell’autonomia negoziale) da cui non può derivare una patologia del negozio ma esclusivamente l’azionabilità del rimedio risarcitorio. (Rocco Guarino) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 04 Giugno 2021.


Fideiussione bancaria e modelli NBU / ABI – Eccezione di Nullità – Intese vietate ex art. 2 L. 287/1990 – Competenza delle Sezioni Specializzate ex art. 33 L. 287/1990 – Non sussiste
Qualora la questione della nullità, totale o parziale, della fideiussione oggetto di giudizio per violazione del divieto di intese concorrenziali si atteggi quale eccezione avente rilievo meramente incidentale, in quanto volta a far accertare senza efficacia di giudicato l’invalidità negoziale dedotta dall’opponente al fine di paralizzare la pretesa creditoria di cui al decreto ingiuntivo opposto, tale precisazione elimina in radice qualunque profilo (rilevabile d’ufficio) di incompetenza funzionale dell’adito Tribunale in favore della Sezione Specializzata in materia di imprese territorialmente competente a norma dell’art. 33 della L. n. 287/1990. (Francesco Fontana) (Eleonora Facchinello) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 27 Maggio 2021.


Fideiussione ABI - Nullità - Conseguenze
E’ affetto da nullità l’intero contratto di fideiussione che contenga clausole che violano il divieto di intese anti-concorrenziali di cui all’art. 2 l. 287/1990, senza che si possa fare applicazione del principio di conservazione degli atti processuali di cui all’art.1419 c.c., in quanto la gravità delle violazioni - le quali incidono pesantemente sulla posizione del garante, aggravandola in modo significativo - alla luce dei superiori valori di solidarietà, muniti di rilevanza costituzionale (art. 2 Cost.) che permeano tutto l'impianto dei rapporti tra privati, dalla fase pre-negoziale (art. 1137 c.c.) a quella esecutiva (artt. 1175, 1375 c.c.), richiede che sia sanzionato l'intero agire dei responsabili di dette violazioni.

Nell'ottica di assicurare alla nullità la sua funzione sanzionatoria - nascente da comportamenti precontrattuali e contrattuali caratterizzati da contrarietà alla buona fede ed ai canoni minimi di solidarietà sociale - è infatti necessario ritenere che il contratto dl fideiussione sia affetto dalla più grave forma di patologia, senza consentire che, in nome del principio di conservazione degli atti giuridici, possano essere salvaguardate le restanti pattuizioni o, addirittura, che si dia vita ad un'operazione di sostituzione eteronoma di clausole ex articolo 1339 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Roma, 24 Maggio 2021.


Nullità fideiussioni omnibus - Ordine di esibizione - Inottemperanza ordine di esibizione - Reiterazione
In considerazione dell’onere di allegazione e prova gravante sull’attore è necessario reiterare l’ordine di esibizione dei modelli di fideiussione omnibus nei confronti degli istituti di credito che non hanno ottemperato al predetto ordine. (Marco Sangiorgio) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20 Maggio 2021.


Nullità fideiussioni omnibus post 2005 - Azioni stand alone - Onere della prova - Ordine di esibizione
In una causa avente ad oggetto la domanda di nullità di fideiussioni omnibus rilasciate successivamente al provvedimento di Banca d’Italia n. 55 del 2 maggio 2005, l’azione non va considerata come follow-on ma va qualificata come stand alone e, di conseguenza, è onere dell’attore allegare e dimostrare in giudizio l’attualità dell’intesa lesiva della concorrenza ossia la perdurante esistenza dell’intesa precedentemente accertata tra le banche anche al momento della sottoscrizione delle garanzie impugnate in giudizio.

Tale onere probatorio, seppur non eliminato, risulta, tuttavia, attenuato in sede antitrust e può essere assolto mediante la formulazione di un’istanza di esibizione documentale dei modelli standard di fideiussione omnibus, da rivolgere nei confronti di un campione sufficiente e rilevante di istituti di credito. (Marco Sangiorgio) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20 Maggio 2021.


Fideiussioni - Violazione della normativa antitrust - Onere della prova
La nullità delle clausole di contratti di garanzia per violazione della normativa antitrust non può essere riconosciuta quando mancando la dimostrazione dell’incidenza dei pretesi vizi sulla scelta delle attrici tra una pluralità di prodotti bancari concorrenti, nonché la prova dell’effetto pregiudizievole dell’intesa concordata con la banca ed altresì ove non sia data rigorosa prova del collegamento negoziale tra intesa “a monte” e contratto “a valle”. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca, 07 Maggio 2021.


Contratti stipulati in conformità d'intese restrittive della concorrenza – Nullità – Applicabilità alle fideiussioni bancarie prestate in conformità delle condizioni uniformi predisposte dall'ABI – Questione di particolare importanza – Rimessione alle Sezioni Unite
La prima sezione civile della Corte di cassazione ha ritenuto evidente la necessità di una rimeditazione dei principi enunciati dalla giurisprudenza di legittimità in tema di nullità dei contratti stipulati in conformità d'intese restrittive della concorrenza, volta a verificarne l'applicabilità alle fideiussioni bancarie prestate in conformità delle condizioni uniformi predisposte dall'ABI, ed in particolare a stabilire:
a) se la coincidenza totale o parziale con le predette condizioni giustifichi la dichiarazione di nullità delle clausole accettate dal fideiussore o legittimi esclusivamente l'esercizio dell'azione di risarcimento del danno;
b) nel primo caso, quale sia il regime applicabile all'azione di nullità, sotto il profilo della tipologia del vizio e della legittimazione a farlo valere;
c) se sia ammissibile una dichiarazione di nullità parziale della fideiussione;
d) se l'indagine a tal fine richiesta debba avere ad oggetto, oltre alla predetta coincidenza, la potenziale volontà delle parti di prestare ugualmente il proprio consenso al rilascio della garanzia, ovvero l'esclusione di un mutamento dell'assetto d'interessi derivante dal contratto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30 Aprile 2021, n. 11486.


Garanzie - Fideiussioni - Intese anti concorrenziali - Rimedi - Risarcimento del danno - Nullità
In tema di garanzie che siano il frutto di intese anti concorrenziali,  deve essere condivisa l’impostazione della decisione della Corte di cassazione n. 29810/2017, la quale ha chiarito che la nullità per violazione di norme imperative riguarda non solo l’accordo a monte (nullo per espressa previsione di legge, ex art. 81, comma 2 TCE, ora art. 101, comma 2, TFUE), ma anche i singoli contratti a valle che ne rappresentano la ricaduta concreta, risultando il rimedio risarcitorio del tutto inadeguato a tutelare in maniera efficace ed effettiva gli interessi sottesi al divieto.

D’altro canto, di nullità (parziale o totale), come anche di inefficacia, trattano le successive decisioni di legittimità che si sono occupate dell’argomento: in particolare Cass. n. 13846/2019 non contempla il solo rimedio risarcitorio quale conseguenza del divieto di intese anticoncorrenziali, ma espressamente menziona la “inefficacia delle clausole del contratto di fideiussione di cui agli articoli 2, 6 e 8” in quanto costituiscano lo sbocco dell’intesa vietata laddove attraverso dette disposizioni si sono attuati gli effetti della condotta illecita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 07 Aprile 2021.


Garanzie – Fideiussioni – Intese anti concorrenziali – Violazione – Rimedi – Effetti – Nullità – Singole clausole
Posto che alla stipula di contratti che contengano clausole che siano il frutto di intese anti concorrenziali non consegue soltanto una responsabilità risarcitoria bensì la più grave sanzione della nullità (Cass. 29810/2017, 13846/2019, 24044/2019), occorre precisare che detta nullità è in realtà soltanto parziale, limitata alle clausole rivenienti dalle intese illecite (Cass. n. 24044/2019 cit.).

Da ciò consegue che il Giudice dovrà verificare se la parte favorita dalla clausola nulla avrebbe concordato la fidejussione anche senza la deroga vietata.

[Nel caso di specie, si è ritenuto che non fosse per la Banca particolarmente gravoso l’onere di monitorare la situazione al fine di attivarsi nei sei mesi dalla scadenza della garanzia e che la sanzione della nullità doveva pertanto essere limitata alla singola clausola e non estesa all’intero contratto.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 07 Aprile 2021.


Intese anti concorrenziali – Violazione – Nullità della clausole del negozio di fideiussione – Onere di allegazione
In tema di violazione di norme anti concorrenziali con riferimento al noto modello ABI di fideiussione, occorre distinguere il caso in cui i contenuti del modello in questione siano recepiti in una fideiussione omnibus dal caso in venga dedotta la nullità di singole e specifiche garanzie.

In quest’ultimo caso, infatti, perché si possa parlare di nullità, occorre che sia data la prova del fatto che la specifica fideiussione può dirsi applicazione di un modello che gli istituti di credito hanno fatto oggetto di intese in violazione della normativa antitrust. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 07 Aprile 2021.


Fideiussione - Intesa restrittiva della concorrenza - Nullità della clausola a valle - Competenza
Tutte le volte in cui venga dedotta la nullità di una fideiussione, in quanto contratta "a valle" di un’intesa restrittiva della concorrenza (nel caso concreto relativa alle norme bancarie uniformi in materia di fideiussioni omnibus), la controversia va deferita alla competenza del tribunale specializzato in materia di impresa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 10 Marzo 2021, n. 6523.


Fidejussione contenente clausole conformi allo schema predisposto dall’ABI e dichiarate contrarie alla normativa antitrust dal provvedimento dalla Banca d’Italia – Nullità singole clausole ai sensi dell’articolo 1419 c.c. e non dell’intero contratto – Sussiste
Laddove una fidejussione contenga clausole conformi allo schema predisposto dall’ABI e dichiarate contrarie alla normativa antitrust per violazione dell’art. 2 comma 2 lettera a) L. n. 287/1990 dal provvedimento della Banca d’Italia n. 55 del 2/5/2005, si ha nullità delle singole clausole, e non già dell’intero contratto, ai sensi dell’articolo 1419 c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 04 Marzo 2021.


Nullità parziale della fideiussione per violazione della normativa c.d. antitrust – Eccezione riconvenzionale – Decadenza ex art. 1957 c.c. – Sussistenza
In caso di conformità della fideiussione allo schema censurato dalla Banca d’Italia, deve essere dichiarata la nullità parziale delle singole clausole, con conseguente decadenza delle fideiussioni ex art. 1957 c.c. e liberazione dei garanti. (Nicola Maragna) (Pietro Stizzoli) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 29 Gennaio 2021.


Nullità parziale della fideiussione per violazione della normativa c.d. antitrust – Eccezione riconvenzionale – Decadenza ex art. 1957 c.c. – Sussistenza
In caso di conformità della fideiussione allo schema censurato dalla Banca d’Italia, deve essere dichiarata la nullità parziale delle singole clausole, con conseguente decadenza delle fideiussioni ex art. 1957 c.c. e liberazione dei garanti. (Nicola Maragna) (Pietro Stizzoli) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 29 Gennaio 2021.


Norme bancarie uniformi – Fideiussione omnibus – Azione in giudizio contro il debitore principale nel termine di sei mesi – Concorrenza – Intese vietate – Nullità relativa
La tesi della integrale nullità delle fideiussioni che riproducono le Norme Bancarie Uniformi, da qualificarsi come intese illecite ex L. 287/90, non appare fondata alla luce della sentenza della Corte di Cassazione n. 24044/19 che espressamente la esclude.

Deve pertanto essere dichiarato provvisoriamente esecutivo, ex art. 648 c.p.c., il decreto ingiuntivo ottenuto dalla banca, anche in considerazione del fatto che la tempestiva azione svolta nei confronti del debitore principale esclude la decadenza di cui all’art. 1957 c.c. (Marco Quagliaro) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 19 Gennaio 2021.


Fideiussioni specifiche conformi allo schema ABI 2003 – Nullità parziale – Necessità di prova dell’applicazione uniforme dello schema ABI
Anche le fideiussioni specifiche conformi allo schema ABI 2003 sanzionato dalla Banca d'Italia con provvedimento n. 55/2005, possono essere afflitte da nullità parziale in relazione alle clausole di “reviviscenza”, “sopravvenienza” e deroga all’art. 1957 c.c., proprie dello schema ABI.

Tuttavia il garante che eccepisce la nullità delle fideiussioni specifiche non può giovarsi dell’accertamento privilegiato del provvedimento antitrust, che ha avuto ad oggetto l’intesa riscontrata in materia di fideiussione omnibus: egli, invece, è gravato dall’onere di dare prova autonoma che lo schema utilizzato nella fideiussione specifica da egli sottoscritta corrisponda ad una pratica uniforme frutto anch’essa, come per le fideiussioni omnibus, di intese anticoncorrenziali. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 16 Gennaio 2021.


Fideiussioni omnibus e specifiche conformi allo schema ABI 2003 – Nullità parziale – Sufficienza della riproduzione dello schema ABI nel contratto fideiussorio
Sono afflitte da nullità parziale le fideiussioni omnibus e specifiche conformi allo schema ABI 2003 sanzionato dalla Banca d'Italia con provvedimento n. 55/2005, anche se stipulate successivamente al periodo di osservazione dell’Autorità garante.

Attesa la natura di prova privilegiata del provvedimento antitrust, l’onere probatorio gravante sul fideiussore è adempiuto quando abbia dimostrato “la coincidenza delle convenute condizioni contrattuali con le clausole di “reviviscenza”, “sopravvenienza” e deroga all’art. 1957 c.c. proprie dello schema ABI (Cass. n. 13846/1019, in parte motiva).

Ai sensi dell’art. 1957 c.c., da non intendersi più derogato per effetto della rilevata nullità, la garanzia non ha più effetto qualora la banca, a seguito della scadenza dell’obbligazione principale, non abbia nei successivi sei mesi adottato azioni giudiziarie o esecutive tese al recupero del credito nei confronti del debitore principale. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Appello Palermo, 31 Dicembre 2020.


Nullità di singole clausole - Nullità dell’intero contratto ex art. 1419  comma 1 c.c. - Fideiussione - Contrasto con la disciplina antitrust
Va dichiarata la nullità dell’intero contratto di fideiussione e non solo delle singole clausole dello stesso contrastanti con l’art. 2 comma 2 legge 287/1990 laddove, in base ad una valutazione ex ante, risulti che le clausole derogatorie al regime codicistico siano volte a delineare un trattamento particolarmente gravoso per il garante, funzionale ad  ampliare il raggio dei soggetti individuati dall’istituto di credito per la concessione di finanziamenti bancari. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca, 24 Dicembre 2020.


Fideiussione omnibus e diritto antitrust – Riproduzione fedele, nel testo del contratto, dello schema negoziale predisposto dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) – Nullità, per violazione della normativa antitrust, delle condizioni generali ex artt. 2, 6 e 8 dello schema – Nullità parziale del contratto di fideiussione omnibus c.d. ‘a valle’ – Conseguente estinzione della garanzia
I contratti di fideiussione omnibus conclusi dalla banca sono parzialmente nulli quando contengano clausole riproduttive delle condizioni generali ex artt. 2, 6 e 8, racchiuse nello schema negoziale predisposto dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e censurate dalla Banca d’Italia in relazione all’art. 2, l. n. 287/1990 (c.d. legge antitrust).

La clausola di deroga al termine ex art. 1957 cc, che sia identica alla condizione generale ex art. 6 dello schema, è nulla per illiceità dell’oggetto.

La nullità comporta l’estinzione della fideiussione qualora il creditore non abbia agito giudizialmente contro il debitore principale nel termine previsto dall’art. 1957 cc. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 24 Novembre 2020.


Fideiussione – Clausole schema ABI – Violazione di normativa antitrust – Nullità totale del negozio – Sussistenza
Le fideiussioni contenenti clausole riproduttive degli articoli 2, 6 e 8 dello schema contrattuale predisposto dall'ABI per la fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie devono ritenersi affette da nullità totale ai sensi dell’art. 1418 c.c., per violazione della norma imperativa di cui all'art. 2 della L. n. 287 del 1990, la quale non riguarda esclusivamente il negozio giuridico originario postosi all'origine della successiva sequenza comportamentale, ma si estende a tutta la più complessiva situazione anche successiva al negozio originario, la quale - in quanto tale - realizza un ostacolo alla concorrenza e costituisce concretizzazione delle intese a monte, violative del citato art. 2 della normativa antitrust. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 20 Novembre 2020.


Causa relativa ad una fideiussione – Natura di controversia bancaria – Esclusione – Sua sottoposizione a mediazione – Esclusione
La causa in cui si controverta della validità di una fideiussione omnibus non è soggetta a mediazione  ai sensi l’art. 5, comma 1 bis, d. lgs. 28/2010; tale norma, infatti, prevedendo un limite all’accesso alla giurisdizione, va interpretata restrittivamente cosicchè, in tale prospettiva, per controversia in materia di contratti bancari deve intendersi quella che verta su uno dei contratti tipicamente bancari e non anche quella che possa qualificarsi in tali termini per la sola qualità soggettiva di una delle parti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 22 Ottobre 2020.


