Massimario di Diritto Bancario


Obbligazioni bancarie

TAEG dichiarato non conforme a quello verificato - Sostituzione della singola clausola nulla - Piano di ammortamento “francese” - La capitalizzazione composta prevista nella formula di calcolo del sistema francese appare  estranea al campo dell’art. 1283 c.c.
L’art. 117 co. 7 non prevede la caducazione delle condizioni economiche del contratto nel loro insieme e la sostituzione con un tasso legale, d’evidente carattere sanzionatorio, quale il c.d. tasso minimo BOT, ma soltanto la sostituzione della singola clausola nulla, ferme le condizioni economiche per il resto..

Soltanto nel campo della disciplina consumeristica, l’art. 125-bis TUB co. 7 ha previsto che la mancata rappresentazione o la rappresentazione non corretta di costi nel TAEG faccia venire meno l’impianto delle condizioni economiche nel suo insieme e l’applicazione di un TAEG equivalente al tasso nominale minimo dei BOT, con l’importante precisazione che “nessuna altra somma è dovuta dal consumatore a titolo di tassi di interesse, commissioni o altre spese”.

Poiché la formula matematica nota nella tecnica finanziaria come sistema alla francese calcola l’importo della rata impiegando il tempo (n) all’esponente e non a fattore, la determinazione della rata costante usa la legge dell’interesse composto. Il divieto di anatocismo postula un debito per interessi, bensì “scaduto”, e quindi “esigibile” per essersi verificata la scadenza del termine di adempimento, ma incapace di produrre a sua volta interessi. Nel piano di ammortamento redatto con metodo francese non si dà il caso di interessi corrispettivi “scaduti” e nondimeno produttivi di interessi ulteriori. La capitalizzazione composta prevista nella formula di calcolo del sistema francese, appare quindi estranea al campo dell’art. 1283 c.c. Vietando la convenzione anteriore, l’art. 1283 c.c. impedisce al debitore di assumere impegni che sono ex ante indefiniti e potenzialmente illimitati.

Con riguardo in particolare al sistema alla francese, la capitalizzazione composta è “solo un modo per calcolare la somma dovuta da una parte all’altra in esecuzione del contratto concluso tra loro; è, in altre parole, una forma di quantificazione di una prestazione”. (Roberto Marcelli) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 15 Settembre 2020.


Usura – TEG – Penale di estinzione anticipata – Elemento della base di calcolo – Esclusione
La somma dovuta dal mutuatario in caso di estinzione anticipata (facoltà riconosciuta dall’art. 40, co. 1, t.u.b., contro «un compenso onnicomprensivo per l’estinzione contrattualmente stabilito»), costituisce una multa poenitentialis, corrispondente a quella prevista dall’art. 1373, co. 3, c.c.

Essa non può essere inclusa nelle voci che concorrono a comporre il T.E.G., perché l’estinzione anticipata costituisce un mero diritto potestativo del beneficiario del prestito, che costui può stabilire se e quando eventualmente esercitare, non svolge la funzione degli interessi e non remunera sic et simpliciter l’erogatore del credito, bensì lo tutela dalla perdita di un’utilità futura, che il contratto gli avrebbe garantito (cfr. Trib. Roma, 3 Aprile 2019, sent. n. 7576; Trib. Avezzano, 12 Ottobre 2019, sent. n. 477; Trib. Genova, Sez. VI, 22 Gennaio 2019; Trib. Bari, Sez. II, 2 Gennaio 2018; Trib. Roma, 16 Giugno 2016). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 03 Giugno 2020.


Contratti bancari - Onere della prova - Richiesta di documenti ex art. 119 TUB in corso di causa - Ammortamento "francese" - Composizione della rata con meccanismo dell'interesse composto - Interesse composto e anatocismo - Sovrapponibiltà - Limiti
La disciplina speciale bancaria prevede l'agevolazione dell'onere incombente al correntista, disponendo che, in mancanza della documentazione contrattuale e contabile, possa, ex art. 119 TUB, chiedere alla banca la documentazione relativa al decennio precedente, accoglibile anche in corso di causa, mediante lo strumento processuale dell'ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c.

