Massimario di Diritto Bancario


Finanziamento finalizzato ad acquisto

Mutuo fondiario - Violazione del limite di finanziabilità - Conseguenze - Conoscenza della nullità
In tema di mutuo fondiario ex art. 38 TUB, la violazione del limite di finanziabilità comporta la riqualificazione del negozio in ordinario mutuo ipotecario, con esclusione quindi della disciplina speciale fondiaria e dei relativi “privilegi”, attraverso un’operazione di corretta sussunzione giuridica della concreta fattispecie negoziale.

In tema di conversione del contratto nullo, l’art. 1424 c.c. esclude la conversione solo in caso di conoscenza della nullità, nel senso che la volontà negoziale deve essere consapevolmente diretta ad un atto che si conosce già come radicalmente invalido ed improduttivo di effetti (nella specie, il Tribunale ha escluso che, in un contratto di mutuo fondiario concluso nell’anno 2006, potesse integrare conoscenza della nullità la semplice consapevolezza del superamento del limite di finanziabilità, in quanto mero elemento di fatto suscettibile di condurre ad una nullità virtuale affermata, secondo una data interpretazione di legittimità, a partire dal 2017)”. (Edoardo Staunovo-Polacco) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 16 Dicembre 2021.


Mutuo ipotecario – Rinegoziazione ex art. 41 bis d.l. 157/2019 – Immobili destinati a prima casa e oggetto procedura esecutiva – Diniego del creditore – Sospensione della procedura esecutiva – Valutazione del merito creditizio
Il giudice dell’esecuzione - che valuta congrua l’offerta formulata dal debitore ai sensi dell’art. 41 bis d.l. 157/2019, nel testo successivamente modificato ex legge n. 69/2021 (c.d. decreto sostegni) e concernente i «mutui ipotecari per l’acquisto di immobili destinati a prima casa e oggetto procedura esecutiva» - sospende senz’altro la procedura esecutiva, pur se il creditore dichiara di ritenere non congrua l’offerta che gli è stata rivolta.

In tale evenienza, il creditore è comunque tenuto a effettuare la valutazione del merito di credito prescritta dalla legge, all’esito della quale potrà accettare o meno la richiesta di rinegoziazione proveniente dal debitore, dovendo tuttavia motivare l’eventuale rifiuto. (Aldo Angelo Dolmetta) (Antonio Didone) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 30 Novembre 2021.


Contratti e operazioni bancarie in genere - Mutuo e finanziamento in genere - Art. 38 T.U.B.
Il Tribunale di Ancona, nel giudizio istaurato dal debitore di mutuo fondiario garantito da ipoteca nei confronti della banca e del cessionario del credito, nonché dell’Agenzia delle Entrate quale litisconsorte necessario, ha accertato la violazione dell’art. 38 TUB sul c.d. limite di finanziabilità dichiarando a riguardo come “La Suprema Corte ha ormai ripetutamente affermato […] che il rispetto del limite di finanziabilità è una norma imperativa di ordine pubblico, la cui violazione determina la nullità integrale del contratto in quanto norma posta a presidio di diritti indisponibili sottesi a superiori interessi pubblici, finalizzati a stimolare la mobilizzazione della proprietà immobiliare e ad agevolare le attività imprenditoriali”.

Inoltre, con riferimento alla determinazione del valore degli immobili offerti in garanzia per la concessione del mutuo in base al quale stimare il rispetto del limite di finanziabilità, lo stesso giudice ha precisato come “la valutazione va riferita all’epoca di stipula del contratto e che, secondo un consolidato orientamento della Suprema Corte il giudice deve tener conto del c.d. valore cauzionale che, secondo le indicazioni comunitarie e nazionali si sostanzia «nel prudente apprezzamento della futura negoziabilità dell’immobile» (Cfr. Cass. n. 11201/2018) […] Quindi, il valore cauzionale è quel valore che ci si attende ragionevolmente dal netto realizzo di una potenziale procedura esecutiva avente ad oggetto l’immobile ipotecato, tale da compendiare l’integrale soddisfacimento del credito finanziato, comprensivo del capitale erogato, degli interessi e dei costi di procedura”.

