Massimario di Diritto Bancario


Cambiale

Sequestro giudiziario ex art. 670, n. 1, c.p.c. – Ratio – Requisiti per la concessione della misura cautelare

Cambiale – Controversia sul rapporto causale sottostante all’emissione del titolo –  Girata – Sequestro giudiziario di cambiale – Ammissibilità – Condizioni

Il sequestro giudiziario disciplinato dall'art. 670, n. 1), c.p.c. costituisce una misura cautelare la cui ratio va individuata nell'esigenza di preservare la conservazione del bene quando ne è controversa la proprietà o il possesso.
Ricorre controversia sulla proprietà o sul possesso del bene, non solo nell'ipotesi di esperimento delle azioni di rivendicazione, reintegrazione o manutenzione, ma anche nel caso in cui sia stata proposta o debba proporsi un'azione personale che richieda una statuizione sulla restituzione o sul rilascio di una cosa da altri detenuta, atteso che nel termine “possesso”, adoperato da detta norma, rientrano anche le ipotesi di detenzione qualificata e non qualificata del bene.
In presenza di tale controversia si ha l’opportunità di provvedere alla custodia temporanea del bene stesso, come richiesto pure ex art. 670 n. 1), c.p.c., se lo stato di fatto esistente in pendenza del giudizio comporti la mera possibilità, sia pure astratta, che si determinino situazioni tali da pregiudicare l'attuazione del diritto controverso.

Non può essere concesso il sequestro giudiziario ex art. 670, n. 1, c.p.c. del titolo cambiario nel caso in cui non è posto in discussione il rapporto causale sottostante all’emissione della cambiale. Inoltre è necessario che la cambiale non sia stata oggetto di girate a persone diverse dal contraente diretto di chi richiede il sequestro, in quanto il terzo possessore in buona fede del titolo di credito non è soggetto a rivendicazione ex art. 1994 c.c. e nei suoi confronti non può essere invocato quel jus ad rem che riposa soltanto su un rapporto causale sottostante all’emissione o al trasferimento e che costituisce il presupposto della misura cautelare, fondata sulla possibilità di una controversia sulla proprietà o sul possesso del titolo stesso. (Alessandro Del Borrello) (Michele D’Ardes) (riproduzione riservata) Tribunale Vasto, 12 Dicembre 2019.


Sconto di titoli cambiari - Accredito del netto ricavo sul conto - Determinazione del saldo - Acquisto immediato della disponibilità del denaro accreditato sul conto
In presenza di operazioni di sconto di titoli cambiari con accredito del netto ricavo sul conto corrente, il saldo va determinato considerando che il cliente acquista l'immediata disponibilità del denaro, accreditato sul conto corrente a fronte della cessione del credito verso terzi, e che l'eventuale mancato buon fine del titolo opera come condizione risolutiva del contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 09 Luglio 2014.


Smarrimento titoli cambiari da parte dell’intermediario – Obblighi dell’intermediario – Risarcimento del danno.
In applicazione delle norme codicistiche sul mandato e, comunque, dell’obbligo di correttezza e buona fede, l’intermediario che smarrisca i titoli cambiari deve darne immediata comunicazione al cliente ed avviare tempestivamente la procedura di ammortamento. La banca che negligentemente violi tali obblighi è tenuta al risarcimento del danno, pari al mancato incasso dell’importo capitale (dedotte eventuali somme altrimenti recuperate) e alla differenza tra gli interessi passivi addebitati e quelli ricalcolati per l’ipotesi in cui vi fosse stato l’accredito dei titoli. (Livia Franco) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04 Marzo 2014.


Sconto cambiario – Addebito della somma, di cui allo sconto, al cliente – Mancata restituzione del titolo – Invio del medesimo per posta assicurata – Sufficienza.
Adempie all’onere di offerta in restituzione del titolo il comportamento della banca che, fatto constatare il mancato pagamento della cambiale a mezzo protesto, invia la medesima al cliente per posta assicurata. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 24 Settembre 2010, n. 976.


Titoli di credito – Cambiale (o pagherò) – In genere – Banca presso cui il pagherò cambiario risulta pagabile – Intervenuto pagamento – Omessa attivazione per impedire il protesto – Responsabilità da contatto – Responsabilità da comportamento omissivo – Configurabilità – Fattispecie.
La banca presso cui il pagherò cambiario risulta pagabile, qualora abbia notizia dell'intervenuto pagamento, ha l'obbligo di attivarsi per impedire che, attraverso il protesto, si verifichino gli effetti pregiudizievoli di un evento che non ha più ragione d'essere a fronte dell'intervenuto pagamento del titolo; in mancanza di tale attivazione, si configura una responsabilità da contatto, oltre che una responsabilità da comportamento omissivo, in relazione all'affidamento incolpevole dell'interessato, che abbia comunicato l'avvenuto pagamento dell'effetto cambiario. (Nella specie, il pagamento era avvenuto il primo dei due giorni successivi alla scadenza e l'ordine di ritiro era pervenuto alla banca in tempo utile per effettuare le comunicazioni al notaio, ai sensi dell'art. 9 della legge 12 giugno 1973, n. 349). (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 13 Maggio 2009, n. 11130.