Nella fattispecie il contratto di c/c risulta stipulato in epoca molto anteriore rispetto al decennio contemplato dalla citata norma. La sua mancata produzione non può quindi che andare a detrimento della posizione della società appellante, e di conseguenza non possono ritenersi adeguatamente provate le censure relative agli allegati addebiti illegittimi che la banca avrebbe operato in relazione al conto corrente in oggetto, con eccezione dell'applicazione di interessi anatocistici, da ritenersi comunque illegittimi anteriormente alla delibera CICR 9 febbraio 2000 e, non risultando una espressa pattuizione a tale riguardo, anche per il periodo successivo.

Deve in primo luogo fugarsi l'equivoco che conduce ad affermare che il metodo di ammortamento "francese" non comporti l'applicazione di interessi composti, in quanto la composizione della rata evidenzia il meccanismo dell'interesse composto. La vera questione è se i due ambiti - interesse composto e anatocismo, così come definito dalla tassativa disposizione contenuta nell'art. 1283 c.c. - siano sovrapponibili ovvero, come ritiene questa Corte, il secondo costituisca un più limitato sottoinsieme del primo, sì che l'applicazione di interessi composti non necessariamente conduca alla violazione del precetto di cui all'art. 1283 c.c.

Nell'ammortamento "alla francese" ciascuna rata comporta la liquidazione ed il pagamento di tutti (ed unicamente de) gli interessi dovuti per il periodo cui la rata stessa si riferisce. Tale importo viene quindi integralmente pagato con la rata, laddove la residua quota di essa va ad estinguere il capitale. In tale prospettiva, l'applicazione dell'interesse composto non provoca comunque alcun fenomeno anatocistico nel conteggio degli interessi contenuti in ogni singola rata. Anche in concreto, non si verifica la situazione di pregiudizio che in via preminente fonda il divieto di anatocismo, ossia il rischio di crescita indefinita e incalcolabile ex ante del debito per interessi dal lato del debitore.

Quanto al mancato rispetto dell'art. 821 c.c., si osserva che la disposizione si limita a prevedere che i frutti crescano con progressione giornaliera e non prescrive affatto che tale progressione sia aritmetica (interesse semplice) anziché geometrica (interesse composto). Neppure da questa norma, in definitiva, può ricavarsi un divieto di utilizzo della formula dell'interesse composto e neppure una "preferenza" legislativa per il metodo dell'interesse semplice. (Roberto Marcelli) (riproduzione riservata) Appello Torino, 21 Maggio 2020.


Rapporto di conto corrente – Prova dell’affidamento – Prescrizione delle rimesse – Nullità del contratto per vizio di forma ad substantiam – Mancata produzione di tutti gli estratti conto – Operazioni di raccordo – Ammissibili – Mancato adeguamento alla delibera CICR – Nullità della clausola di capitalizzazione – Commissioni di massimo scoperto – Illegittimità per difetto di pattuizione
Il conto corrente è un rapporto unitario che trova esecuzione frazionata in una molteplicità di operazioni sicché il termine prescrizionale per la ripetizione di indebiti decorre dalla chiusura del rapporto.

La prova del fido può essere fornita anche con prove indirette, quali ad esempio l’esistenza di differenti tipologie di linee di credito (aperture di credito s.b.f. e aperture di credito per elasticità di cassa) o l’applicazione di differenti percentuali di tassi di interesse: tasso di interesse entro e/o oltre il fido, dalle quali emerga in modo univoco tale evidenza. L’esistenza di affidamenti di fatto consente di ritenere la conseguente natura ripristinatoria delle rimesse.

Va dichiarata la nullità del contratto di conto corrente in caso di inosservanza del requisito della forma scritta. Di conseguenza, la mancata pattuizione delle condizioni economiche relative al contratto, il saldo contabile del rapporto va ricalcolato espungendo le voci di costo non pattuite e calcolando gli interessi passivi e gli eventuali attivi applicando il tasso sostituivo di cui all’art. 117 comma 7 TUB.

La mancata produzione dei contratti e degli estratti conto completi non comporta l’impossibilità di procedere al ricalcolo dei saldi, ma la mera necessità di assumere come punto di partenza il primo degli estratti disponibili. Infatti, le operazioni di raccordo tengono conto del saldo di ripartenza come emergente dagli estratti conto, saldo già comprensivo degli interessi e delle competenze suddette.

La mancata dimostrazione di adeguamento alla delibera CICR del 9 febbraio 2000 (entrata in vigore il 1° luglio 2000), che ha consentito esplicitamente la capitalizzazione periodica degli interessi a condizione di reciprocità delle condizioni contrattuali tra le parti e l’entrata in vigore della l. 147/2013 (c.d. legge di stabilità del 2014) e non aver ottemperato all’onere informativo nei confronti della correntista portando a conoscenza della stessa l’avvenuto adeguamento, comporta l’espunzione della capitalizzazione degli interessi a debito senza procedere ad alcuna capitalizzazione per tutta la durata del rapporto.