Per tali motivi il Tribunale di Ancona ha concluso dichiarando la nullità del mutuo fondiario stipulato tra le parti con cancellazione delle garanzie ipotecarie, e disponendo la conseguente ripetizione delle somme corrisposte da ciascuna parte. (Monica Mandico) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 11 Ottobre 2021.


Collegamento negoziale tra contratti di credito al consumo e contratti di acquisto – Sussistenza “ex lege” – Conseguenze – Necessità di riscontrare la volontà dei contraenti – Esclusione – Rilevanza di tale collegamento come “questio facti” – Insussistenza
Ai sensi degli artt. 121 e 124 del d.lgs. n. 385 del 1993, nel testo originario, applicabile "ratione temporis", tra i contratti di credito al consumo finalizzati all'acquisto di determinati beni o servizi ed i contratti di acquisto dei medesimi ricorre un collegamento negoziale di fonte legale, che prescinde dalla sussistenza di una esclusiva del finanziatore per la concessione di credito ai clienti dei fornitori; il giudice del merito, pertanto, in sede di accertamento non deve riscontrare la volontà dei contraenti, ma ha solo il compito di verificare le clausole del contratto di finanziamento e trarre le conseguenze, in concreto, dell'incidenza su di esso della dedotta assenza di un collegato contratto di compravendita, ovvero dell'impiego della somma mutuata per una finalità diversa da quella indicata in contratto e corrispondente a una della tipologie di impiego tassativamente previste dal legislatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 08 Luglio 2021, n. 19434.


Usura al momento dell’estinzione anticipata del finanziamento – Se si verifica a causa della mancata riduzione del costo complessivo del credito prevista da una clausola contrattuale non è “usura sopravvenuta” – Inclusione spese assicurative nel TEG – Cessione del quinto dello stipendio
Anche per i contratti di credito al consumo contro cessione del quinto dello stipendio ante 2010, il costo della polizza assicurativa deve essere incluso nel calcolo del TEG ai fini della verifica del tasso soglia.

In un contratto di credito al consumo per cessione del quinto estinto anticipatamente, qualora la finanziaria preveda ed applichi una clausola contrattuale che nega la restituzione pro quota delle commissioni in funzione della durata del contratto, può verificarsi l’applicazione di un tasso di interesse illegittimo (usurario) al momento dell’estinzione del contratto stesso, in quanto la formula del TEG -ai fini della verifica del tasso soglia- esprime intrinsecamente una dipendenza dalla variabile tempo (la diminuzione della durata del finanziamento, per avvenuta estinzione anticipata del prestito, non seguita da una corretta riduzione del costo complessivo del credito, causa un aumento del tasso realmente applicato).

In tal caso, il tasso usuraio viene determinato non da fattori esterni al rapporto ma da condizioni contrattuali poste in essere unilateralmente dalla mutuante al momento della stipula del contratto e, come tale, non potrà quindi qualificarsi come “usura sopravvenuta” con conseguente applicazione dell’art. 1815 comma 2 cc. (Fabrizio Sgandurra) (riproduzione riservata) Appello Torino, 16 Giugno 2021.


