Massimario di Diritto Bancario


Trasparenza bancaria

Rapporti bancari - Diritto del cliente di ottenere copia della documentazione relativa a ciascuna operazione registrata nell'ultimo decennio - Diritto sostanziale autonomo
Con specifico riguardo alla documentazione bancaria, sussiste il diritto del cliente, ex art. 119, comma 4, T.U.B., di ottenere dall'istituto bancario, a proprie spese, la consegna di copia della documentazione relativa a ciascuna operazione registrata nell'ultimo decennio, indipendentemente dall'adempimento del dovere di informazione da parte della banca e anche dopo lo scioglimento del rapporto; tale diritto si configura come un diritto sostanziale autonomo, la cui tutela è riconosciuta come situazione giuridica finale e non strumentale, ragione per cui, per il suo riconoscimento, non assume alcun rilievo l'utilizzazione che il cliente intende fare della documentazione una volta ottenuta.

La circostanza che l’istituto di credito abbia ottenuto nei confronti del cliente decreti ingiuntivi passati in giudicato, non incide in alcun modo sull’autonomo diritto della stessa di ottenere la documentazione bancaria. (Roberto Fratoni) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 14 Settembre 2021.


Rapporti bancari – Diritto del successore del cliente – Diritto ad ottenere copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni – Richeista precedente al giudizio
Il diritto spettante al cliente, a colui che gli succede a qualunque titolo o che subentra nell'amministrazione dei suoi beni, ad ottenere, a proprie spese, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni, ivi compresi gli estratti conto, sancito dall'articolo 119, quarto comma, del decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, può essere esercitato in sede giudiziale attraverso l'istanza di cui all'articolo 210 c.p.c., in concorso dei presupposti previsti da tale disposizione, a condizione che detta documentazione sia stata precedentemente richiesta alla banca, che senza giustificazione non vi abbia ottemperato; la stessa documentazione non può essere acquisita in sede di consulenza tecnica d'ufficio contabile, ove essa abbia ad oggetto fatti e situazioni che, essendo posti direttamente a fondamento della domanda o delle eccezioni delle parti, debbano necessariamente essere provati dalle stesse (Conf. Cass. n. 6511/2016; contra Cass. n. 24181/2020, Cass. n. 3875/2019, Cass. n. 31650/2019, Cass. n. 11554/2017). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13 Settembre 2021, n. 24641.


Ordine di esibizione di documenti bancari – Istanza ex art. 210 c.p.c. – Ammissibilità – Preventiva richiesta ex art. 119 tub – Insussistenza
la parte può richiedere in ogni momento ed anche in corso di causa, la documentazione bancaria a prescindere da una preventiva richiesta della documentazione suddetta in via stragiudiziale o cautelare. Infatti l’art. 119, comma 4, D. Lgs. n. 385 del 1993, come sostituito dal D. Lgs. n. 342 del 1999, art. 24, comma 2, attribuisce al cliente della banca, al suo successore a qualunque titolo ed a colui che subentra nell'amministrazione dei suoi beni, il diritto di ottenere copia della documentazione relativa a tutte le operazioni del periodo a cui il richiedente sia interessato, nel rispetto del termine decennale indicato dalla norma. (Daniel Polo Pardise) (riproduzione riservata) Tribunale Urbino, 21 Giugno 2021.


Nullità fideiussioni omnibus - Ordine di esibizione - Inottemperanza ordine di esibizione - Reiterazione
In considerazione dell’onere di allegazione e prova gravante sull’attore è necessario reiterare l’ordine di esibizione dei modelli di fideiussione omnibus nei confronti degli istituti di credito che non hanno ottemperato al predetto ordine. (Marco Sangiorgio) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20 Maggio 2021.


Nullità fideiussioni omnibus post 2005 - Azioni stand alone - Onere della prova - Ordine di esibizione
In una causa avente ad oggetto la domanda di nullità di fideiussioni omnibus rilasciate successivamente al provvedimento di Banca d’Italia n. 55 del 2 maggio 2005, l’azione non va considerata come follow-on ma va qualificata come stand alone e, di conseguenza, è onere dell’attore allegare e dimostrare in giudizio l’attualità dell’intesa lesiva della concorrenza ossia la perdurante esistenza dell’intesa precedentemente accertata tra le banche anche al momento della sottoscrizione delle garanzie impugnate in giudizio.