Deve essere dichiarata la nullità della commissione di massimo scoperto, nel caso in cui non sia stata oggetto di specifica pattuizione tra le parti in ordine alle modalità di calcolo e agli elementi che concorrono a determinarla. (Matteo Di Pumpo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Luglio 2019.


Contratti bancari - Conto corrente - Diritto del cliente ad avere copia delle operazioni dell’ultimo decennio - Sussiste - Diritto del cliente ad avere copia dei contratti - Anteriori al decennio - Sussiste
Ai sensi dell'articolo 119, comma 4, T.U.B., il cliente ha diritto di ottenere dalla banca copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi 10 anni. Si tratta di un diritto sostanziale autonomo per il cui riconoscimento non assume alcun rilievo l'utilizzazione che il cliente intende fare della documentazione, nè può essere pretesa dell'istituto di credito l’allegazione di fatti giustificativi della richiesta. Il diritto alla consegna dei contratti bancari anche oltre il decennio deriva dall'articolo 117 T.U.B. il quale non solo ne prevede la forma scritta ad substantiam (per cui la relativa propria scritta deve essere conservato anche ai fini della dimostrazione della validità del rapporto), ma ne impone altresì la consegna di un esemplare ai clienti, i quali hanno pertanto diritto a ricevere copia, sia al momento della sottoscrizione, sia successivamente ad essa, qualora ne facciano espressa richiesta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca, 23 Aprile 2019.


Contratto di conto corrente con apertura di credito - Onere della prova a carico della banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo - Mancanza del contratto di apertura del conto corrente e di tutti gli estratti conto completi - Revoca del decreto ingiuntivo - Condanna a rimborsare le spese di lite
In tema di rapporto bancario di conto corrente, qualora la Banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo non fornisca prova del credito vantato con il contratto di apertura del conto corrente, come richiesto a pena di nullità ex art. 117 T.U.B., oltre a tutti gli estratti conto in ordine alla certezza del saldo indicato nella fase monitoria, il decreto ingiuntivo va senz’altro revocato in quanto l’indisponibilità del contratto e degli estratti conto hanno, quindi, impedito di accertare la presenza delle clausole nulle, come indicate dall’opponente e di ricostruire, precipuamente, l’andamento del rapporto, con l’eventuale depurazione di interessi, spese e commissioni non dovute, ovvero il corretto rapporto di dare ed avere tra le parti in causa. Le spese di lite seguono la soccombenza. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 24 Agosto 2018.


Conto corrente bancario - Circolazione titolo di credito - Verifica preventiva della "copertura" di un vaglia postale circolare - Bene emissione - Assunzione di obbligazione integrativa del contratto - Telefonata a operatore non identificato dell'emittente - Diligenza nell'adempimento - Esclusione - False informazioni preventive fornite dall'istituto di credito - Responsabilità contrattuale - Responsabilità extracontrattuale - Risarcimento del danno
L'istituto di credito, nel caso in cui accetti di effettuare, su richiesta di un suo correntista, una verifica preventiva sulla “copertura” di un titolo di credito, assume, ai sensi dell'art. 1176, c. 2, c.c. un'obbligazione integrativa del contratto di conto corrente, che non può ritenersi diligentemente adempiuta con la semplice telefonata rivolta ad un operatore non identificato della banca emittente.

Conf. Tribunale Verona 27.09.2012 n. 2049 (www.Ilcaso.it, 2013, pg. 8997, pt. I). (Giacomo Pasini) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 08 Agosto 2018.


Clausola floor – Credito al consumo – Interessi – Vessatorietà – Adeguatezza dell’operazione – TAEG – Trasparenza dell’operatore qualificato
La natura vessatoria delle clausole floor, esclusa ai sensi dell’art. 1341 c.c., è da valutarsi, a mente degli artt. 33 e 34 D.Lgs 206/2005 (codice del consumo), esclusivamente con riferimento alla chiarezza e comprensibilità della formulazione della stessa e non già in relazione all’adeguatezza del corrispettivo pattuito. La stessa clausola non può essere nemmeno censurata in applicazione dell’art. 21 TUF quando sia convenuta in modo chiaro e nell’ambito della regolamentazione pattizia.