Contratti e operazioni bancarie in genere - Mutuo e finanziamento in genere - Art. 38 T.U.B.
Il Tribunale civile di Lecce, Sez. III civ., nel procedimento avente ad oggetto opposizione ad atto di precetto a mezzo del quale la banca mutuante intimava ai soggetti mutuatari opponenti il pagamento dell’importo dovuto per inadempimento del contratto di mutuo fondiario stipulato nel 2011, accoglie l’istanza degli attori/opponenti, per violazione da parte dell’istituto di credito dell’art. 38 T.U.B. sul limite di finanziabilità dell’acquisto del bene in relazione al suo valore. Il giudice di merito richiamando gli orientamenti della Cassazione in materia (Cass. Sez. I, sent. 13/07/2017 n. 17352; ib, Sez. I, ord. 09/05/2018 n. 11201; ib., Sez. II, sent. 28/06/2019 n. 17439) e sulla scorta della relazione tra la CTU accertante il valore commerciale e cauzionale dell’immobile dato in garanzia e dell’importo del contratto di finanziamento contestato, ha rilevato il superamento del limite di finanziabilità ex art. 38 T.U.B. determinato nella misura dell’80% dalla delibera CICR del 22/04/1995, statuendo la conseguente nullità del contratto di mutuo, e la sua insuscettibilità alla conversione in mutuo ipotecario stante la mancata proposizione di apposita domanda di parte ed a prescindere da ogni valutazione sulla ricorrenza dei presupporti per detta conversione (Cass. n. 11201/2018 cit.). (Monica Mandico) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 06 Maggio 2021.


Mutuo fondiario - Erogazione di somma eccedente il limite di cui all’art. 38 TUB - Conseguenze
L’erogazione, a titolo di mutuo, di una somma eccedente l’80% del valore del bene ipotecato può essere motivo di riqualificazione del mutuo fondiario in mutuo ipotecario ordinario, ma non anche motivo di nullità del contratto di mutuo e del conseguente negozio unilaterale collegato di concessione dell’ipoteca. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 15 Aprile 2021.


Mutuo di scopo convenzionale – Operazione di ripianamento a mezzo di nuovo debito – Natura di contratto di mutuo – Esclusione
L’attività di qualificazione dei negozi contrattuali rientra, tanto per quello che concerne l’individuazione della comune volontà quanto per la rilevanza qualificante degli elementi di fatto accertati dal giudice di merito, nell’ambito delle valutazioni consentite nel giudizio di legittimità.

La mera enunciazione, nel testo contrattuale, che il mutuatario utilizzerà la somma erogatagli per lo svolgimento di una data attività o per il perseguimento di un dato risultato non è per sé idonea a integrare gli estremi del mutuo di scopo convenzionale. Perché si configuri la fattispecie del mutuo di scopo convenzionale occorre, infatti, che lo svolgimento dell’attività dedotta o il risultato perseguito siano nel concreto rispondenti a uno specifico e diretto interesse anche proprio della persona del mutuante, che vincoli l’utilizzo delle somme erogate alla relativa destinazione.

Nel caso di mutuo di scopo convenzionale, il punto del necessario rispetto della destinazione delle somme erogate all’effettivo conseguimento dello scopo prefissato è assicurato sul piano dello svolgimento del sinallagma funzionale del rapporto, con la conseguenza che all’inadempimento del mutuatario seguirà la risoluzione del relativo contratto.

L’operazione di “ripianamento” di debito a mezzo di nuovo “credito”, che la banca già creditrice realizzi mediante accredito della somma su un conto corrente gravato di debito a carico del cliente, non integra gli estremi del contratto di mutuo, bensì quelli di una semplice modifica accessoria dell’obbligazione, come conseguente alla conclusione di un pactum de non petendo ad tempus. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)



Il sostituto Procuratore generale presso la Corte di cassazione aveva chiesto l’affermazione del seguente principio (conforme):

La frode a danno dei creditori (e, più in generale, dei terzi) non implica, di per sé sola, la nullità del contratto e degli atti attraverso i quali è realizzata, in quanto gli interessi dei creditori (e dei terzi) ricevono adeguata tutela nel meccanismo della revocatoria, ordinaria e fallimentare.

La nullità del contratto di mutuo costituente la fonte dell'obbligazione azionata può essere dichiarata ove lo stesso sia illecito nella causa per contrarietà a norme imperative di natura penale nel caso in cui la concessione di un nuovo differimento dell’esigibilità della prestazione possa essere considerato un mero tentativo di “mantenere in vita un’impresa decotta”.