Fideiussione A.B.I. – Nullità – Eccezione in sede di precisazione conclusioni – Nullità rilevabile d’ufficio – Sussistenza

Fideiussione A.B.I. – Nullità – Effetti – Nullità contratto – Sussistenza – Sussistenza

La nullità totale del contratto fideiussorio per essere la stessa conforme allo schema ABI, in violazione dell’art. 2 della Legge 287/1990, in applicazione alle statuizioni, di cui al provvedimento nr. 55/2005 della Banca d’Italia, è rilevabile anche se la domanda è stata formulata per la prima volta in sede di precisazione delle conclusioni (cfr. Corte di Cassazione a Sezioni Unite con le pronunce gemelle n. 26242 e 26243 del 2014). (Luca Caravella) (riproduzione riservata)

Il giudice di merito è tenuto essenzialmente “a valutare se le disposizioni convenute contrattualmente coincidono con le condizioni oggetto dell’intesa restrittiva”, cioè se coincidono con quelle, individuate dalla Banca d'Italia, che violano la Legge n. 287 del 1990, e in caso affermativo è da ritenersi che la nullità che ne deriva travolga l’intero contratto di fideiussione. Invero, deve escludersi l’applicabilità della nullità parziale ex art. 1419 cod. civ. perché la gravità delle violazioni in esame incide significativamente sulla posizione del garante per cui la sanzione della nullità nella sua massiva estensione riesce a riequilibrare la violazione della buona fede pre-contrattuale e contrattuale nonché la violazione dei principi di solidarietà sociale. Il principio di conservazione degli atti giuridici in tali ipotesi non può consentire la sopravvivenza delle restanti clausole in ragione dei principi di tutela della concorrenza e di tutti gli operatori commerciali. (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 13 Ottobre 2020.


Fideiussione ”ABI” – Violazione normativa Antitrust – Il fideiussore non è cliente della banca e non è destinatario della tutela della legge antitrust n.287/1990 – Nullità – Esclusione – Regolazione delle spese di lite in ragione della eccentricità della decisione rispetto alla giurisprudenza prevalente
Non convince la ragione individuata da Bankitalia nel Provvedimento n. 55/05 (a tenore del quale la diffusione generalizzata del modello standardizzato di fideiussione “…potrebbe produrre effetti anticoncorrenziali nella misura in cui inducesse una completa uniformità dei comportamenti delle banche in senso ingiustificatamente sfavorevole alla clientela”) a supporto della pretesa natura anticoncorrenziale dell’intesa conformativa del testo delle fideiussioni omnibus, perchè la normativa antitrust tutela ed ha come “mercato di riferimento” i “soggetti consumatori”, clienti della banca, fruitori del credito bancario; la concorrenza va tutelata nei confronti di questi e non già del fideiussore, che è terzo rispetto al rapporto bancario.

La fideiussione integra atto proveniente dal fideiussore, e non dalla banca  ed il fideiussore che stipula la fideiussione omnibus non è cliente della banca, trattandosi di soggetto diverso da quello che fruisce del credito concesso dalla banca stessa e, quindi, terzo rispetto al rapporto di credito; la diffusione generalizzata delle previsioni incriminate (gli artt. 2, 6 e 8 del modello di fideiussione omnibus, che certamente rendono più gravosa la garanzia per il fideiussore) non danneggia bensì avvantaggia il cliente della banca (cioè il soggetto finanziato), tenuto conto che questo, grazie alla più stringente garanzia prestata dal fideiussore, ottiene credito dalla banca più facilmente e a condizioni migliori, sicchè per costui risulta decisivo esclusivamente diversificare tra banche che chiedono il rilascio della fideiussione e banche che non la richiedono, restando estraneo al tema della concorrenza, nei suoi stretti confronti, il contenuto del negozio fideiussorio, che non incide direttamente sulla sua posizione ma su quella del garante.

La peculiarità della tesi unitamente alla sua natura eccentrica rispetto all’orientamento della giurisprudenza prevalente e delle autorità antitrust, rende opportuno disporre l’integrale compensazione delle spese di lite tra le parti. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 06 Ottobre 2020.


Fideiussione – Clausole riproduttive schema ABI – Nullità parziale o totale – Esclusione – Tutela risarcitoria

Fideiussione – Clausole riproduttive schema ABI – Tutela risarcitoria – Condizioni e onere della prova

La nullità per violazione della disciplina antitrust è espressamente prevista per le intese illecite tra imprenditori, ma non per i contratti, come quelli di fideiussione in favore di una banca, stipulati a valle, rispetto ai quali, in quanto costituiscano lo sbocco delle intese illecite e ne rappresentino l'esecuzione, l'ordinamento giuridico prevede la tutela risarcitoria a favore del contraente danneggiato.

L'azione risarcitoria per danno ingiusto esperibile dal fideiussore che lamenti la conformità del modello di fideiussione adottato in favore di una banca a quello predisposto dall'ABI - censurato dalla Banca d'Italia perché contrastante con la normativa sulla concorrenza - implica, quale carattere costitutivo della pretesa attorea, che il fideiussore fornisca la prova del carattere uniforme dell'applicazione della clausola contestata, uniformità che necessita della prova a) dell’esistenza di un illecito anticoncorrenziale, b) della corrispondenza tra lo schema contrattuale cui è acceduto il garante e quello derivante dal predetto illecito e c) della effettiva lesione della libertà di scelta del fideiussore. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 21 Settembre 2020.


Tribunale ordinario – Fideiussione bancaria e modelli NBU / ABI – Nullità parziale – Intese restrittive vietate ex art. 2 L. 287/1990 – Presunzione
La coincidenza che le clausole della fideiussione oggetto di causa riproducano in modo assolutamente fedele il modello di garanzia esaminato dalla Banca d’Italia vale ad integrare un sufficiente indizio circa la volontà della banca di realizzare l’effetto distorsivo della concorrenza, recependo lo schema di categoria e così uniformando la disciplina contrattuale delle fideiussioni omnibus nei termini più vantaggiosi per il sistema creditizio.

[Sulla base di queste considerazioni, il Tribunale ha accolto l’istanza di sospensione della provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo opposto.] (Francesco Fontana ed Eleonora Facchinello) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 17 Settembre 2020.


Fideiussione ABI – Rilevabilità d’ufficio – Eccezione ex art. 1957 c.c.

Fideiussione ABI – Leasing – Inapplicabilità

L’eccezione di nullità della clausola di deroga all’art. 1957 c.c. per violazione della normativa antitrust è sottratta alla disponibilità delle parti ed è suscettibile di rilievo anche officioso ex art. 1421 cc.

Con il provvedimento n. 55 del 2.5.2005 la Banca d’Italia, ha riconosciuto che “a) gli articoli 2, 6 e 8 dello schema contrattuale predisposto dall’ABI per la fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie (fideiussione omnibus) contengono disposizioni che, nella misura in cui vengano applicate in modo uniforme, sono in contrasto con l’articolo 2, comma 2, lettera a), della legge n. 287/90;1” ed ha imposto ad ABI di trasmettere preventivamente alla Banca d’Italia le circolari, emendate dalle disposizioni citate alla precedente lettera a), mediante le quali lo schema contrattuale oggetto d’istruttoria avrebbe dovuto essere diffuso al sistema bancario.

Le determinazioni della Banca d’Italia hanno riguardato specificamente il settore bancario e le ripercussioni significative sul mercato rilevante del credito conseguenti alla violazione dell’art. 2 della normativa Antitrust e all’intesa illecita.

Tali aspetti sono completamente estranei alla fattispecie in cui la garanzia si riferisca a contratti di leasing. (Daniel Polo Pardise) (riproduzione riservata) Appello Milano, 22 Luglio 2020.


La nullità dovuta alla conformità allo schema ABI vietato colpisce anche le fideiussioni specifiche – La nullità è totale per inapplicabilità dell’art. 1419 in ragione della essenzialità delle clausole costituenti lo schema ABI vietato – È competente a decidere incidenter tantum il Giudice ordinario sulla eccezione riconvenzionale
Sebbene il provvedimento del 2.5.2005 della Banca d’Italia, al punto n. 9, dispone che la censura riguardi lo schema contrattuale relativo alla “fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie”, che disciplina la prestazione della garanzia fornita da un fideiussore a beneficio di qualunque obbligazione, presente e futura, del debitore di una banca” (ovvero le c.d. fideiussioni omnibus), non può ritenersi che la nullità non colpisca anche le fideiussioni specifiche ripetenti il medesimo schema ABI vietato, atteso che la Banca d’Italia, nel censurare l’intesa ABI, ha fatto riferimento alle condizioni generali di contratto da applicare alla “fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie” in generale (vedasi punto 91 del citato provvedimento n. 55 del 2.5.2005); ad ogni modo, anche a voler ritenere la censura operata dalla predetta autorità di vigilanza limitata alle sole fideiussioni omnibus, nulla impedisce al Giudice di ritenere illegittimo tale schema contrattuale quando applicato ad altri tipi di fideiussione anch’esse poste in essere in violazione del citato articolo 2 della legge n. 287/90.

La nullità non può che essere totale per inapplicabilità dell’art 1419 c.c., posto che le pattuizioni (conformi allo schema ABI) contenute nella fideiussione prestata hanno sicuramente avuto una funzione rilevante e fondamentale ai fini della conclusione del contratto (cfr. Cass. Civ. Sez. I, 19.7.2002, n. 10536), in quanto hanno rafforzato in maniera forte la garanzia che la banca andava ad assumere dai fideiussori; il che porta a ritenere che senza tali ulteriori pattuizioni il prestito non sarebbe stato concesso.

È competente il Giudice ordinario a decidere quando l’eccepita nullità costituisca oggetto di un accertamento incidentale a seguito di eccezione riconvenzionale, come tale idonea solo a paralizzare la domanda di pagamento introdotta con il ricorso monitorio (cfr. Tribunale di Belluno, sentenza n. 53 del 31.01.2019). (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Matera, 06 Luglio 2020.


Eccezione di nullità della fideiussione contenente le clausole nulle per violazione della normativa antitrust - Eccezione di nullità delle singole clausole fideiussorie predisposte in violazione della normativa antitrust - Eccezione di nullità della singola clausola rilevabile d’ufficio del giudice
L’eccezione di nullità delle singole clausole contenute in una fideiussione per violazione della normativa antitrust non determina la nullità dell’intera fideiussione ma solo delle singole clausole.
L’eccezione di nullità della che deroga all’art. 1957, comma 1, c.c. non costituisce un’eccezione in senso stretto e può essere rilavata d’ufficio dal Giudice
L’eccezione di decadenza riferita all’art. 1957, comma 1, c.c. è compatibile con la fideiussione a prima richiesta. (Tribunale di Brescia) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 23 Giugno 2020.


Appalti pubblici – Proroga tecnica – Durata massima sei mesi – Prestazioni successive indennizzabili per ingiustificato arricchimento – Depauperamento nei limiti dei soli costi e non nei profitti – Interessi commerciali ex 231/2002 – Obbligazione indennitaria – Non applicabile
La certificazione di regolare esecuzione di appalti pubblici è atto equipollente all’avvenuto collaudo ex art. 102, n. 2 del d. lgs. 50/2016, nonché atipicamente disciplinata dal previgente art. 120 del d. lgs. 163/2006.

Le attività svolte in assenza di contratto valido ed efficace, dopo la scadenza del contratto medesimo seguono il regime giuridico, ratione temporis (per i contratti precedenti il nuovo Codice degli Appalti), dell’art. 23, comma 3, della l. 18 aprile 2005, n. 62 (ora ripreso dall’art. 106, comma 11, del d. lgs. 50/2016, Codice degli Appalti), il quale dispone la possibilità della proroga solo per il tempo strettamente necessario alla stipula del nuovo contratto di affidamento e comunque per un tempo non superiore a mesi sei.

Decorso il termine di proroga tecnica le attività sono solo indennizzabili per ingiustificato arricchimento.

Con riferimento al calcolo dell’indennizzo ex art. 2041 c.c. del depauperato in materia di appalti pubblici, esso deve misurarsi sui soli costi sopportati dall’appaltatore e non anche sui mancati profitti, che contribuiscono a determinare invece il corrispettivo della prestazione, come anche costante in giurisprudenza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 16 Giugno 2020.


Nullità art. 2, comma 2, lett. A, l. 287/1990 – Istruttoria e Provvedimento Bankitalia n. 55 del 2 maggio 2005 – Valore di prova privilegiata dell’istruttoria – Fideiussione semplice – Inapplicabilità
L’oggetto dell’accertamento dell’intesa anticoncorrenziale nel provvedimento del 2005 è costituito dalle condizioni generali della fideiussione c.d. omnibus, ossia di quella particolare garanzia personale di natura obbligatoria, in uso nei rapporti bancari, che per effetto della c.d. clausola estensiva impone al fideiussore il pagamento di tutti i debiti, presenti e futuri, che il debitore principale ha assunto entro un limite massimo predeterminato.

Entro questi limiti chi agisce in giudizio può avvalersi della natura di prova privilegiata del provvedimento accertativo della nullità definitorio della predetta istruttoria.

Nel caso, invece, sia dedotta una fideiussione semplice l’attore deve introdurre in allegazione in giudizio un’autonoma fattispecie con autonomi fatti, volti a censurare l’esistenza di prassi contrattuale diffusa presso gli istituti di credito violatrice per le modalità di applicazione uniforme dell’articolo 2, comma 2, lettera a) della legge n. 287/1990. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 16 Giugno 2020.


Fideiussione - Clausola di solidarietà tra garante e debitore principale - Interpretazione - Deroga implicita all'art. 1957 c.c. - Esclusione - Fondamento
La clausola della fideiussione che stabilisce espressamente la solidarietà tra garante e debitore principale non può essere interpretata come un'implicita deroga alla disciplina dell'art. 1957 c.c., poiché l'esplicita esclusione del "beneficium excussionis" non è incompatibile con la liberazione del fideiussore per il caso in cui il creditore non agisca contro il debitore principale nel termine di sei mesi dalla scadenza della obbligazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 26 Maggio 2020, n. 9862.


Fideiussione – Clausole schema ABI – Nullità – Esclusione
L’inserimento nel contratto di fideiussione stipulato in favore di una banca, in conformità allo schema di contratto predisposto dall’ABI nel 2003, secondo un modello che la Banca d’Italia, con provvedimento n. 55 del 2 maggio 2005, aveva ritenuto essere contrastante con il divieto di intese anticoncorrenziali, non determina la nullità del contratto (a valle) di fideiussione che non può dirsi giuridicamente collegato alla intesa anticoncorrenziale, perché detta intesa non viene richiamata nella fideiussione, perché il cliente stipula il contratto per soddisfare un proprio interesse che si ricollega ed esaurisce nel fine tipico dell’operazione e perché l’art. 2 della legge 287/1990 vieta le intese ma nulla dispone circa le sorti dei rapporti commerciali stipulati tra l’impresa e altri contraenti in un sistema governato dal principio della non interferenza tra regole di comportamento e regole di validità degli atti. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 26 Maggio 2020.


Fideiussione – Clausole in deroga conformi al modello Abi – Violazione della normativa Antitrust – Eccezione riconvenzionale di nullità – Riserva di competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa – Esclusione

Fideiussione – Clausole in deroga conformi al modello Abi – Violazione della normativa Antitrust – Provvedimento Banca d’Italia n. 55/2005 – Conoscenza da parte del giudice – Fatto notorio

Fideiussione – Clausole in deroga conformi al modello Abi – Violazione della normativa Antitrust – Nullità – Rilevanza del momento di conclusione dei contratti fideiussori – Esclusione

Fideiussione – Clausole in deroga conformi al modello Abi – Violazione della normativa Antitrust – Nullità totale del contratto – Sussistenza

Qualora sia stata proposta eccezione riconvenzionale di nullità della fideiussione per contrarietà alla normativa antitrust, il giudice deve deciderla unitamente al merito dell’opposizione, atteso che l’art.34 c.p.c. opera soltanto a fronte di apposita espressa domanda di accertamento incidentale, quale condizione necessaria per l’applicazione della norma, senza che operi la “riserva di competenza” delle sezioni specializzate in materia di impresa, che riguarda (per espressa disposizione della lettera dell’art. 33 L. 287/1990) le sole azioni, non anche le eccezioni.

Per le fideiussioni rilasciate nel periodo coperto dall’accertamento della Banca d’Italia n. 55/2005, non può eccepirsi, in fase di opposizione, che il Giudice sia privo della “prova” della nullità, posto che detto provvedimento n. 55/2005 deve ritenersi oramai “fatto notorio”.

