Massimario di Diritto Bancario


Carte di pagamento

Conto corrente bancario – Prelievi non autorizzati – Azione di restituzione – Ripartizione dell’onere della prova – Fattispecie
In tema di ripartizione dell'onere della prova, al correntista che agisca per la restituzione di prelievi non autorizzati, spetta soltanto la prova della natura fraudolenta del prelievo, mentre, sull'istituto creditizio, come previsto dal terzo comma dell’art. 12 del d.lgs. 27 gennaio 2010 n. 11, incombe la prova del fatto che l’utilizzatore «abbia agito con dolo o colpa grave ovvero non abbia adottato le misure idonee a garantire la sicurezza dei dispositivi personalizzati che consentono l'utilizzo dello strumento di pagamento».

A tal proposito, si deve aggiungere che la colpa grave è costituita da una «straordinaria e inescusabile» imprudenza, negligenza o imperizia, la quale presuppone che sia stata violata non solo la diligenza ordinaria del buon padre di famiglia di cui all’art. 1176, comma 1, c.c., ma anche «quel grado minimo ed elementare di diligenza generalmente osservato da tutti»

[Nel caso di specie, la Banca si è limitata ad affermare che il cliente avrebbe conservato il codice segreto unitamente al bancomat o, comunque, all’interno della propria borsa, deducendo tale circostanza sulla scorta del breve lasso di tempo intercorso tra il furto e i prelievi.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Marzo 2021.


Servizi di pagamento elettronico - Normativa di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11 - Ripartizione del rischio a carico dell'intermediario - Colpa grave dell'utilizzatore - Ragionevolezza e ratio della normativa

Servizi di pagamento elettronico - Carta di credito - Smarrimento - Onere della prova

Servizi di pagamento elettronico - Carta di credito - Smarrimento - Onere a carico del titolare di verifiche periodiche ravvicinate della disponibilità della carta di credito - Esclusione

Servizi di pagamento elettronico - Smarrimento della carta di credito - Franchigia - Applicabilità sul totale complessivo degli importi addebitati

La disciplina dettata dal decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, in attuazione della direttiva 2007/64/CE relativa ai servizi di pagamento del mercato interno, introduce una ripartizione del rischio connesso all'utilizzo di strumenti elettronici di pagamento tale da far ricadere il rischio sull'intermediario, a meno che non risulti una colpa grave dell'utilizzatore cliente, sul quale resta comunque una partecipazione al rischio nella misura della franchigia di euro centocinquanta, salvo diversa pattuizione contrattuale più favorevole al cliente.

In tal modo, il legislatore ha inteso favorire, salvi i casi in cui la condotta dell'utilizzatore appaia dolosa o gravemente colposa, la diffusione degli strumenti elettronici di pagamento, anche al fine di garantire la tracciabilità del medesimo, ponendo a carico dell'intermediario i rischi connessi al loro indebito uso e l'onere della prova circa la sussistenza degli elementi impeditivi del diritto dell'utilizzatore al rimborso e ciò a prescindere dal fatto che l'utilizzo abusivo sia stato o meno cagionato da condotta colposa dell'utilizzatore.

La scelta del legislatore, che parzialmente deroga ai principi generali in materia di responsabilità da inadempimento ed a quella della ripartizione dell'onere probatorio in materia contrattuale, appare sensata e ragionevole, solo ove si consideri che l'emittente, soggetto che agisce nell'ambito di attività imprenditoriale, nella sua veste professionale può provvedere ad una valutazione preventiva del rischio conseguente all'uso indebito delle carte ed alla conseguente assicurazione del medesimo, anche in ragione del fatto che i costi assicurativi possono essere spalmati sulla platea degli utilizzatori, così evitandosi la concentrazione del rischio su singoli soggetti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In caso di smarrimento della carta di credito, qualora il cliente neghi di aver disposto le operazioni oggetto di causa, è onere dell'emittente nei cui confronti sia stata proposta azione di rimborso fornire la prova della tardività della denuncia ovvero della sussistenza di dolo o colpa grave. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nessuna norma impone verifiche periodiche ravvicinate della disponibilità della carta di credito da parte del suo titolare, così che la circostanza che egli si sia reso conto dello smarrimento a distanza di otto giorni dalla perdita di possesso non implica colpa grave e nemmeno fornisce elementi decisivi in tal senso la circostanza che l'attore abbia omesso, in sede di denuncia penale, di fornire particolari circa data e luogo dello smarrimento o della sottrazione.

È, infatti, del tutto coerente e logico, in caso di sottrazione occulta o di smarrimento, che il titolare non sia in grado di collocare con precisione il momento della perdita di possesso sotto il profilo spaziale e temporale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In mancanza di espressa previsione normativa, la franchigia posta a carico dell'utilizzatore nell'ipotesi di smarrimento della carta di credito o comunque dell'uso indebito dei servizi di pagamento di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11 deve essere applicata sul totale complessivo degli importi addebitati e non autorizzati dal cliente e non sulle singole operazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 19 Gennaio 2016.