La violazione dell’art. 67 l.fall., da considerarsi norma imperativa, mediante la reale e concreta utilizzazione strumentale di una nuova operazione creditizia per eludere il rigoroso trattamento riservato dalla legge alle garanzie reali costituite per debiti preesistenti non comporta necessariamente la nullità del contratto (o del complesso degli atti negoziali tra loro collegati) in ipotesi fraudolento, rivelandosi, invece, preferibile un approccio differenziato a seconda della disposizione che si pretende di volta in volta violata; approccio che può condurre non alla nullità del contratto, ma all’applicazione della normativa elusa, ovvero, nel caso di specie, all’applicazione del regime di cui al primo comma dell’art. 67 l. fall.

La deviazione della causa concreta del contratto da quella del mutuo di scopo determina la declaratoria di nullità dello stesso, una volta che sia dimostrato che la mutuataria non abbia utilizzato la somma perinvestimenti immobiliari” per cui era stato erogato il mutuo e che, come desumibile dall'estratto conto della debitrice, il relativo importo sia stato concretamente utilizzato per estinguere pregresse esposizioni debitorie.

La nullità dell’intera operazione e, in particolare, del mutuo ipotecario implica, il diritto del creditore alla restituzione di quanto corrisposto al debitore non a titolo di mutuo (di cui, appunto, è accertata la nullità), ma, inevitabilmente, quale indebito ex art. 2033 c.c. Di conseguenza, la mancata formulazione da parte della banca creditrice di una domanda, anche soltanto in via subordinata, in sede di ammissione allo stato passivo, a titolo di indebito ex art. 2033 c.c. determina la mancata ammissione del corrispondente credito di cui, nel caso, sia stata richiesta l’ ammissione esclusivamente a titolo di mutuo. Vedi la requisitoria

Cassazione civile, sez. I, 25 Gennaio 2021, n. 1517.


Mutuo fondiario – Limite di finanziabilità di cui all'art. 38 TUB – Violazione – Nullità del contratto
Il mancato rispetto del limite di finanziabilità, di cui all'art. 38 TUB e alle conseguenti disposizioni regolamentari, comporta in via diretta la nullità dell'intero contratto di mutuo fondiario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Novembre 2019, n. 31057.


Contratti di finanziamento – Collegamento negoziale – Causa – Risoluzione consensuale – Effetti
Ai sensi dell’art. 121 lett. d) TUB, va qualificato quale “contratto di credito collegato”, rilevante secondo la definizione “consumeristica”, il contratto esclusivamente finalizzato a finanziare la fornitura di un bene specificamente individuato, concluso dal finanziatore avvalendosi del fornitore del bene medesimo.

La disciplina di questo tipo contrattuale regola espressamente gli effetti “del collegamento negoziale” sul contratto di finanziamento nei soli casi di recesso del consumatore dal contratto di fornitura e di risoluzione per inadempimento del fornitore, senza nulla prevedere per l’ipotesi di scioglimento consensuale del contratto di fornitura.

Posto il collegamento negoziale (che impone di considerare, oltre alla funzione dei singoli negozi, la causa dell’operazione economica nel suo complesso) deve pertanto ritenersi che, per la destinazione impressa ex lege all’utilizzo delle somme finanziate, l’intervenuta risoluzione consensuale del contratto di fornitura interferisca sul contratto di finanziamento, facendolo venire meno. (Gianmaria Dalle Crode) (Cesare Tonello) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 24 Gennaio 2019.


Cessione del quinto dello stipendio – Consumatore – Prescrizione, Violazione della normativa antiusura momento dell’estinzione anticipata – Inclusione spese assicurative nel TEG – Violazione della disciplina prevista dall’art. 125 sexies TUB – Legittimazione passiva della mutuante per il rimborso della polizza assicurativa non maturata
Nel contratto di mutuo la prescrizione del diritto al rimborso della somma mutuata inizia a decorrere dalla scadenza dell'ultima rata, atteso che il pagamento dei ratei configura un'obbligazione unica ed il relativo debito non può considerarsi scaduto prima della scadenza dell'ultima rata.