Il contratto di mutuo ipotecario per l’acquisto di prima casa, stipulato anteriormente alla data del 10 gennaio 2003, non rientra tra i contratti di credito al consumo ai sensi degli artt. 40-43 D.Lgs 206/2005 (codice del consumo) e 121 e ss. TUB. Di conseguenza la mancata indicazione del TAEG nei suddetti contratti è censurabile solo ai sensi dell’art. 9 delibera CICR 4 marzo 2003 e del successivo D.Lgs 72/2016, con riferimento ai contratti stipulati posteriormente a tale data. (Marco Secchi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 24 Novembre 2016.


Legittimazione processuale di associazione di tutela dei consumatori (Codacons) - Clausole vessatorie: Obbligazioni Russia - Sussistenza
Il Codacons Puglia (Lecce), in quanto emanazione territoriale dell’Associazione Nazionale Codacons, è legittimato ad agire in giudizio per la tutela degli interessi dei consumatori ed utenti in virtù dei poteri ad esso conferiti sia dalla Legge che dallo Statuto Nazionale del Codacons.

Deve considerarsi vessatorio L’Art. 5 del Regolamento ci collocamento delle obbligazioni Russia Mediobanca poiché Mediobanca si riserva la facoltà, a suo giudizio e senza oneri a proprio carico, di cessare il pagamento degli interessi nel caso in cui rilevi attraverso informazioni pubblicamente disponibili il verificarsi e/o la sussistenza di un evento di default della Russia in relazione al suo debito estero… senza che venga per esempio prevista la facoltà del risparmiatore al rimborso anticipato del capitale. Nonché per aleatorietà, genericità ed elevato tecnicismo della clausola.

La banca, quale operatore qualificato, ha l’obbligo di attingere aliunde informazioni sulla situazione di instabilità finanziaria della Russia, mettendone al corrente il risparmiatore. E deve nel corso del giudizio fornire la prova di non essere venuta a conoscenza dell’imminenza dell’evento. (Piero Mongelli) (riproduzione riservata) Appello Lecce, 23 Novembre 2016.


Diritto del cliente e del fideiussore alla consegna dei documenti bancari ex art 119 TUB – Ratio ed oggetto della norma – Decreto ingiuntivo consegna documentazione bancaria
Il diritto del cliente alla consegna di documenti relativi ai rapporti bancari ha la consistenza ed il rango di vero e proprio diritto soggettivo autonomo, il quale trova fondamento nei doveri di solidarietà e negli obblighi di comportamento secondo buona fede nella esecuzione del rapporto e per altro verso sulla disposizione dell'art. 119 IV co Dlgs 385/1993.

La ratio ispiratrice (dell'art 119 TUB ndr) è quella di permettere al correntista di verificare la corrispondenza tra le condizioni economiche normative cristallizzate nel contratto e quanto compiuto dalla banca durante l'esecuzione del rapporto. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 08 Ottobre 2015.


Diritto del cliente e del fideiussore alla consegna dei documenti bancari ex art 119 TUB – Ratio ed oggetto della norma – Decreto ingiuntivo consegna documentazione bancaria
Il termine “singole operazioni” non deve essere inteso in senso letterale, per non correre il rischio di imporre al cliente il diabolico onere di indicare gli estremi (ad esempio data e natura) di una operazione di cui non ha riscontro contabile, vanificando di fatto quella tutela che il legislatore ha inteso, invece, garantire (…) il diritto previsto dal quarto comma dell'art 119 tub si configura come un diritto sostanziale, la cui tutela è garantita come situazione giuridica finale e non strumentale. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 08 Ottobre 2015.


Diritto del cliente e del fideiussore alla consegna dei documenti bancari ex art 119 TUB – Ratio ed oggetto della norma – Decreto ingiuntivo consegna documentazione bancaria
Il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativa, oltre che nel citato art 119 tub, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto, scolpito nell'art 1375 cc

Identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all'ipotesi di proposizione dell'istanza ex art 119 IV co TUB da parte del garante (…). Tale diritto risulta, altresì, intimamente connesso alla natura stessa della garanzia fideiussoria (…) non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell'art 119 IV co TUB nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 08 Ottobre 2015.