Le clausole contrattuali contenute in fideiussioni prestate a garanzia delle operazioni bancarie, conformi allo schema di contratto predisposto dall’ABI, in quanto riproduttive nella sostanza delle clausole 2/8/9 dello schema ABI, sono nulle in quanto applicazione di intese illecite vietate dalla normativa antitrust, e ciò indipendentemente dal fatto che i contratti fideiussori siano stati conclusi prima o dopo l’accertamento dell’intesa anticoncorrenziale della Banca d’Italia e quindi prima o dopo il 2.5.2005.

La presenza in fideiussioni prestate a garanzia delle operazioni bancarie di clausole conformi allo schema ABI determina un’ipotesi di nullità totale del contratto (art. 1419, co. 1, c.c.), dovendo ritenersi che lo schema della fideiussione omnibus oggetto dell’intesa vietata assolve ad una funzione specifica e diversa da quella della fideiussione civile, funzione che verrebbe meno se le clausole più significative fossero eliminate dallo schema, e che in un contesto di disapplicazione dell’intesa nulla, e di riconosciuta nullità delle clausole in questione, i contratti non sarebbero quindi stati conclusi ad analoghe condizioni. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Imperia, 14 Maggio 2020.


Fideiussione "ABI" - Violazione normativa Antitrust - Nullità della clausola derogatoria ex art. 1957 c.c. - Garanzia contrattata dopo il provvedimento della Banca d'Italia n.55/2005 - Irrilevanza ai fini della declaratoria di nullità
In tema di fideiussione omnibus conforme allo schema ABI vietato, ai fini della nullità della clausola derogatoria del termine semestrale ex art. 1957 c.c. e quindi della declaratoria di decadenza della banca dalla possibilità di agire contro il fideiussore, è irrilevante che la garanzia sia stata contratta prima o dopo il provvedimento della Banca d'Italia n. 55/2005, poiché, come evidenziato da Cass. n. 13846/2019, “quel che assume rilievo, ai fini della predicata inefficacia delle clausole del contratto di fideiussione di cui agli artt. 2, 6 e 8 è, all’evidenza, il fatto che esse costituiscano lo sbocco dell’intesa vietata, e cioè attraverso che attraverso dette disposizioni si siano attuati gli effetti di quella condotta illecita, come rilevato da Cass. Sez. U. 4 febbraio 2005, n. 2207 (cfr. in tema anche Cass. 12 dicembre 2017, n. 29810…)”. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 28 Aprile 2020.


Fideiussione e art. 1957 c.c.

Cessione dei crediti - Eccezioni opponibili dal debitore ceduto

L’art. 1957 c.c. ("Il fideiussore rimane obbligato anche dopo la scadenza dell’obbligazione principale, purchè il creditore entro sei mesi abbia proposto le sue istanze contro il debitore e le abbia con diligenza continuate") ha natura dispositiva.

Perfezionatasi la cessione, il debitore ceduto può opporre al cessionario le eccezioni concernenti l’esistenza e la validità del titolo nonché l’adempimento dell’obbligazione mentre le eccezioni aventi ad oggetto fatti estintivi o modificativi del credito sono opponibili al cessionario solo se anteriori alla notifica della cessione comunicata al debitore ceduto. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 25 Febbraio 2020.


Liberazione del fidejussore per fatto del creditore - Semplice inazione del creditore - Insufficienza - Comportamento determinante pregiudizio giuridico - Necessità - Determinazione di mera maggior difficoltà nella realizzazione dei diritti del fideiussore - Irrilevanza
Il fatto del creditore, rilevante ai sensi dell'art. 1955 c.c. ai fini della liberazione del fideiussore, non può consistere nella mera inazione, ma deve costituire violazione di un dovere giuridico imposto dalla legge o nascente dal contratto e integrante un fatto quanto meno colposo, o comunque illecito, dal quale sia derivato un pregiudizio giuridico, non solo economico, che deve concretizzarsi nella perdita del diritto (di surrogazione ex art. 1949 c.c., o di regresso ex art. 1950 c.c.), e non già nella mera maggiore difficoltà di attuarlo per le diminuite capacità satisfattive del patrimonio del debitore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Febbraio 2020, n. 4175.


Legge antitrust (L. n. 287 del 10 ottobre 1990) – Nullità parziale delle fideiussioni omnibus – Vano decorso del termine semestrale ex 1957 c.c. – Perdita di efficacia della garanzia – Art. 169 L.F. – Art. 55 L.F. – Dies a quo del termine semestrale coincidente con la data di presentazione della domanda di concordato preventivo – Domanda di ammissione al passivo fallimentare come atto assimilato alla domanda giudiziale, ai fini di cui all’art. 1957 c.c.
L’accertamento dell’intesa anticoncorrenziale di cui al provvedimento della Banca d’Italia n. 55 del 2005 produce effetti anche sui singoli contratti che contengono le clausole (tra cui quella di deroga dell’art. 1957 cod. civ.) in quanto frutto di intese restrittive della concorrenza ai sensi dell’art. 2 della legge n. 287 del 1990.

Con la previsione che le suddette intese sono "nulle ad ogni effetto’’ (art. 2 della legge n. 287 del 1990) il legislatore ha inteso vietare la propagazione degli effetti dell’intesa anticoncorrenziale negli atti aventi natura contrattuale, posto che le imprese che partecipano ad un’intesa anticoncorrenziale per beneficiare dell’effetto distorsivo della concorrenza “devono” modificare o mantenere le loro condizioni contrattuali nei confronti della clientela, così da acquisire o conservare l’indebito vantaggio.

La circostanza che l’art. 1957 cod. civ. sia norma derogabile è ininfluente ai fini della nullità, in quanto, pur trattandosi di norma non dettata da ragioni di ordine pubblico, si è tuttavia in presenza di una nullità volta alla tutela di interessi generali quali la concorrenza e la trasparenza del mercato del credito, che travolge la pattuizione attuativa dell’intesa accertata con il provvedimento n. 55 del 2005 della Banca d’Italia.

L’art. 169 l.f. stabilisce che alla domanda di presentazione del concordato preventivo si applica, tra gli altri, l’art. 55 del medesimo decreto, per cui il debito si considera scaduto già in quel momento e da lì decorre il termine di sei mesi previsto dall’art. 1957 cod. civ.; detto termine ha natura decadenziale e, come tale, può essere interrotto solo dalla proposizione della domanda giudiziale o da un atto ad essa assimilato (la domanda di ammissione al passivo) e non da una semplice diffida extragiudiziale. (Vincenzo Cannarozzo) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 11 Febbraio 2020.


Nullità della fideiussione omnibus conforme allo schema ABI – Nullità assoluta rilevabile d’ufficio in qualsiasi stato e grado e quindi anche se sollevata per la prima volta in comparsa conclusionale
È viziato da nullità assoluta e non relativa il contratto di fideiussione omnibus che sia una riproduzione dello schema contrattuale relativo alla fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie predisposto dall’ABI.

Nello specifico, deve escludersi l'applicabilità della nullità parziale ex art. 1419 c.c. perché la gravità delle violazioni in esame, - che incidono pesantemente sulla posizione del garante, aggravandola in modo significativo - rispetto ai superiori valori di solidarietà, muniti di rilevanza costituzionale (art. 2 Cost.), che permeano tutto l'impianto dei rapporti tra privati, dalla fase prenegoziale (art. 1137 c.c.) a quella esecutiva (artt. 1175, 1375 c.c.), ben giustifica che sia sanzionato l'intero agire dei responsabili di quelle violazioni senza che possa in contrario opporsi il principio di conservazione degli atti giuridici.
 
L’eccezione de qua, seppur se sollevata dal fideiussore in reconventio reconventionis per la prima volta nella comparsa conclusionale, è idonea ad attivare il dovere del Giudice di rilievo ex officio ex art. 1421 c.c. per quanto sancito da Cass. SS.UU. con le pronunce gemelle n. 26242 e 26243 del 2014. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 05 Febbraio 2020.


Legge antitrust - Nullità clausole fideiussione – Onere di allegazione in concreto del pregiudizio – Tutela risarcitoria

Contratto di mutuo – Vigenza art. 3 delibera CICR 9.2.2000 – Deroga divieto anatocismo – Ammissibilità

Tasso soglia – Tasso di mora – Superamento – Confronto tra dati omogenei

TEGM – Criteri Banca d’Italia – Tasso soglia – Tasso complessivo – Aumento del 2,1%

Clausola di salvaguardia – Obbligazione contrattuale a carico della Banca – Esclusione della usura

Commissione di anticipata estinzione – Onere eventuale – Rilevanza superamento tasso soglia – Effettiva applicazione

Quanto alla eccezione di nullità delle clausole del contratto di fideiussione per violazione della legge antitrust, occorre rilevare che, sebbene in astratto una intesa vietata ai sensi dell’art. 2, l. 287/1990 può essere dannosa anche per un soggetto, consumatore o imprenditore, che non vi abbia preso parte, affinché gli si possa riconoscere un interesse ad invocare la tutela di cui all’art. 33, comma 2, l. 287/1990 non è sufficiente che egli alleghi, come nel caso di specie, la nullità della intesa medesima, ma occorre anche che precisi in concreto la conseguenza che tale vizio ha prodotto sul proprio diritto ad una scelta effettiva tra una pluralità di prodotti concorrenti, in quanto l’unica tutela concessa al soggetto rimasto estraneo alla intesa anti-concorrenziale che abbia allegato e dimostrato un pregiudizio ad essa conseguente, è quella risarcitoria, che nel caso di specie non è stata invocata.

Nei contratti di mutuo bancario, stipulati sotto la vigenza dell’art. 3 delibera CICR 9.2.2000, è consentita la deroga al divieto di anatocismo di cui all’art. 1283 c.c., ma solo in base ad apposita pattuizione anteriore al sorgere del credito per interessi.

Quanto alla censura relativa al superamento del tasso soglia da parte del tasso di mora di per sé considerato, occorre premettere che per verificare la possibile esistenza di interessi usurai occorre porre a confronto dati tra loro omogenei.

Il TEGM determinato secondo i criteri indicati dalla Banca d'Italia, all'epoca dei fatti, non comprendeva gli interessi di mora. Per cui, se questa voce non è compresa nel calcolo del tasso soglia antiusura determinato dalla Banca d'Italia non è possibile comprenderla nel tasso complessivo praticato dalla Banca e confrontato con quello di usura, venendosi altrimenti a confrontare dati non omogenei, se non utilizzando il tasso soglia antiusura ai criteri utilizzati, per esempio considerando, per il tasso di mora rispetto al normale interesse passivo, l’aumento di 2,1 punti percentuali rilevato dalla Banca d'Italia come parametro statistico per gli interessi moratori.

L'inserimento di una clausola "di salvaguardia", in forza della quale l'eventuale fluttuazione del saggio di interessi convenzionale dovrà essere comunque mantenuta entro i limiti del c.d. tasso soglia antiusura previsto dall'art. 2, comma 4, della l. n. 108 del 1996, trasforma il divieto legale di pattuire interessi usurari nell'oggetto di una specifica obbligazione contrattuale a carico della banca, consistente nell'impegno di non applicare mai, per tutta la durata del rapporto, interessi in misura superiore a quella massima consentita dalla legge.

Il costo economico previsto in materia di penale per anticipata estinzione non rileva sull’operazione di finanziamento posto che la stessa rientra tra gli oneri eventuali, la cui applicazione non è automatica, bensì dipendente dal verificarsi dell’esercizio da parte del mutuatario della facoltà di rimborsare il capitale ricevuto in anticipo rispetto al termine pattuito nel contratto

Pertanto, tale onere eventuale assume rilevanza ai fini del superamento del tasso soglia solo allorché si verifichino i presupposti concreti della sua applicazione e cioè quando la cd. commissione di anticipata estinzione, secondo il principio dell’effettività degli oneri eventuali, oltre ad essere stata promessa, sia stata anche effettivamente applicata.

È da considerare, poi, che nei decreti ministeriali per la rilevazione dei tassi soglia la commissione di anticipata estinzione non è mai menzionata: essa, infatti, è collegata ad una facoltà del mutuatario, mentre il tasso effettivo globale medio (TEGM) si forma sulla rilevazione dei soli tassi corrispettivi e quindi sulla parte fisiologica relativa alla gestione del credito, con esclusione, quindi, tanto, come sopra osservato, della parte patologica, quanto di eventualità che attengono a scelte discrezionali del mutuatario, costituendo anzi opzioni aggiuntive a suo favore. (Sara Reverso) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 20 Gennaio 2020.


Fideiussione per obbligazione futura – Concessione di ulteriore credito  – Condizioni patrimoniali debitore – Peggioramento – Assenza autorizzazione fideiussore – Estinzione fideiussione
Il principio stabilito dall’art. 1956 cc, in forza del quale il fideiussore rispetto a un’obbligazione futura è liberato se il creditore, che a ciò non sia stato specificatamente autorizzato dal fideiussore, abbia fatto credito al terzo debitore pur nella consapevolezza che le condizioni patrimoniali di questi siano tanto peggiorate da rendere significativamente più difficile il soddisfacimento del credito, opera sia nel caso di instaurazione di nuovi rapporti tra creditore e terzo debitore che nel caso di nuova concessione di credito nel quadro di un rapporto preesistente, ad esempio di conto corrente.

La violazione di tale regola di buona fede comporta, nel caso di inconsapevolezza da parte del fideiussore del peggioramento delle condizioni patrimoniali del creditore, la perdita della garanzia. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 13 Dicembre 2019, n. 32774.


Provvedimento Banca d’Italia n. 55 del 2 maggio 2005 in funzione anti-concorrenziale – Applicabilità alle sole fideiussioni omnibus
Il provvedimento della Banca d’Italia del 2.05.2005 di censura di alcune disposizioni dello schema contrattuale predisposto dall’ABI si riferisce esclusivamente alla fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie (c.d. “fideiussione omnibus)”, la quale è fattispecie diversa dalla fideiussione – come quella azionata nella presente procedura esecutiva – che, lungi dal garantire tutte le operazioni bancarie intercorrenti tra la società garantita e l’istituto di credito finanziatore, è delimitata nel suo oggetto alle obbligazioni scaturenti dal contratto di mutuo, essendo, dunque, priva delle caratteristiche proprie della c.d. fideiussione omnibus. (Lorenzo Biscaglia) (riproduzione riservata) Tribunale Pisa, 06 Novembre 2019.


Nullità parziale delle fideiussione omnibus – Vano decorso del termine semestrale ex 1957 c.c. – Perdita di inefficacia della garanzia
Quand’anche si volesse ritenere la nullità solo parziale delle fideiussioni omnibus con riferimento alle clausole di cui allo schema contrattuale predisposto dall’ABI ritenute lesive della libertà di concorrenza alla luce del provvedimento n. 55 del 2 maggio 2005 di Banca d’Italia, ai sensi dell’art. 1957 c.c., da non intendersi più derogato per effetto della rilevata nullità, la garanzia non ha più effetto qualora la banca, a seguito del recesso dal conto corrente, non abbia nei successivi sei mesi adottato alcuna iniziativa nei confronti del debitore principale al fine del recupero del credito.
In tal caso, va negata la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo notificato ai danni del fideiussore. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 03 Ottobre 2019.


Obbligazioni e contratti - Fideiussione bancaria - Presenza di clausola "a prima richiesta e senza eccezioni" - Natura di contratto autonomo di garanzia - Affermazione - Opponibilità di eccezioni relative al contratto garantito - Esclusione - Exceptio doli - Ammissibilità
La clausola di pagamento a prima o semplice richiesta scritta e senza eccezioni è di per sé idonea e sufficiente a trasformare un contratto di fideiussione in un contratto autonomo di garanzia.

Il garante potrà opporre eccezioni attinenti alla validità del contratto stesso, ma non di quello in relazione al quale ha prestato la garanzia, salva la possibilità di opporre l'exceptio doli e ove le eccezioni attengano a nullità del contratto presupposto per contrarietà a norme imperative o per illiceità della causa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Avellino, 01 Ottobre 2019.


Concorrenza e antitrust - Legge n. 287 del 1990 - Contratto di fideiussione - Nullità totale - Esclusione
Le clausole frutto di intese illecite, favorevoli alla banca, che non incidono sulla struttura e sulla causa del contratto, ovvero non pregiudicano gli interessi in gioco, non possono che comportare una declaratoria di nullità parziale relativa alle dette clausole e giammai una nullità in toto dell’intero contratto.

La tutela della posizione dei garanti è solo in ragione della declaratoria di nullità parziale e del risarcimento del danno. (Ernesto Sparano) (Gianluca Scoleri) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 26 Settembre 2019, n. 24044.