Ai sensi dell’art. 1 comma 4 L. n. 108/1996, che ha introdotto l’art. 644 co.4, c.p., le commissioni pagate dal mutuatario collegate all’erogazione del prestito, comprensive anche del costo dell’assicurazione (come statuito dalla Suprema Corte Cassazione Civile, Sez. I, 5 aprile 2017, n. 8806) escluse le tasse e le imposte, devono essere incluse nel calcolo del TEG ai fini della verifica del tasso soglia.

Poiché la formula del TEG esprime intrinsecamente una dipendenza dalla variabile tempo: cioe’ il tasso varia in base al momento dei pagamenti, senza tener conto delle finalità degli stessi, ne consegue che la riduzione della durata del finanziamento non seguita da una corretta riduzione del costo complessivo delle commissioni causa un aumento del tasso realmente applicato. Pertanto, prima avviene l'estinzione, maggiore è l'incremento del tasso, ovvero il TEG realmente applicato al finanziamento a causa del mancato rimborso delle commissioni non maturate e pagate con premio unico anticipato risulta superiore al tasso soglia.

Poiché la possibilità per il mutuatario di estinguere anticipatamente il debito restitutorio è prevista dall’art. 125 sexies T.U.B., e’ evidente che non si tratta di un evento o incremento anomalo, quindi se la giurisprudenza fa rientrare nel calcolo del TEG ai fini dell’usura un costo collegato ad evento futuro incerto ed anomalo come la mora per l’inadempimento o il ritardo da parte del mutuatario, deve ritenersi che possa rientrare nel suddetto regime anche l’estinzione anticipata del finanziamento trattandosi di un diritto del consumatore sancito dalla legge.

L’art. 125 sexies TUB deve trovare applicazione in tutti i contratti di mutuo, indipendentemente dalla data di stipulazione posto che le precedenti disposizioni normative avevano un contenuto del tutto identico.

Legittimazione passiva della mutuante anche per la richiesta di  rimborso della commissione della polizza assicurativa non maturata. (Fabrizio Sgandurra) (Roberto De Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 28 Novembre 2018.


Cessione del quinto dello stipendio – Consumatore – Violazione della normativa antiusura sia al tempo della stipulazione e sia al momento dell’estinzione anticipata – Inclusione spese assicurative nel TEG – No validità istruzioni Banca d’Italia – Violazione della disciplina prevista dall’art. 125 sexies TUB – Legittimazione passiva della mutuante per il rimborso della polizza assicurativa non maturata
Nella verifica del rispetto delle soglie di usura nei contratti di mutuo contro cessione del quinto dello stipendio deve essere considerato, nel calcolo del TEG, anche il costo delle polizze assicurative obbligatorie per legge.

Le Istruzioni della Banca d’Italia nel complesso sistema normativo in materia di usura, non si pongono in conflitto con il disposto dell’art. 644 c.p. in quanto le disposizioni regolamentari influenzano la rilevazione statistica del TEGM, ma non incidono sul calcolo del TEG, per la determinazione del quale, indipendentemente da quanto stabilito dalle istruzioni, non può non tenersi conto delle “commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese”, anche se escluse dalle Istruzioni della Banca d’Italia.

In applicazione di tale principio, l’assicurazione stipulata  contestualmente al mutuo deve essere computato nel TEG e rilevare, quindi, al fine dell’accertamento dell’usurarietà del contratto.

L’art. 1815 c.c. deve trovare applicazione anche nelle ipotesi in cui si assista ad un superamento del tasso soglia nel corso del rapporto contrattuale, anche al momento dell’estinzione, qualora tale superamento sia originato dall’esecuzione  delle condizioni contrattuali inserite nel contratto di finanziamento (come la clausola che prevede il diniego del rimborso delle commissioni non maturate). Infatti, tali condizioni risultano essere conseguenza diretta del contratto e non del verificarsi di fattori esterni al rapporto contrattuale come nel caso di usura sopravvenuta.