Usura bancaria – Interessi moratori – Divieto di cumulo con gli interessi corrispettivi – Diversità funzionale – Clausola di salvaguardia ed esclusione dell’usura
Gli interessi moratori rientrano tra le prestazioni accessorie ed eventuali, sinallagmaticamente riconducibili al futuro inadempimento e destinate ad assolvere alla funzione di pressione finalizzata alla realizzazione del corretto adempimento del contratto, in chiave sanzionatoria. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

In tema di raffronto con il tasso soglia antiusura, la diversità di natura e funzione delle due categorie di interessi corrispettivi ed interessi moratori non ne consente il mero cumulo, né la Cassazione ha affermato un simile principio con la nota sentenza n.350/2013. Vieppiù, anche ove quest’ultima avesse realmente stabilito la possibilità del cumulo, il precedente sarebbe comunque da disattendere, per quanto autorevole, in virtù della diversità ontologica e funzionale dei due tipi di interessi. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

L’impianto normativo in materia di usura fa riferimento alle prestazioni di natura "corrispettiva” gravanti sul mutuatario e collegate allo svolgimento fisiologico del rapporto, sicché gli oneri che non partecipano di tale natura corrispettiva non rilevano al fine dell’individuazione del tasso “effettivo” da raffrontare alla soglia. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Quando al mutuo acceda una clausola di salvaguardia, resta esclusa alla radice l’usurarietà del tasso pattuito. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

In caso di superamento del tasso soglia per effetto dell’applicazione degli interessi di mora, la soluzione va ricercata nella riconduzione di questi ultimi nei limiti del tasso soglia ai sensi degli artt. 1419, comma 2 cc e 1339 cc, trattandosi al più di usurarietà sopravvenuta. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16 Settembre 2014.


Reclamo al collegio – Opposizione all’esecuzione – Proposta unilaterale di mutuo su modulo prestampato – Accettazione – Sottoscrizione da parte di entrambi i contraenti – Sigla illeggibile da parte della banca mutuante – Nullità clausola interessi ultralegali – Esclusione
Ove si ritenga che la proposta di mutuo sia priva del requisito della sottoscrizione del legale rappresentante della Banca l’eventuale nullità non può che colpire l’intero contratto (con conseguente obbligo di restituzione dell’intera somma data a mutuo) e non soltanto le clausole sfavorevoli al reclamante. (Antonino Giunta) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 21 Luglio 2014.


Ordinanza ex art 186 quater c.p.c - Consumatori - Azione ripetizione indebito di somme illegittime per anatocismo, c.m.s, interessi ultralegali, nullità uso su piazza - Rigetto eccezione di prescrizione decennale - Recupero somme fin dal primo estratto di apertura c/c - Applicabilità.
  Tribunale Cagliari, 27 Dicembre 2013.


Conto corrente bancario - Apertura di credito - Ripetizione degli indebiti pagamenti - Presupposti - Chiusura del conto - Presenza di pagamenti con effetto assolutorio.
L’azione di ripetizione è preclusa sino a che il correntista non estingua il conto corrente o  non effettui pagamenti in senso solutorio in favore della banca in pendenza dell’apertura di credito; ciò non impedisce l’azione volta alla declaratoria di nullità del contratto di apertura di credito e conseguente rideterminazione del saldo disponibile in favore del correntista. (Giuseppe Cuppone) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 24 Giugno 2013.


Prestito obbligazionario – Mancata consegna della documentazione riferibile alla sottoscrizione di obbligazioni – Incompetenza dell’ABF.
Le preclusioni di cui all’art. 23 comma 4 TUF e al Regolamento ABF (esclusione delle attività di investimento e delle obbligazioni emesse dalle banche dalla disciplina di trasparenza bancaria e dall’area di competenza dell’Arbitro) non operano automaticamente per la semplice circostanza che la fattispecie identificata nel ricorso evochi in astratto un’attività di investimento. Si deve per contro interpretare la normativa alla luce della doglianza in concreto presentata ed ammettere la competenza dell’Arbitro quando trattasi di prestazioni accessorie al contratto di investimento ovvero di attività esecutive rientranti nell’ambito dei servizi bancari offerti a latere di operazioni di varia natura. Nonostante ciò, la questione della mancata consegna di documentazione direttamente riferibile alla sottoscrizione di obbligazioni non può essere assorbita nella competenza dell’Arbitro, perché impinge direttamente e univocamente al servizio di investimento e agli obblighi che la normativa settoriale correla a tali operazioni. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 05 Aprile 2013, n. 1857.