Fideiussione - Clausole in deroga conformi al modello Abi - Violazione della normativa Antitrust - Valutazione in concreto del giudice - Risarcimento del danno
Dalla declaratoria di nullità di una intesa tra imprese per lesione della libera concorrenza, emessa dalla Autorità Antitrust ai sensi dell’art. 2 della legge n. 287 del 1990, non discende automaticamente la nullità di tutti i contratti posti in essere dalle imprese aderenti all’intesa, i quali mantengono la loro validità e possono dar luogo solo ad azione di risarcimento danni nei confronti delle imprese da parte dei clienti (Conf.: Cass. 11 giugno 2003, n. 9384; Cass. n. 3640 del 13 febbraio 2009; Cass. n. 13486 del 20 giugno 2011). (Francesca Dell’Anna Misurale) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 26 Settembre 2019, n. 24044.


Accertamento incidentale della nullità della fideiussione redatta in conformità al modello contrario alla normativa antitrust dalla Banca d’Italia – Competenza del tribunale delle imprese – Sussiste

Eccezione di nullità della fideiussione redatta in conformità al modello contrario alla normativa antitrust – Sua ammissibilità davanti al giudice non specializzato – Esclusione

Anche la mera eccezione, di nullità della fideiussioni omnibus che si assumono redatte in conformità al modello ritenuto contrario alla normativa antitrust dalla Banca d’Italia va valutato dal giudice competente, da individuarsi, ai sensi dell’art. 18 d. lgs. 3/2017, nel tribunale delle imprese territorialmente competente.

Tale questione non può essere infatti conosciuta dal giudice non specializzato nemmeno in via di mera eccezione poiché la decisione su di essa implica un accertamento sulla nullità o non nullità del contratto (nel caso di specie della fideiussione), che, secondo quanto precisato dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 26242/2014, sebbene incidentale, è comunque idoneo al giudicato.

L’eccezione con cui venga fatta valere, davanti al giudice non specializzato, la nullità della fideiussione redatta in conformità al modello contrario alla normativa antitrust è inammissibile in quanto comunque comportante un aggiramento della competenza funzionale del giudice specializzato, se non addirittura mirata a tale obiettivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 12 Settembre 2019.


Nullità parziale delle fideiussione omnibus – Vano decorso del termine semestrale ex 1957 c.c. – Perdita di inefficacia della garanzia
Quand’anche si volesse ritenere la nullità solo parziale delle fideiussioni omnibus con riferimento alle clausole di cui allo schema contrattuale predisposto dall’ABI ritenute lesive della libertà di concorrenza alla luce del provvedimento n. 55 del 2 maggio 2005 di Banca d’Italia, ai sensi dell’art. 1957 c.c., da non intendersi più derogato per effetto della rilevata nullità, la garanzia non ha più effetto qualora la banca, a seguito del recesso dal conto corrente, non abbia nei successivi sei mesi adottato alcuna iniziativa nei confronti del debitore principale al fine del recupero del credito.
In tal caso, va negata la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo notificato ai danni del fideiussore. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 10 Settembre 2019.


Fideiussioni conformi a schema ABI - Nullità - Divieto di applicazione uniforme clausole 2, 6, 8

Nullità totale negozio fideiussorio - Estensione effetti - Intesa anticoncorrenziale a monte - Contratti a valle

Negozio fideiussorio - Violazione art. 2 legge antitrust - Contrarietà all'ordine pubblico economico

L’applicazione uniforme e generalizzata delle clausole di sopravvivenza, reviviscenza e rinuncia ai termini ex art. 1957 cod. civ., di regola contenute negli artt. 2, 6 e 8 dello schema ABI per le fideiussioni omnibus, determina la nullità integrale dei contratti bancari di fideiussione in cui sono inserite, ponendosi in contrasto con l’art. 2, co.2, lett. a) L. 287/1990.

La nullità di protezione, prevista dalla legge antitrust, investe per intero il contratto fideiussorio conforme allo schema ABI censurato da Banca d’Italia con provvedimento n. 55/2005, in quanto la nullità dell’intesa anticoncorrenziale a monte si estende all’attività scaturente dall’intesa vietata, consistente nella fissazione di condizioni contrattuali volte a impedire, restringere o falsare in modo consistente il gioco della concorrenza nel mercato nazionale.

Il negozio fideiussorio, effetto di un’intesa anticoncorrenziale vietata a monte, è nullo ex art. 1418 cod. civ. per violazione dell’art. 2 L. 287/1990, in quanto contrario all’ordine pubblico economico, la cui disciplina è contenuta nel Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea e nella legge antimonopolistica nazionale. (3). (Lucrezia Cipriani) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 08 Agosto 2019.


Fideiussione – Clausola solve et repete – Insussistenza

Omessa impugnazione od approvazione dell’estratto conto – Effetti – Artt. 1832 cod. civ. e 263 c.p.c. – Possibilità di sollevare contestazioni in ordine alla validità e all’efficacia dei rapporti obbligatori – Onere probatorio a carico della banca – Sussistenza

Fideiussione – Estratto conto – Effetti – Inopponibilità al terzo-garante – Sussistenza

Qualora dalla lettura complessiva del testo del contratto si evince che: a) non è previsto alcun esonero da parte del creditore dal dovere dimostrare il proprio diritto di credito; b) è previsto che la banca può dimostrare il proprio credito tramite le scritture contabili e c) l’unica eccezione espressamente preclusa al debitore riguarda il momento in cui la banca esercita la sua facoltà di recedere dai rapporti con il debitore, è da escludersi si sia in presenza di contratto di fideiussione con condizione solve et repete, la quale, al contrario, determina l’obbligo del fideiussore di pagare il creditore senza opporre nessuna eccezione estintiva, modificativa o impeditiva. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)

Con la predisposizione dell’estratto di conto corrente la Banca adempie il proprio obbligo informativo e il solo effetto derivante dalla sua mancata contestazione è la decadenza del cliente dal potere di richiedere alla banca “altre forme di rendiconto” e, precisamente, il rendiconto di cui agli artt. 263 e ss c.p.c., al quale fa rinvio l’art. 1832 c.c. Il collegamento tra art. 1832 c.c. e 263 c.p.c. si desume, come evidenziato in dottrina, dalla coincidenza tra l’elenco dei vizi che consentono l’impugnazione dell’estratto conto in base all’art. 1832 c.c. e la disciplina dei vizi che legittimano alla proposizione della domanda di revisione del conto ex art. 266 c.p.c. Il potere di promuovere l’azione di rendiconto è proprio la situazione giuridica soggettiva cui intende riferirsi l’art. 1832, comma 2º, c.c., nello stabilire che l’approvazione del conto “non preclude il diritto di impugnarlo”. Ne consegue che la contestazione giudiziale o stragiudiziale del conto onererà la banca di dimostrare la veridicità delle singole annotazioni fornendo la relativa prova rappresentata dal documento giustificativo del titolo che ha legittimato la banca ad eseguire e quindi a documentare, mediante una correlativa annotazione nel conto, una certa operazione. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)

E’ criticabile l’ampliamento dello spettro applicativo della norma operato dalla giurisprudenza che fa derivare oltre agli effetti positivi del principio di accessorietà, quindi, il riconoscimento al fideiussore del potere di sollevare le eccezioni opponibili dal debitore principale, effetti negativi, precludendo al garante il potere di sollevare eccezioni dalle quali il debitore sia decaduto. Invero, seguendo l’orientamento pretorio esposto si perverrebbe a un risultato interpretativo contrastante con il principio di protezione della sfera giuridica dei terzi rispetto agli atti negoziali, atteso che, con riferimento all’art. 119 TUB, l’inerzia del cliente, con la conseguente approvazione del conto determinerebbe effetti sostanziali o processuali nei confronti del garante precludendo allo stesso la possibilità  di contestare l’estratto conto ovvero si vincolerebbe il fideiussore agli effetti del   negozio novativo, di accertamento o della dichiarazione confessoria del debitore principale (cfr. Corte di Appello Venezia, 26 novembre 1963, secondo cui non bisogna confondere “la proponibilità di eccezioni da parte del fideiussore ed il valore probatorio delle dichiarazioni, documenti ecc. provenienti dal debitore principale”). L’art. 1945 nel prevedere l’interesse a sollevare un’eccezione personale o meno da parte del fideiussore deriva dal fatto che gli effetti dell’atto intervenuto inter alios siano a lui favorevoli. Tale norma si innesta nel tessuto di regole che disciplinano le obbligazioni plurisoggettive fissando, in base al principio di protezione della sfera giuridica dei terzi, come già richiamato, il principio “della non comunicabilità degli atti pregiudizievoli e dell’estensione di quelli vantaggiosi” (Relazione al codice civile, n. 598; Cass.   14 settembre 1963, n. 2515, la quale ha affermato che “Il vigente codice civile, in tema di obbligazioni solidali, è ispirato al principio della non comunicabilità agli altri debitori degli effetti degli atti compiuti o dei fatti verificatisi che siano pregiudizievoli nei confronti di un condebitore solidale e della estensione di quelli vantaggiosi”). Logico corollario è che, prescindendo dalla qualificazione della natura dell’atto di approvazione del conto nel rapporto Banca-cliente, gli effetti di tale atto (novazione, accertamento, prova legale, preclusione del potere di introdurre il giudizio di rendiconto) sono inopponibili al [terzo]-garante. In sintesi gli estratti di conto corrente, formati unilateralmente dalla banca, sono inidonei a dimostrare il diritto di credito dell’ente nei confronti del cliente e, quindi, del terzo. Un diverso orientamento teorico contrasterebbe con il disposto di cui all’art. 2710 cod. civ. determinandone la abrogazione per via pretoria. (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 26 Luglio 2019.


Nullità delle clausole delle fideiussioni bancarie riproducenti lo schema ABI
La rilevabilità d’ufficio della nullità delle clausole 2,6,8, delle fideiussioni, in quanto  riproducenti lo schema ABI già oggetto del provvedimento della Banca di Italia n 55 del 2 maggio 2005, è subordinata alla circostanza che detta nullità emerga dai fatti allegati e provati o comunque dagli atti di causa.

[Nello specifico, non essendo stato prodotto ritualmente lo schema predisposto dall’Abi oggetto dei rilievi della Banca di Italia è precluso alla Corte l’accertamento della fondatezza della dedotta corrispondenza ad esso delle clausole in questione.] (Francesco Denti) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 21 Giugno 2019.


Diritto ad ottenere copia della documentazione bancaria - Garante - Sussistenza
Anche il garante ha diritto ad ottenere copia della documentazione afferente il rapporto garantito, dovendosi alla fattispecie ritenere applicabili gli stessi principi che regolano il rapporto tra la banca ed il cliente principale, poichè tra la prima ed il fideiussore, al momento della sottoscrizione dell’obbligazione, sorge un rapporto diretto e/o qualificato basato sul fatto che i fideiussori sono potenzialmente destinatari degli effetti del rapporto.

Il diritto - anche per il fideiussore - di ottenere la consegna della documentazione dalla Banca trae fondamento dall'art. 119 TUB, ma ancor prima dal dovere di comportarsi secondo buona fede nell’esecuzione del contratto ex art. 1375 c.c.. e secondo correttezza (art. 1175 c.c). (Alessandro Pontremoli) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia, 30 Maggio 2019.


Fideiussione secondo lo schema ABI – Nullità solo parziale del negozio di garanzia
Il provvedimento n. 14251 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, adottato nell’adunanza del 20 Aprile 2005, sulla scorta dei rilievi della Banca d’Italia, individua le clausole illecite, presenti nello schema negoziale predisposto dall’ABI, e che cagionano la violazione della disciplina di tutela della concorrenza, aggravando la posizione del fideiussore rispetto a quella della banca.

Lo schema delinea la permanenza dell’obbligazione fideiussoria laddove prevede che “il fideiussore si impegna altresì a rimborsare alla banca le somme che dalla banca stessa fossero state incassate in pagamento di obbligazioni garantite e che dovessero essere restituite a seguito di annullamento, inefficacia o revoca dei pagamenti stessi, o per qualsiasi altro motivo”. Si prevede, inoltre, che la garanzia del fideiussore sia estesa anche agli obblighi di restituzione del debitore derivanti dall’invalidità del rapporto principale, in quanto “qualora le obbligazioni garantite siano dichiarate invalide, la fideiussione garantisce comunque l’obbligo del debitore di restituire le somme allo stesso erogate” (articolo 8).

Lo schema predisposto dall’ABI presenta come clausola standard la rinuncia del fideiussore ai termini previsti dall’art. 1957 c.c., affinché la banca possa far valere l’obbligazione di garanzia dopo la scadenza di quella principale, stabilendo che “i diritti derivanti alla banca dalla fideiussione restano integri fino a totale estinzione di ogni suo credito verso il debitore, senza che essa sia tenuta ad escutere il debitore o il fideiussore medesimi o qualsiasi altro coobbligato o garante entro i tempi previsti, a seconda dei casi, dall’articolo 1957 c.c., che si intende derogato” (art. 6).
Lo schema prevede un generale obbligo di pagamento “a prima richiesta”, in base al quale “il fideiussore è tenuto a pagare immediatamente alla banca, a semplice richiesta scritta, quanto dovutole per capitale, interessi, spese, tasse ed ogni altro accessorio” (art. 7, comma 1). Tale clausola consente al fideiussore di opporsi al pagamento soltanto dopo averlo, talora indebitamente, eseguito, in deroga rispetto alla disciplina dettata dall’art. 1945 c.c.

La presenza di tali clausola determina, però, un’ipotesi di nullità soltanto parziale (art. 1419, co. 1, c.c.), dovendosi escludere, nell’economia complessiva dell’operazione compiuta, che la banca potesse preferire di rimanere addirittura senza alcuna garanzia, rispetto ad ottenere una garanzia che meno vincolasse i garanti: e, quanto a questi ultimi, la nullità delle clausole viziate ne rende la posizione meno gravosa, sicché la parziale nullità non può che giovare loro.

La tesi della nullità parziale (sostenuta, ad esempio, da Trib. Padova, sent. 29.1.2019, e da App. Brescia, Sez. I Civ., sent. 29.1.2019) non contraddice, ma specifica e razionalmente circoscrive il principio generale della nullità delle garanzie stipulate in violazione delle regole della concorrenza, enunziato dalla S.C. (Cass. civ., Sez. I, 12.12.2017, ord. n. 29810). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 25 Maggio 2019.


Contratti bancari – Finanziamento – Coobbligato del debitore – Qualità di fideiussore – Affermazione
In ambito contrattuale o si è parte, e quindi in caso di pluralità soggettiva si assumono di regola obbligazioni solidali nonché contitolarità degli effetti favorevoli del contratto, o si è garanti/fideiussori, cioè responsabili delle obbligazioni assunte con il contratto principale, senza diventare parte di questo. Non è invece prevista dall'ordinamento la qualità del coobbligato in un contratto ex sé, di soggetto che cioè pur non essendo parte, e quindi non essendo titolare degli effetti di esso, assumerebbe, senza assumere la qualità di fideiussore, l'obbligo di garantire l'adempimento altrui. [Sulla base di tale principio, il giudice riconosceva al coobbligato la liberazione ex art.1957 c.c., non essendo stata tempestivamente promossa dalla banca alcuna iniziativa giudiziale contro il debitore principale.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 23 Maggio 2019.


Contratto di fideiussione omnibus – Nullità per violazione dell'art. 2, comma 2, lett. a), I. n. 287/1990 – Attitudine del provvedimento adottato dalla Banca d'Italia prima della modifica di cui all'art. 19, comma 11, I. n. 262/2005 a provare condotte anticoncorrenziali delle banche – Sussiste – Il giudice del merito è tenuto a valutare la coincidenza delle disposizioni della fideiussione con le condizioni oggetto di intese restrittive – Sussiste – Irrilevanza dell'attuazione o mancata attuazione della prescrizione contenuta nel provvedimento amministrativo con cui è stato imposto all'ABI di estromettere le clausole vietate dallo schema contrattuale diffuso presso il sistema bancario
In tema di accertamento dell'esistenza di intese restrittive della concorrenza vietate dall'art. 2 I. n. 287/1990, con particolare riguardo a clausole relative a contratti di fideiussione da parte delle banche, il provvedimento adottato dalla Banca d'Italia prima della modifica di cui all'art. 19, comma 11, I. n. 262/2005, possiede, al pari di quelli emessi dall'Autorità Garante per la Concorrenza, una elevata attitudine a provare la condotta anticoncorrenziale, indipendentemente dalle misure sanzionatorie che siano pronunciate, e il giudice del merito è tenuto, per un verso, ad apprezzarne il contenuto complessivo, senza poter limitare il suo esame a parti isolate di esso, e, per altro verso, a valutare se le disposizioni convenute contrattualmente coincidano con le condizioni oggetto dell'intesa restrittiva, non potendo attribuire rilievo decisivo all'attuazione, o non attuazione, della prescrizione contenuta nel provvedimento amministrativo con cui è stato imposto all'ABI di estromettere le clausole vietate dallo schema contrattuale diffuso presso il sistema bancario. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Maggio 2019, n. 13846.