L’art. 125 sexies TUB deve trovare applicazione in tutti i contratti di mutuo, indipendentemente dalla data di stipulazione posto che le precedenti disposizioni normative avevano un contenuto del tutto identico.

Laddove dalla lettura del contratto non sia possibile distinguere chiaramente gli oneri up-front da quelli recurring, l’intero importo di ciascuna delle suddette voci di costo deve essere preso in considerazione al fine dell’individuazione della quota parte da rimborsare, compresi le commissioni bancarie, finanziarie e di intermediazione ed i costi assicurativi per la parte non maturata. (Fabrizio Sgandurra) (Roberto De Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 24 Aprile 2018.


Mutuo fondiario - Mancata indicazione del valore dell’immobile - Violazione del limite di finanziamento ex art. 38 TUB - Insussistenza
La mancata indicazione, nel contratto di mutuo fondiario, del valore dell’immobile il cui acquisto e oggetto del finanziamento non comporta la nullità del contratto e non costituisce necessariamente prova della violazione del limite di finanziamento stabilito nella misura dell’80% dall’articolo 38 TUB. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 02 Luglio 2016.


Mutuo e finanziamento in genere – Consumatore – Microimpresa – Finanziamento finalizzato all’acquisto – Collegamento – Ipotesi rilevanti – Fattispecie – Inadempimento del venditore – Mancata consegna del bene – Risoluzione del contratto di acquisto – Restituzione delle somme versate dall’acquirente a titolo di finanziamento in capo al mutuante
Nell'ipotesi di contratto di mutuo, in cui sia previsto lo scopo del reimpiego della somma mutuata per l'acquisto di un determinato bene (nell’ipotesi una autovettura), sussiste il collegamento negoziale tra tali contratti (di compravendita e di mutuo) ed il mutuatario è obbligato all'utilizzazione della somma mutuata per l’acquisto del bene indicato nel contratto di mutuo.
Da ciò deriva che, anche se l’acquirente non è un consumatore, della somma concessa in mutuo beneficia il venditore del bene, con la conseguenza che la risoluzione della compravendita per inadempimento del venditore, nel frattempo fallito, legittima il mutuatario a richiedere la restituzione delle rate di finanziamento pagate direttamente al finanziatore che poi avrà azione di regresso esclusivamente nei confronti del venditore, in sede fallimentare. (Fabrizio Sgandurra) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 09 Marzo 2016.


Società a responsabilità limitata - Finanziamento finalizzato alla liberazione del proprio capitale sociale - Invalidità - Effetti sul contratto di mutuo
E’ illecita l’operazione di finanziamento bancario in favore di una società a responsabilità limitata finalizzata a consentire l’utilizzo del denaro sociale per la sottoscrizione e liberazione dell’aumento di capitale sociale della società stessa, ai sensi dell’art. 2474 c.c. che vieta alla società di finanziare qualsiasi operazione su proprie quote sociali; l'invalidità spiega effetti anche sul contratto di mutuo bancario che rappresenta il mezzo impiegato per realizzare l’atto nullo. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 26 Marzo 2014.


Mutuo edilizio - Causa in concreto - Deviazione dallo schema legale - Ammissibilità - Limiti.
Se dalla concreta articolazione dei contenuti del mutuo edilizio, consti la previsione, fin dall’origine, della parziale utilizzazione delle somme erogate per estinguere debiti in precedenza contratti dal sovvenuto verso l'istituto mutuante, con conseguenze modifica della causa in concreto, quale obiettiva funzione economico-sociale del contratto, si deve affermare la nullità del contratto, per mancanza originaria della causa. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 22 Marzo 2013.


Principio della validità del mutuo edilizio, se l'opera sia stata realizzata - Non condivisibilità - Riconoscimento di rilievo giuridico ad una circostanza fattuale successiva al momento genetico dello stesso - Principio della causa quale elemento costitutivo del contratto - Violazione - Inammissibilità.
Non è condivisibile il principio interpretativo per cui il contratto di mutuo edilizio é valido, nonostante la destinazione pro parte delle somme all’estinzione di una posizione debitoria, se l'opera per la quale i finanziamenti sono stati concessi, sia stata, comunque, realizzata, ciò implicando il riconoscimento di rilievo giuridico ad una circostanza fattuale successiva alla stipulazione del contratto, ovvero al momento genetico dello stesso; per contro, dovendosi affermare che, se la causa è un elemento costitutivo e, quindi, genetico del contratto, l’effettiva realizzazione del risultato avuto di mira non rileva ai fini dell’eventuale difformità dallo schema legale e che, dunque, la nullità va dichiarata per il solo fatto che le somme erogate siano state, fin dall’inizio, anche solo in parte, vincolate al ripianamento di precedenti esposizioni debitorie del mutuatario. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 22 Marzo 2013.


Mutui fondiari successivi al mutuo edilizio - Collegamento negoziale - Configurabilità.
Nell’ipotesi di stipulazione di mutui fondiari successivi al mutuo edilizio deve ritenersi configurato un collegamento negoziale, quando, oltre al nesso teleologico fra i negozi, ricorra anche il requisito soggettivo, costituito dal comune intento pratico delle parti (non necessariamente manifestato in forma espressa, ma risultante tacitamente) di volere non solo l'effetto tipico dei singoli negozi in concreto posti in essere, ma anche il collegamento di essi per la realizzazione di un fine ulteriore. A tal riguardo, la successione degli atti inter partes oltre che la concreta e prevalente destinazione delle somme, ricevute dal cliente, a ripianare l’esposizione debitoria dello stesso, costituisce indice univoco del comune intendimento, sotteso alla vicenda negoziale nel suo complesso la quale si presenta sicuramente unitaria, sotto il profilo soggettivo e volta, in primis, ad assicurare alla banca una remunerazione del capitale, illegittima (perché in contrasto con il principio di buona fede oggettiva), e, solo in via surrettizia, alla realizzazione del fine costruttivo. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 22 Marzo 2013.


Collegamento negoziale - Assenza di contemporaneità - Irrilevanza.
Non osta al collegamento negoziale l’assenza di contemporaneità tra i negozi de quibus in quanto circostanza non idonea, di per sé, ad escludere il collegamento de quo, specie, quando ogni atto successivo rinvenga la propria ragion di essere nella precedente convenzione inter partes, perché ogni erogazione successiva trovi la propria motivazione oggettiva nell’esigenza di ripianare l’esposizione debitoria connessa al negozio o ai negozi precedenti. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 22 Marzo 2013.


Ammortamento tempestivo del capitale - Rifiuto, da parte della banca - Principio di buona fede oggettiva ex art. 1375 c.c. - 1175 c.c. - Violazione - Configurabilità.
Il rifiuto della Banca di addivenire all’ammortamento, con imputazione di quanto pagato dall’attrice anche in conto capitale – al fine di neutralizzare il fenomeno anatocistico di produzione di interessi su interessi – può costituire grave inadempimento e giustificare la risoluzione dei mutui ai sensi degli art. 1453 e ss del cod. civ., se. alla stregua delle circostanze del caso di specie, risulti contrario al principio di buona fede oggettiva. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 22 Marzo 2013.


Contratto di swap (c.d. hedging) ovvero con finalità di copertura delle oscillazioni dei tassi, relativi a contratti di finanziamento inter partes – Collegamento negoziale – Configurabilità.
E’ configurabile un collegamento negoziale di tipo funzionale, con conseguente reciproca comunicazione delle cause di inefficacia o nullità, fra un contratto di swap e un contratto di finanziamento, se la causa del primo è, prima facie, costituita da una finalità di copertura delle oscillazioni dei tassi, ovvero dall’interesse delle parti a neutralizzare quelle variazioni. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 29 Gennaio 2013.


Mutuo - Finanziamento finalizzato all’acquisto - Art 125 quinquies TUB - Diritto intertemporale.