Concorrenza – Normativa antitrust – Giudizio ex art. 33, comma 2, legge 287 del 1990 – Principio di effettività e di unitarietà dell’ordinamento – Carattere di prova privilegiata del provvedimento amministrativo nel giudizio civile in relazione alla accertata violazione della normativa in tema di concorrenza – Sussiste
In tema di accertamento dell'esistenza di intese restrittive della concorrenza vietate dalla L. n. 287 del 1990, art. 2, con particolare riguardo a clausole relative a contratti di fideiussione da parte delle banche, il provvedimento adottato dalla Banca d'Italia prima della modifica di cui alla L. n. 262 del 2005, art. 19, comma 11, possiede, al pari di quelli emessi dall'Autorità Garante per la Concorrenza, una elevata attitudine a provare la condotta anticoncorrenziale, indipendentemente dalle misure sanzionatorie che siano pronunciate, e il giudice del merito è tenuto, per un verso, ad apprezzarne il contenuto complessivo, senza poter limitare il suo esame a parti isolate di esso, e, per altro verso, a valutare se le disposizioni convenute contrattualmente coincidano con le condizioni oggetto dell'intesa restrittiva, non potendo attribuire rilievo decisivo all'attuazione, o non attuazione, della prescrizione contenuta nel provvedimento amministrativo con cui è stato imposto all'ABI di estromettere le clausole vietate dallo schema contrattuale diffuso presso il sistema bancario. (Debora Spinelli) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Maggio 2019, n. 13846.


Fideiussione - Nullità della fideiussione omnibus per violazione della normativa antitrust
La nullità dell'intesa anticoncorrenziale a monte si estende anche ai contratti cosiddetti “a valle”, ovvero ai contratti di fideiussione stipulati dai soggetti privati che non hanno partecipato all'intesa anticoncorrenziale, una vera e propria nullità di protezione, sanzionata dall'art. 2 della Legge antitrust che travolge l'intero contratto fideiussorio. (Simona Ristori) (riproduzione riservata) Tribunale Siena, 14 Maggio 2019.


Fideiussione – Forma – Difetto sottoscrizione creditore – Irrilevanza

Fideiussione – Schema ABI – Nullità parziale – Condizioni

Il contratto di fideiussione non richiede l’accettazione espressa del creditore atteso che l'obbligazione fideiussoria sorge per effetto della proposta del fideiussore non rifiutata dall’oblato-creditore. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)

L’inserimento nel contratto di fideiussione stipulato in favore di una banca, in conformità allo schema di contratto predisposto dall’ABI nel 2003, secondo un modello che la Banca d’Italia, con provvedimento n. 55 del 2 maggio 2005, aveva ritenuto essere contrastante con il divieto di intese anticoncorrenziali, in un’ottica di conservazione del contratto può determinare unicamente la nullità parziale della fideiussione limitatamente alle relative clausole (articoli 2-6-8 dello schema contrattuale predisposto dall’ABI), sempre che il fideiussore abbia  dato la prova che dette intese siano confluite nel contratto in questione e della lesione della sua liberta contrattuale. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Maggio 2019.


Legittimazione attiva del fideiussore

Prescrizione quinquennale – Infondatezza – Prescrizione decennale – Conto in attivo – Ripristino integrale della provvista – Inesistenza rimesse solutorie

Anatocismo – Mancata pattuizione e sottoscrizione della clausola di reciprocità degli interessi – Illegittimità

Spese – Mancata pattuizione – Illegittima applicazione

Usura – Formula matematico-finanziaria post 2009 – Irrilevanza Istruzioni di Banca d’Italia – Rilevanza della mera pattuizione – Conto corrente – Tasso superiore alla soglia usura per effetto dello ius variandi – Usura ab origine – Applicazione dell’art. 1815 secondo comma c.c. – Non debenza di tutte le somme pagate – Tramissione atti alla Procura della Repubblica

La legittimazione del garante/fideiussore, in ordine alla nullità ed alla invalidità relative ad un conto corrente bancario, si configura in termini di intervento dipendente, atteso il suo evidente interesse giuridico a che il saldo per il quale deve eventualmente rispondere sia determinato correttamente.

L’eccezione di prescrizione quinquennale riferita agli interessi è palesemente infondata se si riferisce al diritto di ripetere gli interessi illegittimamente addebitati.

È palesemente infondato l’assunto della banca che individua un autonomo effetto solutorio in considerazione del fatto che il conto sia tornato in attivo. L’unico effetto di una rimessa tale da riportare il conto in attivo si risolve nel ripristino integrale della provvista dell’apertura di credito e in una pre-costituzione di attivo da utilizzare nuovamente, con o senza apertura di credito, ma sicuramente non comporta alcuna forma di pagamento, non essendovi alcun debito esigibile da estinguere.

In forza del nuovo testo dell’art. 120 TUB vigente dal 9.02.2000 al 31.12.2013, la capitalizzazione trimestrale degli interessi è consentita purchè prevista a favore del cliente e attraverso una clausola specificatamente approvata.

La sentenza n. 16303/2018 delle Sezioni Unite della Corte di cassazione regola la vicenda dell’usura sino al 31.12.2009; per il periodo successivo, la formula che deve essere utilizzata è quella finanziaria, come prevista dalla legge 108/1996 e non quella fornita dalle Istruzioni di Banca d’Italia, la quale non ha potere di regolare la materia diversamente dalla Legge.

Se per effetto dello ius variandi esercitato dalla banca il tasso sale sopra la soglia usuraria, si tratta in ogni caso di usura originaria, con le conseguenze di cui all’art. 1815 c.c.

Il superamento della soglia usuraria comporta la segnalazione presso alla competente Procura della Repubblica in relazione al reato di cui all’art. 644 c.p. (Lorenzo Fumagalli) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Aprile 2019.


Fideiussione bancaria – Nullità – Violazione norme anticoncorrenza – Competenza Tribunale Imprese – Limiti – Accertamento incidentale – Condizioni

Fideiussione bancaria – Nullità – Provvedimento Banda d’Italia 2005 – Nullità parziale

Riparto onere della prova – Principio di vicinanza della prova

E’ affetto da nullità parziale e limitata alle sole clausole illegittime il contratto di fideiussione bancaria conforme al modello ABI oggetto del provvedimento sanzionatorio della Banca d’Italia del 2005. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

La cognizione, riservata al Tribunale delle Imprese di Milano-Roma-Napoli in ragione della suddivisione territoriale, può invece essere attribuita al giudice del diverso tribunale adito nella misura in cui l’accertamento venga svolto in via incidentale e non con effetto di giudicato al fine paralizzare la pretesa creditoria dell’istituto di credito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Va respinta per intervenuta decadenza l'azione della banca che abbia agito contro i fideiussori senza osservare i termini di cui all’art. 1957 c.c. per l'azione contro il debitore principale e non possa beneficiare delle clausole dichiarate nulle. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 29 Gennaio 2019.


Legittimazione eredi fideiussore – Contratto di conto corrente – Interessi – Usurarietà originaria – Verifica del saldo iniziale – Onere della prova
La mancata segnalazione dell’evento interruttivo ad opera del procuratore costituito nell’ambito del segmento processuale in cui l’evento morte si è manifestato non preclude agli eredi la valida costituzione nel grado successivo del giudizio, conferendo nuovo mandato al procuratore.

La verifica della correttezza del saldo esige la ricostruzione dell’andamento del rapporto e questa, a sua volta, deve essere effettuata partendo dal saldo iniziale.

Il primo estratto conto disponibile anche se a credito del correntista è irrilevante per indeterminatezza ai fini di tale verifica; anzi, la considerazione di ordine logico-deduttivo fondata sull’osservazione della costituzione in favore della banca della garanzia fideiussoria costituisce segnale evidente della concessione di una qualche forma di finanziamento in assenza del quale l’istituto di credito non avrebbe avvertito l’esigenza di tutelare le proprie ragioni creditorie.

Va riconosciuta l’usura genetica anche se il rapporto è instaurato in epoca antecedente l’entrata in vigore della L. 108/96 quando le convenzioni succedute lungo l’arco di vigenza tra le parti hanno novato in senso oggettivo il regolamento contrattuale. Integra pattuizione rilevante a tal fine sia la stipula del contratto iniziale sia quella di patti successivi.

Al saggio degli interessi, per determinare il carico complessivo che grava le operazioni di credito fuori fido, deve sommarsi anche la commissione di massimo scoperto fuori fido. (Silvia Dragotta) (riproduzione riservata) Appello Palermo, 28 Gennaio 2019.


Contratti bancari – Fideiussione omnibus – Clausole pattuite in violazione della normativa sulla concorrenza di cui alla legge n. 287/1990 – Conseguenze – Nullità parziale ex art. 1419 c.c. – Sussistenza
Le clausole in materia di fideiussione di cui agli artt. 2, 6 e 8 dello schema predisposto dall’ABI, in quanto ritenute dalla Banca d’Italia contrastanti con il disposto di cui all’art. 2 co. 2 della legge n. 287/1990, debbono considerarsi nulle, posto che il c.d. contratto a valle costituisce lo sbocco dell’intesa vietata, essenziale a realizzarne e ad attuarne gli effetti e che l’intesa vietata ai sensi della predetta norma è nulla “a ogni effetto” come sancito dal comma 3 dell’art. 2 della legge n. 287/1990; la loro invalidità non determina quella dell’intera fideiussione, dovendosi verificare, alla stregua di una valutazione condotta in concreto, se le parti avrebbero egualmente concluso il contratto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 16 Gennaio 2019.


Diritto alla richiesta della documentazione bancaria ex art. 119 del T.U.B. da parte del fideiussore - Sussiste
L’art 119 TUB va interpretato in senso costituzionalmente orientato come esteso anche ai garanti del correntista, atteso che il fideiussore, come il cliente, ha necessità di esaminare la documentazione afferente al conto al fine di verificare la legittimità dell’operato della banca e l’esistenza del credito di cui egli deve rispondere. (Antonio Donno) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 03 Gennaio 2019.


Obbligazioni e contratti - Contratto autonomo di garanzia - Opponibilità del garante delle eccezioni spettanti al debitore principale - Esclusione - Exceptio doli - Opponibilità - Affermazione
L'exceptio doli rappresenta un limite funzionale alla richiesta di pagamento immediato, esperibile in tutti i casi in cui vi sia escussione della garanzia con dolo, mala fede e abuso manifesto da parte del beneficiario.

A tal fine il garante ha l'onere di far valere una condotta abusiva del creditore il quale, nel chiedere la tutela giudiziaria del proprio diritto, abbia fraudolentemente taciuto situazioni sopravvenute alla fonte negoziale del diritto azionato e aventi efficacia estintiva dello stesso, ovvero abbia esercitato tale diritto al fine di realizzare uno scopo diverso da quello riconosciuto dall'ordinamento, o comunque nell'esclusivo fine di recare pregiudizio ad altri, o, ancora, contro ogni legittima e incolpevole aspettativa altrui. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Milano, 27 Novembre 2018.


Decreto ingiuntivo emesso contro fideiussori – Nullità del contratto conforme a modello ABI – Sussistenza del fumus per la sospensione – Prevalenza del diritto comune come affermato da Corte di Giustizia – Prevalenza del diritto comune su quello interno – Natura di consumatore – Sussistenza – Competenza del tribunale delle imprese – Domanda principale con effetto di giudicato o eccezione con accertamento incidenter tantum – Differenze
Va sospeso il decreto ingiuntivo emesso contro i fideiussori su modello ABI alla luce della decisione emessa dalla Banca d’Italia nel 2005 per nullità dello schema per violazione della normativa anticoncorrenziale.

Laddove tale domanda sia svolta in via principale con accertamento avente effetto di giudicato la competenza appartiene al Tribunale delle Imprese laddove, al contrario, la mera eccezione può essere trattata anche dal giudice adito se diverso dal Tribunale delle imprese.

La qualifica di consumatore va desunta dalla sola qualità personale dell’agente senza che rilevi l’obbligazione garantita come invece affermato dalla giurisprudenza della Cassazione poiché prevale il “diritto oggettivo” per come espresso dalla Corte di Giustizia nella ordinanza 19/05/2015 C-74/1 punto 20 Tarcau; tale qualifica è in ogni caso rilevabile d’ufficio dal giudice venendo in rilievo questioni attinenti la competenza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 13 Novembre 2018.


Contratti bancari – Garanzie – Fideiussione omnibus – Rinuncia eccezioni – Natura – Contratto autonomo di garanzia
Assume la natura di contratto autonomo di garanzia la fideiussione prestata in favore di una banca a garanzia dell’adempimento di tutte le obbligazioni contratte da un cliente della banca, non potendosi differentemente conciliare il carattere accessorio tipico della fideiussione con la previsione dell’esclusione del potere per il garante di opporre al beneficiario eccezioni afferenti il rapporto garantito intercorso tra questi e il soggetto garantito. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 22 Ottobre 2018.


Nullità della fideiussione per violazione della normativa antitrust - Competenza - Sezione specializzata in materia di impresa
La competenza a decidere in ordine alla eccezione di nullità della fideiussione per violazione della normativa antitrust (cfr. provv. Banca d’Italia n. 55 del 2 maggio 2005; Cassazione civile, sez. I, 12 Dicembre 2017, n. 29810. Est. Genovese) appartiene alla sezione specializzata in materia di impresa.

[Nel caso in esame, l’eccezione di nullità della fideiussione è stata sollevata nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo ove, il giudice dell’opposizione ha rigettato l’istanza di sospensione della provvisoria esecuzione ex art. 642 c.p.c.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 02 Ottobre 2018.


Domanda di nullità di un contratto di fideiussione omnibus per violazione del diritto della concorrenza – Competenza del Tribunale delle imprese – Possibilità di far valere la doglianza quale eccezione riconvenzionale – Sussistenza

Possibilità per il soggetto rimasto estraneo alla intesa anticoncorrenziale di invocare la tutela di cui all’art. 33, comma 2, l. 287/1990 – Presupposti

Possibilità di tutela reale per il soggetto rimasto estraneo alla intesa anticoncorrenziale esclusione – Possibilità di tutela risarcitoria – Sussistenza

La domanda di nullità di un contratto di fideiussione per violazione del diritto della concorrenza, ai sensi dell’art. 33, comma 2. l. 287/1990, spetta alla competenza funzionale del Tribunale delle imprese di Milano ai sensi dell’art. dell’art. 4, comma 1 ter, della legge 168/2003, aggiunto dall’art. 18 d. lgs. 3/2017. Tale doglianza può comunque essere esaminata dal giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo ottenuto dalla banca nei confronti del fideiussore quale eccezione riconvenzionale diretta a paralizzare la pretesa creditoria dell’istituto di credito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
 
Una intesa vietata ai sensi dell’art. 2, l. 287/1990 può essere dannosa anche per un soggetto, consumatore o imprenditore, che non vi abbia preso parte, ma perché gli si possa riconoscere un interesse ad invocare la tutela di cui all’art. 33, comma 2, l. 287/1990 non è sufficiente che egli alleghi la nullità della intesa medesima ma occorre anche che precisi la conseguenza che tale vizio ha prodotto sul proprio diritto ad una scelta effettiva tra una pluralità di prodotti concorrenti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Le Sezioni Unite, nella pronuncia n.2207/2005, hanno affermato ripetutamente che l’unica tutela concessa al soggetto rimasto estraneo alla intesa anti-concorrenziale che abbia allegato e dimostrato un pregiudizio ad essa conseguente, è quella risarcitoria.
Una simile impostazione è stata confermata anche dal d. lgs. 3/2017 che, secondo quanto precisa il suo art. 1, comma 1: ”disciplina le azioni collettive di cui all'articolo 140-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, il diritto al risarcimento in favore di chiunque ha subito un danno a causa di una violazione del diritto della concorrenza da parte di un'impresa o di un'associazione di imprese”.
Nessuno accenno si rinviene in tale testo normativo ad una tutela reale del soggetto danneggiato dalla intesa restrittiva della concorrenza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 01 Ottobre 2018.