Mutuo - Finalizzato finalizzato all’acquisto - Collegamento - Ipotesi rilevanti - Fattispecie.

Nei contratti di credito collegati la tutela del consumatore in caso di inadempimento del fornitore è disciplinata dal nuovo art. 125 quinquies TUB. Il fatto che il contratto di servizio e quello di finanziamento siano stati conclusi prima dell’entrata in vigore dell’art 125 quinquies TUB è irrilevante ai fini dell’applicazione della norma. (Alessandro Botti) (riproduzione riservata)

La stipulazione di un accordo che attribuisca al finanziatore l’esclusiva per la concessione del credito al cliente del fornitore non è condizione necessaria ai fini della configurazione di un collegamento negoziale rilevante ai fini dell’applicazione dell’art. 125 quinquies TUB. Basta al riguardo che il contratto di finanziamento sia proposto dalla società erogatrice del servizio ed accettato dal cliente contestualmente alla stipulazione del contratto di servizio. (Alessandro Botti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 23 Ottobre 2012, n. 3430.


Mutuo e finanziamento in genere – Finanziamento finalizzato all’acquisto – Collegamento negoziale – Conseguenze.
L’esistenza di un collegamento negoziale tra i due rapporti in essere – finanziatore e cliente finanziato, da un lato, e cliente e fornitore del bene, dall’altro – implica che l’esistenza, la validità, l’efficacia, l’esecuzione dell’uno influisca sulla validità, efficacia, esecuzione dell’altro. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata)

Nella specie, una consumatrice aderiva a un programma di benessere personale pagando in parte in contanti e in parte a mezzo finanziamento con l’«intermediario convenuto». Prima di avviare il programma di benessere, tuttavia, il centro estetico («fornitore») aveva cessato l’attività. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 26 Gennaio 2011, n. 187.


Finanziamento finalizzato all’acquisto – Collegamento del contratto di finanziamento a quello dell’acquisto – Funzionale e genetico – Inefficacia del contratto di finanziamento sino a perzionamento del contratto di scambio.
Nelle operazioni di concessione di un credito finalizzato all’acquisto di beni, il contratto di finanziamento è collegato al contratto di scambio secondo un vincolo di accessorietà. Ne discende – in via indipendente dalla regolamentazione negoziale in punto di opponibilità al finanziatore delle eccezioni attinenti allo svolgimento del rapporto di scambio – che come la risoluzione dello scambio determina senz’altro la cessazione dell’efficacia del finanziamento, così il contratto di concessione di credito, pur ritualmente concluso, resta comunque privo di efficacia fin quando il contratto di scambio non sia stato perfezionato. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 29 Ottobre 2010, n. 1208.


Finanziamento finalizzato all’acquisto – Collegamento del contratto di finanziamento a quello dell’acquisto – Risoluzione del contratto di scambio per «impossibilità di adempiere del fornitore» – Conseguente risoluzione del contratto di finanziamento – Comportamento contro la buona fede dell’intermediario che ha versato le somme al fornitore senza verificare la consegna effettiva del bene all’utilizzatore – Fornitore unico destinatario della richiesta di restituzione delle somme erogate.
In caso di finanziamento finalizzato all’acquisto di un bene, la risoluzione del contratto di scambio per «impossibilità di adempiere» del fornitore comporta anche la risoluzione del contratto di finanziamento. Essendo viziato da grave negligenza il comportamento del finanziatore che versa al fornitore il prezzo dello scambio (di cui al finanziamento) senza assicurarsi che nel contempo il bene sia consegnato all’acquirente, unico soggetto tenuto a restituire l’importo finanziato diviene il detto fornitore. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 11 Ottobre 2010, n. 1054.


Finanziamento finalizzato all’acquisto – Preventiva risoluzione del contratto di scambio per risolvere il finanziamento – Necessità.
La preventiva risoluzione del contratto di scambio è necessaria perché possa determinarsi la risoluzione del contratto di finanziamento collegato allo scambio. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Francesca Conte) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 23 Settembre 2010, n. 977.