Sospensione decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo – Ricorrenza di gravi motivi attinenti al periculum ovvero alla presumibile fondatezza dell’opposizione

Fideiussione – Clausole nulle per violazione della normativa sulla libera concorrenza – Gravi motivi per la sospensione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo – Sussistenza

Il presupposto per l’emanazione del provvedimento di sospensione dell’esecuzione del decreto ingiuntivo opposto è costituito dalla ricorrenza di gravi motivi attinenti al periculum, ove si ritenga che l’esecuzione forzata possa danneggiare in modo grave il debitore senza garanzia di risarcimento in caso di accoglimento dell’opposizione, o alla presumibile fondatezza dell’opposizione sia per la legittimità dell’ingiunzione, avuto riguardo alle regole di rito per la fase monitoria, sia per l’incidenza modificativa-estintiva sulla pretesa di circostanze sopravvenute alla concessione della provvisoria esecuzione.

La sospensione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo non può basarsi unicamente sull’insussistenza dei presupposti previsti dall’art. 642 c.p.c. per la concessione del beneficio dovendo i gravi motivi richiesti ex art. 649 c.p.c. essere connessi all’ipotizzabile caducazione del titolo al quale si è conferita esecutorietà provvisoria.

La questione della nullità della fideiussione alla luce della pronuncia della Corte di Cassazione n. 29810/2017 in tema di violazione della normativa antitrust - considerato che nella giurisprudenza di merito si registra orientamento che ritiene nulla la fideiussione omnibus e non già le singole clausole - si profila meritevole di approfondito esame e valutazione ed integra i gravi motivi di cui all’art. 649 c.p.c. per la sospensione della provvisoria esecuzione. (Marta Sbaffo) (riproduzione riservata) Tribunale Fermo, 24 Settembre 2018.


Contratti di garanzia – Fideiussione – Clausole anticoncorrenziali – Modello ABI – Censura di Banca d’Italia – Contrarietà alla normativa antitrust – Nullità – Limiti
La nullità della fideiussione stipulata conformemente al modello ABI censurato dalla Banca d’Italia con il provvedimento n. 55/2005 perché ritenuto anticoncorrenziale, non può che considerarsi parziale e, quindi, riguardare le sole clausole indicate come contrarie alla normativa antitrust, con la conseguenza che - in applicazione del generale principio di cui all’art. 1419 cod. civ. - il contratto di garanzia non può dirsi interamente nullo, in quanto è di tutta evidenza che la banca lo avrebbe comunque concluso, qualsiasi garanzia essendo migliore della mancanza di garanzia, né l’opponente che ha prestato fideiussione ha allegato ragioni per cui l’assenza di clausole, peraltro comportanti effetti gravosi nei suoi confronti, lo avrebbero dovuto indurre a non stipulare i negozi in questione. (Piero Cecchinato) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 09 Settembre 2018.


Nullità totale della fideiussione conforme allo schema ABI - Inapplicabilità della nullità parziale ex art. 1419 c.c. - Rilevabilità d’ufficio da qualsiasi Giudice - Necessaria revoca del decreto ingiuntivo emesso ai danni del fideiussore
La nullità della fideiussione omnibus conforme allo schema ABI vietato, afferendo alla validità di un atto che rappresenta elemento costitutivo della domanda,  può essere rilevata d’ufficio in qualsiasi stato e grado di giudizio (Cass. Civ. Sez. III, 19.06.2008, n. 16621).

L’eccezione di nullità delle fideiussione omnibus non costituisce autonoma domanda da farsi valere solo avanti il Tribunale delle Imprese, bensì integra una eccezione riconvenzionale, rilevabile d’ufficio e idonea a paralizzare la domanda di pagamento azionata in monitorio, che ben può essere decisa da un Giudice diverso da quello competente, in via esclusiva, sulla relativa autonoma azione (Cass. Civ., 11.12.1987, n. 9174).

La nullità dovuta alla violazione della normativa sulla libera concorrenza, attuata nelle fideiussioni omnibus con la generalizzata adozione delle clausole di reviviscenza, sopravvivenza e di rinuncia al termine decadenziale di cui all’art. 1957 c.c., si riverbera sull’intero contratto di fideiussione; sebbene  Cass. 29810/2017 non precisi se le clausole vietate determinino la nullità dell’intero contratto o la sostituzione delle stesse con la normativa codicistica, deve tout court escludersi l’applicabilità della nullità parziale ex art. 1419 c.c. perché:

1) Le parti che hanno dato luogo alla lesione anti consumeristica non coincidono con quelle che hanno posto in essere il negozio “a valle”;

2) La gravità delle violazioni in esame, - che incidono pesantemente sulla posizione del garante - rispetto ai superiori valori solidaristici, ben giustifica che sia sanzionato l’intero agire dei responsabili di quelle violazioni; poiché qualsiasi forma di distorsione della competizione del mercato, in qualunque modo posta in essere, costituisce comportamento rilevante per l’accertamento della violazione dell’art. 2 della normativa antitrust, è inevitabile concludere che l’intero portato, a valle di quella distorsione, debba essere assoggettato alla sanzione della nullità.

In tale senso sospinge anche il dato testuale di Cass. 29810/2017, la quale riferisce esclusivamente e più volte di “nullità del contratto” e mai di nullità delle singole cause [inoltre la fattispecie in esame alla Suprema Corte non concerneva una pronuncia di invalidità della fideiussione, ma il risarcimento del danno, chiesto all’attore, per aver dovuto pagare le somme ingiunte nel contempo pure al debitore principale. Orbene se la nullità, denunziata dal garante non avesse travolto l’intera fideiussione, giammai si sarebbe potuta cassare la sentenza di rigetto della domanda risarcitoria, perché tale rigetto avrebbe trovato conferma anche dopo la sostituzione delle clausole nulle, dato che nessuna delle clausole così introdotte poteva incidere a favore dell’istanza risarcitoria]. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 23 Agosto 2018.


Obbligazioni e contratti – Fideiussione – Contenenti clausole contrarie alla legge antitrust – Nullità del contratto – Sussiste – Domanda di nullità eccepita dal garante ingiunto – Competenza per materia del Tribunale delle imprese – Esclusione
È fondata e va accolta l’eccezione ex art.645 c.p.c. di nullità del contratto di fideiussione che contenga le clausole di “sopravvivenza”, di “reviviscenza” e rinuncia ai termini ex art.1957 c.c. proprie dello schema, elaborato nel 2003 dall’Associazione Banche Italiane, le quali sono state ritenute dalla Banca d’Italia contrarie alla cd. Legge antitrust.
Non si può dubitare che le clausole in esame violino il libero gioco della concorrenza; e che la nullità delle stesse riverberi sull’intero contratto di fideiussione. Deve escludersi che sia consentito sostituire le clausole nulle con la normativa codicistica, poiché la gravità delle violazioni, rispetto ai superiori valori solidaristici, ben giustifica che sia invece sanzionato l’intero agire dei responsabili di quelle violazioni.
La domanda di nullità della fideiussione integra un’eccezione riconvenzionale, rilevabile d’ufficio, idonea a paralizzare la domanda di pagamento, introdotta con il procedimento monitorio.. Tale eccezione ben può essere decisa da un giudice diverso da quello competente, in via esclusiva, sulla relativa autonoma azione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 23 Agosto 2018.


Contratto di conto corrente con apertura di credito - Onere della prova a carico della banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo - Mancanza di tutti gli estratti conto completi - Il fideiussore può opporre al creditore tutte le eccezioni “di merito” che spettano al debitore principale - Revoca del decreto ingiuntivo
Soltanto attraverso gli estratti conto (salvo le eccezioni non ricorrenti nel caso di specie v. Cass., 13 marzo 2017, n. 6384, in motivazione) è possibile ricostruire i rapporti dare e avere tra le parti, in loro assenza deve ritenersi, in quanto alla stregua di qualsiasi soggetto che pretenda di vantare un credito, la Banca, trattandosi di un credito costituito dal saldo delle partite dare/avere tra le parti, dovrà indicare le annotazioni contabili degli addebiti e degli accrediti, comprese quelle per interessi commissione e così via.

Detta regola vale anche per i fideiussori quando il contratto di garanzia stipulato non contenga la clausola di rinuncia alle eccezioni ai sensi dell'art. 1945 c.c. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 22 Agosto 2018.


Concorrenza – Normativa antitrust – Art. 2 legge 287 del 1990: divieto di intese restrittive della concorrenza – Schema del contratto di fideiussione “a garanzia delle operazioni bancarie” (c.d. fideiussione omnibus) predisposto dall’ABI – Applicazione uniforme delle clausole di “reviviscenza”, “sopravvivenza” e deroga all’art. 1957 c.c. contenute nello schema – Liceità dei contratti di fideiussione omnibus che contengono tali clausole – Rigetto eccezione di nullità derivata – Rigetto eccezione di nullità per illiceità della causa – Esclusione nullità ex art. 1418, co. 1, c.c.
La nullità delle fideiussioni stipulate in conformità allo schema di contratto predisposto dall’ABI nel 2003, secondo un modello che la Banca d’Italia, con provvedimento n. 55 del 02.05.2005, ritenne contrastante con il divieto di intese anticoncorrenziali di cui all’art. 2, comma 2, lett. a, della L. 287/1990, non può essere predicata né in termini di nullità derivata, né per illiceità della causa, né ex art. 1418 co. 1 c.c.

Quanto alla prima prospettazione, l’affermazione per cui l’invalidità di un rapporto giuridico possa propagarsi, con effetti invalidanti, ad un altro rapporto presuppone il previo riscontro, tra i due, di un vincolo di dipendenza funzionale o, quantomeno, di un collegamento negoziale oggettivamente apprezzabile, legami questi che non sembrano invece riscontrarsi con riguardo alla normale dinamica della contrattazione individuale in cui, al contrario, le intese mostrano di non costituire un tutt’uno con i contratti a valle, di non essere a questi collegati né per legge né per volontà delle parti e di non rappresentarne in alcun modo un presupposto di esistenza, validità od efficacia.

Con riguardo, invece, all’illiceità endogena del contratto “a valle” per illiceità della causa è dirimente il rilievo che, anche ad ammettere che l’imprenditore persegua, con la contrattazione individuale, il fine ultimo, anticoncorrenziale, di alterare a suo favore il mercato o di ottenere un extraprofitto, l’altro contraente stipula il contratto per soddisfare un proprio interesse che si ricollega ed esaurisce nel fine tipico dell’operazione posta in essere.

Né, infine, pare possibile ipotizzare la nullità del contratto a valle ai sensi dell’art. 1418, co. 1, c.c., dal momento che l’art. 2 della legge 287/1990 vieta le intese ma nulla dispone circa le sorti dei rapporti commerciali con altri contraenti. (Antonella Lillo) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 30 Luglio 2018.


Fideiussione – Conformità alle clausole predisposte dall’ABI – Nullità – Trasformazione del contratto di fideiussione in contratto autonomo di garanzia
Sono nulli i negozi di fideiussione che contengono le norme bancarie uniformi predisposte dall’ABI, le quali hanno l’effetto di restringere, impedire o falsare in modo consistente il gioco della concorrenza all’interno del mercato nazionale ed escludono il diritto del cliente ad una scelta tra prodotti in concorrenza, con la precisazione che rientrano nel divieto in parola le clausole che comportano la trasformazione del contratto di fideiussione in contratto autonomo di garanzia.

[Nel caso di specie, il giudice ha negato la concessione della provvisoria esecuzione al decreto ingiuntivo opposto]. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 26 Luglio 2018.


Concorrenza – Normativa antitrust – Art. 2 legge 287 del 1990: divieto di intese restrittive della concorrenza – Schema del contratto di fideiussione “a garanzia delle operazioni bancarie” (c.d. fideiussione omnibus) predisposto dall’ABI – Applicazione uniforme delle clausole di “reviviscenza”, “sopravvivenza” e rinuncia ai termini di cui all’art. 1957 c.c. contenute nello schema – Contrasto con l’art. 2 legge 287 del 1990 – Accertamento da parte dell’Autorità Garante (Banca d’Italia) – Contratti di fideiussioni omnibus che contengono tali clausole – Nullità – Esclusione
Le intese anticoncorrenziali non costituiscono negozi funzionalmente collegati con le garanzie fidejussorie, le quali sono valide, ove rispettino i requisiti previsti previsti dagli artt. 1325 e ss. del codice civile.

Né le fidejussioni contenenti le clausole definite anticoncorrenziali sono nulle per illiceità della causa, considerato che il contraente c.d. debole conclude il negozio per soddisfare un proprio interesse che si esaurisce e ricollega al fine tipico dell’operazione conclusa.

La tutela tipica della parte che abbia concluso un negozio fidejussorio contenente le clausole in contrasto con la normativa antitrust è quella risarcitoria precista dall’azione collettiva ex art. 140 bis d. lgs. 206/2005. (Simone Voltarel) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 26 Luglio 2018.


Eccezione di nullità della fideiussione “omnibus”, predisposta in modo conforme allo schema ABI del 2002 - Sospensione della esecutività della sentenza di primo grado
L’eccezione di nullità, sollevata per la prima volta nel corso del giudizio di appello, ad oggetto un negozio di fideiussione stipulato conformemente alle norme bancarie uniformi predisposte dall'ABI nel 2002 (e sanzionate da Banca d’Italia con provvedimento 55/2005, in quanto aventi l'effetto di restringere, impedire o falsare in modo consistente il gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale, e perciò atte ad escludere il diritto del cliente ad una scelta tra prodotti in concorrenza), costituisce, alla luce della recente giurisprudenza di legittimità di cui alla sentenza della Cassazione n. 29810/2017, circostanza idonea per l’accoglimento della richiesta di sospensione della esecutività della sentenza di primo grado. (Matteo Nerbi) (Paolo Martini) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 18 Luglio 2018.


Contratto di garanzia stipulato tra banca e persone fisiche - Qualità di consumatore - Accertamento - Criteri
Ai fini dell'applicabilità della tutela del consumatore al garante-fideiussore, è irrilevante l'oggetto del contratto, dovendosi invece avere riguardo alla qualità del contraente, valutando se egli abbia agito o meno nell'ambito della sua attività professionale e se si trovi in una situazione di inferiorità rispetto al professionista sia con riferimento alla trattativa che all'informazione.

Tale situazione di inferiorità può verificarsi nell'ambito del contratto di garanzia stipulato tra una banca e la persona fisica dovendosi dunque verificare in concreto la qualità in cui questa ha agito stipulando la garanzia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 27 Giugno 2018.


Fideiussione – Clausole frutto di intese restrittive della concorrenza – Nullità – Fatto estintivo o modificativo sopravvenuto – Esclusione

Fideiussione – Clausole frutto di intese restrittive della concorrenza – Nullità – Competenza della sezione specializzata in materia di impresa

Il recente intervento della Corte di Cassazione in relazione ai contratti di fideiussione contenenti clausole frutto di intese restrittive della concorrenza (e, conseguentemente, invalidi per violazione della l. 287 del 1990) non costituisce un fatto estintivo o modificativo sopravvenuto alla formazione del titolo esecutivo giudiziale che possa essere dedotto a sostegno della opposizione all’esecuzione, in quanto il citato intervento della Corte ha valenza meramente ricognitiva del principio di diritto ivi statuito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La questione della nullità del contratto di fideiussione contenente clausole frutto di intese restrittive della concorrenza in violazione della l. 287 del 1990 è di competenza della sezione specializzata in materia di impresa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 19 Giugno 2018.


Sospensione provvisoria esecutorietà decreto ingiuntivo – Fideiussione – Nullità – Normativa antitrust
Il mutamento giurisprudenziale di cui alla sentenza della Cassazione n. 29810 del 2017, che sancisce la nullità delle fideiussioni omnibus quando dalla loro conformità al modello ABI ne derivi una violazione della normativa antitrust, costituisce circostanza idonea per l’accoglimento della richiesta di sospensione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo opposto in relazione alla posizione dei fideiussori. (Paolo Porena) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 05 Giugno 2018.


Consumatore - Persona fisica che presta fideiussione in favore della società commerciale - Foro del consumatore - Applicabilità - Condizioni - Assenza di collegamenti funzionali con la società - Sufficienza - Accessorietà dell’obbligazione di garanzia - Irrilevanza - Rapporto di mera parentela - Irrilevanza
In base alla condivisibile giurisprudenza comunitaria, nonostante la natura accessoria dell’obbligazione di garanzia rispetto all’obbligazione principale, la persona fisica che presta fideiussione per le obbligazioni assunte da una società commerciale deve essere considerata “consumatore” ai sensi e per gli effetti della relativa normativa di matrice comunitaria qualora, al momento della sottoscrizione della fideiussione, non abbia collegamenti funzionali con la società stessa, quali incarichi di amministrazione o partecipazioni non trascurabili nel capitale sociale, a nulla rilevando, invece, meri rapporti di parentela con amministratori o soci. (Mauro De Rossi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 22 Maggio 2018.


Procedimento per decreto ingiuntivo - Opposizione - Clausola derogativa di competenza - Eccezione incompetenza territoriale - Sussiste - Nullità del decreto ingiuntivo
Nel caso in cui, col contratto di apertura di credito in conto corrente, le parti abbiano sottoscritto la clausola di deroga al foro generale di competenza, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, in accoglimento dell’eccezione preliminare formulata dall’opponente, va dichiarata l’incompetenza territoriale del giudice (diverso da quello del luogo indicato nella clausola contrattuale) adito dalla banca in sede monitoria con conseguente declaratoria di nullità del decreto medesimo (Nel caso di specie, l’eccezione di incompetenza territoriale era stata formulata sia dalla ditta correntista sia dal fideiussore persona fisica, entrambi opponenti). (Roberto Di Napoli) (riproduzione riservata) Tribunale Foggia, 11 Aprile 2018.


Nullità della fideiussione omnibus conforme allo schema ABI vietato Tasso di mora usurario – Nullità assoluta rilevabile d’ufficio in qualsiasi stato e grado e quindi anche in secondo grado – Sufficienza di un mera contestazione generica
È viziato da nullità assoluta il contratto di fideiussione che sia una riproduzione fedele dello schema contrattuale relativo alla fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie predisposto dall’ABI. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Appello Bari, 21 Marzo 2018.


Opposizione a cartella esattoriale emessa ai sensi dell'art. 9 del D. Lgs. 123/98 nei confronti del fideiussore di un finanziamento erogato ex L. 662/96 – Sospensione dell'efficacia esecutiva per gravi motivi
Va sospesa per gravi motivi l'efficacia esecutiva della cartella esattoriale emessa dall'Agente di Riscossione su incarico del MedioCredito Centrale S.p.A., ai sensi dell'art. 9 del D. Lgs. 123/98, nei confronti del fideiussore di impresa che abbia beneficiato di finanziamento per il consolidamento di passività pregresse assistito dalla garanzia ex l. 662/96; nel disciplinare il ricorso eccezionale alla riscossione esattoriale, l'art. 9 del D. Lgs 123/98 fa invero riferimento alla diversa fattispecie della restituzione coattiva di finanziamenti pubblici per fatti addebitabili alla parte beneficiaria e non menziona il garante. (Daniele Nacci) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 10 Gennaio 2018.


Opposizione a decreto ingiuntivo – Eccezione incompetenza territoriale fideiussione – Foro del consumatore – Applicabilità Foro Consumatore a persona fisica che presta fideiussione in favore di società commerciale – Sussistenza
La normativa introdotta con la Direttiva 93/13/CEE (trasposta in Italia negli articoli 33 e seguenti del d.lgs. 206/2005, cd. “codice del consumo”) è applicabile anche in relazione ai contratti accessori, quale appunto la fideiussione, dovendosi accertare l’applicabilità della Direttiva in concreto e con riferimento alla qualità dei contraenti. In particolare sarà applicabile la normativa del consumatore nel caso di una persona fisica che abbia garantito l’adempimento delle obbligazioni di una società commerciale con la quale non abbia collegamenti funzionali quali l’amministrazione o una partecipazione non trascurabile al suo capitale sociale. (Alessandro Frigerio) (riproduzione riservata) Tribunale Sondrio, 20 Dicembre 2017.


Contratti bancari – Garanzie – Fideiussione – Liberazione del fideiussore per obbligazione futura – Fideiussore amministratore della debitrice – Esclusione
La mancata richiesta di autorizzazione ai sensi dell’art. 1956 c.c. non può configurare una violazione contrattuale liberatoria se la conoscenza delle difficoltà economiche in cui versa il debitore principale è comune, o dev’essere presunta tale, come nell’ipotesi in cui debitrice sia una società nella quale il fideiussore ricopre la carica di amministratore o comunque la ricopriva al momento del rilascio della fideiussione. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 19 Dicembre 2017.


Contratti bancari – Garanzie – Fideiussione – Deroga alle azioni del creditore verso il debitore principale entro sei mesi – Validità
E’ valida ed efficace, perché rientrante nella disponibilità delle parti, la clausola contenuta in una fideiussione secondo la quale “i diritti derivanti all’azienda di credito dalla fideiussione restano integri fino s totale estinzione di ogni altro suo credito verso il debitore, senza che essa sia tenuta ad escutere il debitore o il fideiussore medesimi o qualsiasi altro coobbligato o garante entro i termini previsti dall’art. 1957 c.c., che si intende derogato”. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 19 Dicembre 2017.


Concorrenza – Normativa antitrust – Art. 2 legge 287 del 1990: divieto di intese restrittive della concorrenza – Schema del contratto di fideiussione “a garanzia delle operazioni bancarie” (c.d. fideiussione omnibus) predisposto dall’ABI – Applicazione uniforme delle clausole di “reviviscenza”, “sopravvivenza” e rinuncia ai termini di cui all’art. 1957 c.c. contenute nello schema – Contrasto con l’art. 2 legge 287 del 1990 – Accertamento da parte dell’Autorità Garante (Banca d’Italia) – Contratti di fideiussioni omnibus che contengono tali clausole – Nullità – Affermazione
Sono nulle le fideiussioni prestate a garanzia delle operazioni bancarie (c.d. fideiussioni omnibus) conformi allo schema di contratto predisposto dall’ABI (in via segnata, alla luce del provvedimento n. 55 del 2 maggio 2005 di Banca d’Italia, le fideiussioni che contengono la sostanza delle seguenti clausole: «il fideiussore è tenuto a rimborsare alla banca le somme che dalla banca stessa fossero state incassate in pagamento di obbligazioni garantite e che dovessero essere restituite a seguito di annullamento, inefficacia o revoca dei pagamenti stessi, o per qualsiasi altro motivo»; «qualora le obbligazioni garantite siano dichiarate invalide, la fideiussione garantisce comunque l’obbligo del debitore di restituire le somme allo stesso erogate»; «i diritti derivanti alla banca dalla fideiussione restano integri fino a totale estinzione di ogni suo credito verso il debitore, senza che essa sia tenuta ad escutere il debitore o il fideiussore medesimi o qualsiasi altro coobbligato o garante entro i tempi previsti, a seconda dei casi, dall’art. 1957 cod. civ., che si intende derogato»). (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Dicembre 2017.


Concorrenza – Normativa antitrust – Art. 2 legge 287 del 1990: divieto di intese restrittive della concorrenza – Schema del contratto di fideiussione “a garanzia delle operazioni bancarie (c.d. fideiussione omnibus) predisposto dall’ABI – Applicazione uniforme delle clausole di “reviviscenza”, di “sopravvivenza” e rinuncia ai termini di cui all’art. 1957 c.c. – Contrasto con l’art. 2 legge 287 del 1990 – Accertamento da parte dell’Autorità Garante (Banca d’Italia) – Valore solo ricognitivo – Dichiarazione di nullità dei contratti di fideiussione omnibus che contengono tali clausole stipulati prima dell’accertamento – Ammissibilità
Non sono esclusi dall’accertamento della nullità ai sensi dell’art. 2, co. 3, legge 287/1990 i contratti che costituiscono applicazione “a valle” di un’intesa anticoncorrenziale vietata dall’art. 2 legge 287/1990 per il solo fatto di essere stati stipulati anteriormente al riconoscimento dell’illiceità dell’intesa da parte dall’Autorità Garante (nel caso di specie, la Corte ha affermato che un contratto di fideiussione omnibus conforme allo schema ABI è da dichiararsi nullo, anche se stipulato prima del provvedimento di Banca d’Italia che rinviene un’intesa restrittiva della concorrenza nell’applicazione uniforme di alcune clausole dello schema stesso). (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Dicembre 2017.


Fidejussione cd. omnibus – Liberazione del fideiussore ex art.1956 c.c. – Imperatività della norma – Rinuncia preventiva al diritto da parte del fideiussore – Nullità – Rinuncia operata dal fideiussore-legale rappresentante della società debitrice – Validità

Concessione di nuovo credito per azzeramento di precedente esposizione debitoria – Ammontare pressoché identico – Operatività dell’art.1956 c.c. – Esclusione

Il rilievo che l’art. 1956 c.c. sia una speciale applicazione del precetto generale della buona fede nell’esecuzione del rapporto ha indotto i migliori interpreti a configurarne il precetto come imperativo e quindi inderogabile dalla volontà delle parti del contratto.
Non solo, ma ammettere una rinunzia preventiva, con apposita clausola contrattuale, anche se rispettosa della forma prescritta per le clausole vessatorie, avrebbe implicato la previsione di una clausola di esonero da responsabilità per colpa grave a favore della banca e quindi in dispregio del disposto pure imperativo ex art. 1229 c.c.: e non ci sarebbe alcun dubbio che sarebbe in colpa grave la banca che avesse elargito credito ad un debitore in cattive acque.
In ogni caso il II comma dell’art. 1956 esclude espressamente la validità di una rinunzia preventiva da parte del fideiussore ad avvalersi della liberazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Solo se la persona del fideiussore coincide con la persona del legale rappresentante della società di capitali, la S.C. ha escluso l’operatività dell’art.1956 c.c.; ma l’esclusione si spiega per il fatto che la persona fisica del legale rappresentante della società debitrice chiedendo l’ulteriore credito implicitamente finiva con l’autorizzare, anche nella veste di fideiussore, e quindi in proprio, la concessione di nuovo credito.
L’operatività dell’art.1956 c.c. è tuttavia esclusa dalla mancata l’insorgenza di una più ampia esposizione debitoria per effetto della nuova obbligazione. [Nella fattispecie, il nuovo credito aveva permesso alla debitrice di rientrare dall’esposizione debitoria precedente senza sostanzialmente mutarne l’ammontare.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 12 Settembre 2017.


Fideiussione – Termine per escussione – Efficacia atto unilaterale recettizio – Decadenza
Nel caso in cui una decadenza sia legalmente o contrattualmente connessa al compimento di un atto unilaterale recettizio, essa potrà compiersi solo nel caso in cui il termine fissato per il compimento dell’atto sia decorso al momento del suo invio, qualora la legge o la clausola contrattuale non prevedano espressamente che entro il termine decadenziale l’atto debba pervenire nella sfera giuridica del destinatario; in quest’ultima ipotesi, in deroga alla regola generale, è la stessa legge o la volontà delle parti ad ancorare l’effetto decadenziale alla ricezione dell’atto, sicchè l’effetto estintivo non dipende dall’attività del mittente bensì dal prodursi degli effetti dell’esercizio del diritto nella sfera del destinatario. (Lorenzo Del Giudice) Tribunale Reggio Calabria, 30 Giugno 2017.


Contratti di garanzia - Fideiussione - Limite del rischio del fideiussore - violazione del dovere di buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto - Eccezione opponibili - Applicabilità
Nelle garanzie autonome non è esclusa l'operatività del principio della buona fede, quale fonte integrativa degli effetti degli atti di autonomia privata, in virtù del quale deve ritenersi giustificato il rifiuto del pagamento, qualora esistano prove evidenti del carattere fraudolento (o anche solo abusivo) della richiesta del beneficiario.

Tale rifiuto non rappresenta una mera facoltà, ma un dovere del garante, il quale è legato al debitore principale da un rapporto di mandato, che è tenuto ad adempiere con diligenza e secondo buona fede, con la conseguenza che l'accoglimento della richiesta di pagamento avanzata dal beneficiario in presenza di prove evidenti della sua pretestuosità preclude al garante la possibilità di agire in rivalsa nei confronti del debitore principale.

Il garante autonomo -diligentemente adempiendo al mandato che lo legava al debitore principale- avrebbe dovuto fare quanto in suo potere per evitare il pagamento degli ingiusti accessori (quali interessi di mora, aggi, altre spese) e quindi impugnare tempestivamente la cartella esattoriale per mancato rispetto delle forme dell’escussione.

Il mancato rispetto della forma dell’escussione -il cui chiaro testo della polizza è prova liquida della non doverosità e quindi dell’abusività- preclude il regresso per tutte quelle somme esondanti il debito capitale e che sono state oggetto di escussione palesemente illegittima, non dovuta e per questo abusiva. (Gianluca De Lucia) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14 Marzo 2017.


Opposizione a decreto ingiuntivo – Garanti opponenti – Eccezione di nullità del contratto garantito – Legittimazione – Fideiussione e contratto autonomo di garanzia – Criteri distintivi
L’identità dell’obbligazione gravante sul fideiussore rispetto a quella gravante sul garantito esclude che possa configurarsi un contratto autonomo di garanzia.

In caso di garanzia prestata a titolo gratuito difetta un ulteriore elemento proprio dei contratti autonomi di garanzia.

La clausola che estende la garanzia all’obbligo di restituzione delle somme erogate presuppone che la garanzia sia influenzata dalla declaratoria di invalidità delle obbligazioni garantite, con la conseguenza che non può essere considerata autonoma.

La clausola che prevede la propagazione della decadenza dal beneficio del termine al fideiussore è segno di mancanza di autonomia e separatezza tra obbligazione principale e obbligazione dei garanti.

La qualificazione dei contratti quali fideiussione, se non rappresenta un elemento decisivo, posto che ciò che occorre prendere in considerazione è soprattutto il contenuto del contratto, costituisce pur sempre un elemento di interpretazione, tra l’altro a favore del garante, ai sensi dell’art. 1370 c.c., trattandosi di garanzie prestate su moduli predisposti dalla banca.

L’uso di espressioni quali 'a prima richiesta' 'a semplice richiesta scritta' e consimili non è considerato decisivo ai fini della qualificazione delle garanzie in termini di contratti autonomi di garanzia, potendo tali espressioni stare a significare che le parti hanno corredato la fideiussione della clausola del solve et repete senza che sia preclusa al garante la possibilità di far valere la nullità della garanzia ovvero dell’obbligazione garantita. (Armida Dal Bo) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 29 Dicembre 2016.


Fideiussione - Cofideiussori pro quota - Interpretazione - Rilevanza esterna o interna della limitazione alla quota - Cancellazione dell’iscrizione in centrale rischi - Fattispecie
Nell’ipotesi di fideiussione rilasciata da più soggetti pro quota, al fine di stabilire se ogni garante debba o meno rispondere dell’intera obbligazione, occorre esaminare se la limitazione alla quota prevista in contratto faccia venir meno la solidarietà dei singoli cofideiussori verso il creditore ovvero abbia rilevanza meramente interna tra i coobbligati.

(Nel caso di specie, il Tribunale ha respinto la richiesta dei garanti volta ad ottenere la cancellazione dell’iscrizione in centrale rischi di ciascuno di loro per l’intero importo garantito.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 14 Luglio 2016.


Foro del consumatore – Fidejussione in materia di rapporti bancari – Applicabilità – Assenza di collegamento con attività di impresa o professionale – Codice del Consumo – Direttiva 93/13/CEE
La persona fisica che si impegna a garantire le obbligazioni che una società commerciale o un professionista abbiano contratto nei confronti di un istituto bancario in base a un contratto di credito può essere considerata un «consumatore» ai sensi dell'articolo 2, lettera b), della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, con conseguente applicazione del c.d. Codice del Consumo e, dunque, competenza inderogabile del foro del consumatore. (Franco Stefanelli) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 23 Febbraio 2016.


Fideiussione – Conflitto di interessi – Annullabilità ex art. 1394 c.c. – Garanzia prestata da società per importo superiore al capitale sociale – Sottoscrizione capitale sociale società garantita – Irrilevanza – Eterogeneità oggetto sociale società garantita – Illiceità fideiussione
È annullabile ex art. 1394 c.c., in quanto rilasciata in conflitto di interessi, la fideiussione prestata da una società in favore di una banca per un importo notevolmente superiore al proprio capitale sociale e che sia stata sottoscritta per garantire un ingente debito contratto da altra società. Il conflitto di interessi non è escluso dalla circostanza che la società garante abbia sottoscritto il capitale sociale della società garantita. E tanto perché la predetta circostanza non è giustificativa del fatto che la garante abbia accettato di assumere su di sé, per lo più gratuitamente, una posta debitoria di entità tale da compromettere la propria stabilità economico-finanziaria. Ciò vale a maggior ragione se la società garantita ha diverso scopo sociale rispetto a quello della garante e l’oggetto sociale della società garante preveda che la partecipazione ad altre imprese o società sia possibile solo a condizione che queste abbiano scopo sociale analogo al proprio. Invero, in tal caso viene in rilievo un’ulteriore ragione di illiceità della concessa fideiussione, in quanto la stessa risulterebbe fondata su una partecipazione societaria contrastante con lo statuto. (Roberto Cicerone) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 10 Febbraio 2016.


Contratto di garanzia immobiliare o di fideiussione stipulato tra persona fisica e banca a garanzia di obbligazioni contratte da una società commerciale - Disciplina clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori - Applicabilità - Limiti
Gli articoli 1, paragrafo 1, e 2, lettera b), della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, devono essere interpretati nel senso che tale direttiva può essere applicata a un contratto di garanzia immobiliare o di fideiussione stipulato tra una persona fisica e un ente creditizio al fine di garantire le obbligazioni che una società commerciale ha contratto nei confronti di detto ente in base a un contratto di credito, quando tale persona fisica ha agito per scopi che esulano dalla sua attività professionale e non ha alcun collegamento di natura funzionale con la suddetta società. Corte Giustizia UE, 19 Novembre 2015.


Diritto del cliente e del fideiussore alla consegna dei documenti bancari ex art 119 TUB – Ratio ed oggetto della norma – Decreto ingiuntivo consegna documentazione bancaria
Il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativa, oltre che nel citato art 119 tub, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto, scolpito nell'art 1375 cc

Identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all'ipotesi di proposizione dell'istanza ex art 119 IV co TUB da parte del garante (…). Tale diritto risulta, altresì, intimamente connesso alla natura stessa della garanzia fideiussoria (…) non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell'art 119 IV co TUB nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 08 Ottobre 2015.


Fideiussione – Debitore principale società – Fideiussore persona fisica - Tutela del consumatore – Inapplicabilità

Fideiussione – Debitore principale società – Fideiussore persona fisica socio della debitrice – Tutela del consumatore – Inapplicabilità

In presenza di un contratto di fideiussione, è all'obbligazione garantita che deve riferirsi il requisito soggettivo della qualità di consumatore ai fini dell'applicabilità della specifica normativa in materia di tutela del consumatore, attesa l'accessorietà dell'obbligazione del fideiussore rispetto all'obbligazione garantita, con la conseguenza che non è applicabile alla persona fisica fideiussore di una società detta normativa. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)

La normativa di protezione del consumatore non si applica al socio che svolga attività rilevante nell’ambito dell’impresa la cui obbligazione è garantita dal medesimo socio-fideiussore. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 26 Giugno 2015.


Ricorso monitorio consegna documentazione bancaria art 119 TUB - Legittimazione del fideiussore - Consegna documenti
Non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore.

Si è ulteriormente precisato come l’art.119 Tub debba essere interpretato alla luce della sua ratio ispiratrice, che è quella di permettere al correntista di verificare la corrispondenza tra le condizioni economiche normative cristallizzate nel contratto e quanto compiuto dalla banca durante l’esecuzione del rapporto (…); neppure appare, in tale ipotesi, necessario che siano rese note le ragioni per le quali la richiesta è avanzata, atteso che il diritto previsto dal quarto comma dell’art.119 Tub si configura come un diritto sostanziale, (…); che il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativo, oltre che nel citato art.119 TUB, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto,scolpito nell’art.1375 c.c. (…); identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all’ipotesi di proposizione dell’istanza ex art. 119, IV co., T.U.B. da parte del garante e ciò in quanto, dal momento stesso della costituzione della garanzia, sorge tra il fideiussore ed il creditore garantito un rapporto diretto e comunque qualificato, anche alla luce del fatto che il garante è soggetto potenzialmente destinatario degli effetti del rapporto garantito (…); non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 13 Aprile 2015.


Fideiussione - Confideiussione pro-quota - Solidarietà in caso di inadempimento di uno dei fideiussori - Condizioni.
Nella fideiussione rilasciata in favore di una banca da più persone pro-quota per un medesimo debitore e a garanzia di un medesimo debito, la quota del fideiussore inadempiente (nella fattispecie perché fallito) non va ad accrescere proporzionalmente quelle degli altri fideiussori ove, in presenza di un testo contrattuale che nelle condizioni generali, in deroga all’automaticità prevista dall’art. 1946 c.c., preveda che il principio di solidarietà tra i fideiussori opera solo qualora espressamente richiamato nella lettera di rilascio della fideiussione, tale documento non contenga menzione alcuna di detta solidarietà tra fideiussori pro-quota. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16 Aprile 2014.


Fideiussione – Condizione sospensiva – Commissioni.

Fideiussione – Condizione sospensiva – Rapporto interno.

L’avverarsi della condizione sospensiva cui l’impegno fideiussorio della banca è subordinato fa sorgere, in capo all’intermediario, il rischio effettivo di dover adempiere agli obblighi assunti con la prestazione della garanzia. È da tale momento, pertanto, che il cliente è tenuto a corrispondere le commissioni pattuite quale remunerazione per il suddetto rischio, distinte dai costi di emissione e rinnovo della garanzia (da corrispondere a fronte della mera emissione del documento). (Livia Franco) (riproduzione riservata)
 
Quando l’efficacia della fideiussione è subordinata alla sospensione della provvisoria esecutività di una sentenza di primo grado, tale condizione è ritenersi avverata anche se la Corte d’Appello -  pur in presenza di una sospensione della sentenza di primo grado - non impone né il rilascio di una fideiussione a favore del creditore, né altra cauzione. (Livia Franco) (riproduzione riservata) ABF Milano, 21 Marzo 2014, n. 1716.


Rapporti bancari - Concessione di finanziamenti al debitore in condizioni di gravi difficoltà economiche confidando nella solvibilità del fideiussore - Violazione degli obblighi generici e specifici di correttezza di buona fede.

Contratti di garanzia - Fideiussione - Limite del rischio del fideiussore - Dovere dell'istituto di credito di comportarsi secondo buona fede nell'esecuzione del contratto di garanzia - Esclusione dalla copertura fideiussoria delle anticipazioni accordate dalla banca al debitore principale in violazione del dovere di solidarietà contrattuale e del principio di buona fede.

Mutuo fondiario - Mutuo stipulato per estinguere debiti preesistenti - Nullità per difetto di causa in concreto.

Incorre nella violazione degli obblighi generici e specifici di correttezza e di buona fede contrattuale la banca che concede finanziamenti al debitore pur conoscendone le gravi difficoltà economiche ma confidando nella solvibilità del fideiussore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il limite della estensione del rischio del fideiussore è rappresentato dall'assoggettamento dell'istituto di credito al dovere di comportamento secondo il canone di buona fede nell'esecuzione del contratto di garanzia, dovendosi conseguentemente escludere dalla copertura fideiussoria le anticipazioni accordate dalla banca al debitore principale in violazione del dovere di solidarietà contrattuale, nella cui osservanza, durante l'esecuzione della garanzia, trova realizzazione il principio di buona fede. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

È affetto da nullità, siccome carente di causa in concreto, il mutuo che venga erogato non per finanziare il richiedente mettendo a disposizione del medesimo la somma oggetto del contratto, bensì per estinguere preesistenti debiti del mutuatario verso la banca mutuante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 07 Marzo 2014.


Conto corrente – Apertura di credito in genere – Fideiussione – Buona fede contrattuale – (Liberazione del fideiussore).
In un rapporto di conto corrente e apertura di credito in genere, la Banca creditrice non deve richiedere al fideiussore la speciale autorizzazione di cui all’art. 1956, comma 1, c.c. per fornire nuovo credito al debitore, qualora possa ragionevolmente presumersi che lo stesso avesse conoscenza concreta ed effettiva delle mutate condizioni patrimoniali della debitrice e del loro progressivo deterioramento, poiché tale conoscenza fa venire meno qualsiasi esigenza di tutela del fideiussore, rendendo conseguentemente inapplicabile l’istituto dell’art. 1956 c.c. Fondano tale ragionevole presunzione tutte quelle situazioni in ragione delle quali deve escludersi che il fideiussore fosse soggetto stricto sensu terzo rispetto alla società debitrice (esemplificativamente quando il fideiussore riveste la qualità di socio della società debitrice e/o di amministratore della stessa etc.). (Dario Finardi) (riproduzione riservata)

Il fideiussore per avvalersi della tutela di cui all’art. 1956 c.c., deve essere meritevole della stessa essendo pertanto gravato di un duplice onus probandi: sia del requisito oggettivo della concessione da parte della creditrice, di nuovo credito al debitore, sia del requisito soggettivo della consapevolezza della creditrice del significativo peggioramento della condizione patrimoniale del debitore. Non può considerarsi raggiunta dal fideiussore la prova del requisito soggettivo, quando i dati dallo stesso forniti sono equivoci, ovvero permettono solo di capire che la creditrice conosceva la tensione finanziaria della debitrice. Di tal ché nell’ambito di un rapporto pluriennale di conto corrente e apertura di credito, la prosecuzione dello stesso da parte della Banca, continuando a mantenere a favore del correntista la somma convenuta, non è contrario a buona fede (essendo per altro un obbligo contrattuale) e parimenti la conoscenza della Banca di alcuni insoluti del debitore non è elemento sufficiente per revocare il rapporto. La concessione di nuovo credito da parte del creditore ai sensi dell’art. 1956 c.c. assume rilevanza rispetto alla liberazione del fideiussore, soltanto nei casi in cui si traduca in una violazione del dovere di solidarietà contrattuale gravante sul creditore, nella cui osservanza trova realizzazione l’obbligo del creditore di comportarsi secondo il canone della buona fede nell’esecuzione del contratto di garanzia. (Dario Finardi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 10 Settembre 2013.


Contratto autonomo di garanzia e fideiussione a prima richiesta - Sequestro Giudiziario - Esclusione.
La richiesta di sequestro giudiziario del documento contenetene una fideiussione a prima richiesta stipulata tra il ricorrente ed un istituto di credito (terzo) non può trovare accoglimento poiché il contratto autonomo di garanzia è caratterizzato dall’assenza di una controversia accessoria necessaria per il vincolo di strumentalità tra la misura cautelare reale richiesta ed il giudizio di merito. (Nel caso di specie, l'obbligazione della banca garante è del tutto autonoma rispetto all'obbligo principale di prestazione, essendo qualitativamente diversa da quella garantita e non necessariamente sovrapponibile ad essa. L’assenza di accessorietà sarebbe svilita dall’ammissibilità di una misura cautelare tesa a paralizzare proprio quel risultato che costituisce la ratio dell’istituto) (negli stessi termini, Ord. Trib Lecce, Sezione Distaccata di Tricase, Antonazzo-Solera del 7 marzo 2012; Ord. Trib Prato 30 maggio 2011, RG 8/11, inedite). (Gabriele Positano) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 25 Ottobre 2012.


Fideiussione - Durata - Correlazione all'integrale adempimento dell'obbligazione principale - Termine di prescrizione dell'azione del creditore nei confronti del fideiussore.
Nell’ipotesi in cui la durata di una fideiussione sia correlata non alla scadenza dell’obbligazione principale, ma al suo integrale adempimento, l’azione del creditore nei confronti del fideiussore non è soggetta al termine di decadenza previsto dall’articolo 1957 c.c.. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 18 Ottobre 2012.


Garanzie - Fideiussione - Deroga alla norma dell’art. 1957 - Clausola.
La clausole per cui «i diritti derivanti alla banca dalla fideiussione restano integri fino a totale estinzione di ogni suo credito verso il debitore» principale importa deroga alla tutela del fideiussore, come disposta dall’art. 1957 c.c.. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 12 Ottobre 2012.


Diritto bancario – Exceptio doli – Eccezione – Cause legittimanti.
L’exceptio doli, strumento disposizione della banca per bloccare l’incasso della garanzia, si legittima ove sussistano prove evidenti e sicure della mala fede del beneficiario, ovvero nell’ipotesi in cui la richiesta di escussione risulti prima facie abusiva o fraudolente. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 14 Maggio 2012.


Fideiussione – Accessorietà – Contratto principale – Risoluzione giudiziale – Inefficacia di riflesso.
In applicazione della regola simul stabunt simul cadent, la fideiussione bancaria rilasciata a garanzia del pagamento previsto da un contratto di fornitura di un prefabbricato giudizialmente risolto, deve considerarsi priva di efficacia. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 14 Maggio 2012.


Fideiussione bancaria - Pagamento su semplice richiesta - Natura di contratto autonomo di garanzia.
Appartiene al genere dei contratti autonomi di garanzia la fideiussione bancaria contenente clausola che obbliga la banca al pagamento dell'importo garantito su semplice richiesta scritta del creditore, a mezzo raccomandata r.r., rimossa ogni eccezione anche in ordine al rapporto sottostante. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Dicembre 2011.


Contratto autonomo di garanzia - Esclusione - Inibitoria - Ricorso d'urgenza - Chiusura delle linee di credito - Periculum in mora - Esclusione.
Non è ravvisabile il c.d. periculum in mora idoneo a giustificare l'inibitoria dell'escussione di un contratto autonomo di garanzia nel pericolo di chiusura delle linee di credito di cui gode il debitore, potendo ciò verificarsi solo quale conseguenza della segnalazione del debitore ricorrente presso la Centrale Rischi della Banca d'Italia, segnalazione che può essere evitata attraverso il pagamento degli importi in contestazione. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Dicembre 2011.


Garanzie – Fideiussione – Applicazione della disciplina dell’art. 1956 c.c. – Fattispecie di fideiussore che cessa di essere socio della società debitrice – Ricorrenza.

La mancata richiesta, da parte della banca garantita, della speciale autorizzazione prevista dalla norma dell’art. 1956 c.c. comporta la liberazione del fideiussore, se questi ha nel frattempo alienato la partecipazione prima posseduta nella società debitrice principale. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò)

ABF Napoli, 18 Aprile 2011, n. 801.


Garanzie – Fideiussione – Fattispecie di cui all’art. 1956 c.c. – Onere della prova dell’avvenuto peggioramento delle condizioni patrimoniali del debitore principale – In capo al fideiussore.
Il fideiussore, che sostiene la propria liberazione per non essere stato richiesto di autorizzare l’ulteriore finanziamento concesso al debitore principale, è onerato della prova del sopravvenuto peggioramento delle condizioni patrimoniali di quest’ultimo. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Roma, 07 Febbraio 2011, n. 253.


Garanzie – Fideiussione – Per ogni credito verso il debitore principale – E senza interpello preventivo – Validità.
Se viene precisato l’ammontare massimo della somma per la quale la garanzia viene assunta, è valida la fideiussione prestata per qualunque credito nei confronti del debitore principale e in rapporto a qualsiasi genere di operazione, pure in mancanza di preventivo interpello del fideiussore da parte della banca garantita. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 11 Gennaio 2011, n. 43.


Fideiussione rilasciata alla banca dal padre a garanzia di tutte le obbligazioni del figlio - Previsione di solidarietà e indivisibilità dell'obbligazione fideiussoria nei confronti dei successori ed aventi causa del fideiussore - Successivo mutuo con garanzia ipotecaria di beni in precedenza donati dal padre al figlio - Illiceità della fideiussione ai sensi dell'articolo 1344 c.c. costituendo la stessa il mezzo per eludere l'applicazione della norma imperativa di cui all'articolo 549 c.c. - Sussistenza.
È nulla per illiceità della causa (art. 1344 c.c.) la fideiussione rilasciata alla banca dal padre a garanzia di tutte le obbligazioni del figlio, la quale preveda la solidarietà ed indivisibilità dell'obbligazione fideiussoria nei confronti dei successori ed aventi causa dal fideiussore e venga rilasciata poco prima dell’erogazione al figlio, da parte della stessa banca, di un finanziamento, di importo pari alla fideiussione, garantito da ipoteca sui beni in precedenza donati dal padre al figlio. Detta fideiussione è, infatti, in contrasto con la norma imperativa di cui all'art. 549 c.c., in quanto avrebbe l’effetto di dissuadere il legittimario erede dal promuovere l'azione di riduzione, posto che l'incremento patrimoniale che deriverebbe dal vittorioso esperimento di detta azione sarebbe vanificato dal debito portato dall'obbligazione di garanzia. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 30 Novembre 2010.


Responsabilità della banca - Fideiussione - Escussione del garante - Diligenza, correttezza e buona fede - Violazione - Sussistenza.

Responsabilità della banca - Adempimento delle obbligazioni - Diligenza dell'operatore qualificato - Necessità.

E' contrario ai principi di diligenza, correttezza e buona fede il comportamento della banca che avendo concordato con due società cui aveva revocato gli affidamenti un graduale rientro delle esposizioni, dopo aver constatato il mancato rispetto del piano ed invitato i debitori principali ed i garanti all'immediato versamento del dovuto, ha proceduto, prima ancora di verificare l'avvenuta ricezione dell'invito al rientro da parte del garante e di notificare allo stesso l'ingiunzione di pagamento, ad iscrivere ipoteca legale sui beni del medesimo ed inviato alla Centrale Rischi della Banca d'Italia la relativa segnalazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il dovere di diligenza nell'adempimento delle obbligazioni imposto dall'art. 1176 cod. civ. deve essere letto con particolare rigore laddove una parte contrattuale sia un Istituto di Credito e ciò in considerazione della professionalità che è legittimo pretendere da coloro che gestiscono la raccolta del risparmio e l'esercizio del credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 06 Aprile 2006.