Tale onere probatorio, seppur non eliminato, risulta, tuttavia, attenuato in sede antitrust e può essere assolto mediante la formulazione di un’istanza di esibizione documentale dei modelli standard di fideiussione omnibus, da rivolgere nei confronti di un campione sufficiente e rilevante di istituti di credito. (Marco Sangiorgio) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20 Maggio 2021.


Usura – Interessi di mora – Mera pattuizione – Violazione delle regole di trasparenza bancaria
Anche la mera pattuizione di interessi moratori a tasso di usura è nulla e dall'accertamento dell'usurarietà discende l'applicazione dell'art. 1815 c.c., comma 2, di modo che gli interessi moratori non sono dovuti nella misura (usuraria) pattuita, bensì in quella dei corrispettivi lecitamente convenuti, in applicazione dell'art. 1224, comma 1, c.c..

La violazione delle regole di trasparenza bancaria di cui all'art. 117 TUB è rilevabile d’ufficio anche in appello, in quanto il potere di rilievo officioso della nullità del contratto spetta anche al giudice investito del gravame relativo ad una controversia sul riconoscimento di pretesa che suppone la validità ed efficacia del rapporto contrattuale oggetto di allegazione - e che sia stata decisa dal giudice di primo grado senza che questi abbia prospettato ed esaminato, nè le parti abbiano discusso, di tali validità ed efficacia - trattandosi di questione afferente ai fatti costitutivi della domanda ed integrante, perciò, un'eccezione in senso lato, rilevabile d'ufficio anche in appello, ex art. 345 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 13 Maggio 2021, n. 12964.


Contratti bancari – Rapporto di conto corrente – Accertamento addebiti illegittimi – Onere della prova a carico del ricorrente – Obbligo di produzione integrale del contratto bancario e degli estratti conto – Sussistenza
Il correntista che intenda far valere il carattere indebito di talune poste passive – assumendo che le stesse siano il portato dell’applicazione di interessi usurari o di clausole imposte unilateralmente dalla banca a seguito di illegittimo esercizio di ius variandi, ovvero dell’addebito di spese, commissioni o altre voci non dovute - ha lo specifico onere di produrre non solo il contratto costituente il titolo del rapporto dedotto in lite, ma anche gli estratti conto periodici dalla data di avvio del rapporto.

Né può il correntista dolersi di non aver reperito la documentazione, atteso il disposto dell’art. 119, ultimo comma, T.U.B. (d. lgs. n. 385/1993) il quale prevede in particolare che “il cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell’amministrazione dei suoi beni hanno il diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni”.

Il comma 4 dell’art. 119 T.U.B. riconosce al cliente un diritto soggettivo autonomo, il quale trova fondamento nei doveri di solidarietà e negli obblighi di comportamento secondo buona fede nell’esecuzione del rapporto, da interpretare, alla luce del principio di buona fede nell’esecuzione del contratto (art. 1375 c.c.), nel senso di ottenere la documentazione inerente a tutte le operazioni del periodo a cui il richiedente sia in concreto interessato. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 15 Febbraio 2021.


Opposizione a decreto ingiuntivo bancario – Mancata produzione della serie completa degli estratti conto dall’apertura del conto corrente – Criterio presuntivo del saldo zero -  Applicabilità

Adeguamento clausole anatocistiche – Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e comunicazione al cliente – Insufficienza – Necessità nuova specifica approvazione

Eccezione di prescrizione dell’azione di ripetizione di indebito – Individuazione rimesse solutorie su saldi ricalcolati

Nella causa di opposizione a decreto ingiuntivo per saldo passivo di conto corrente, è onere della banca dimostrare la formazione del saldo ed in caso di mancata produzione della serie completa di tutti gli estratti conto ed in presenza di nullità contrattuali, si applica il criterio presuntivo di azzeramento del primo saldo negativo.

Non basta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la comunicazione al cliente per la validità delle clausole anatocistiche, in quanto serve una nuova contrattualizzazione scritta con approvazione specifica.

L’individuazione delle rimesse solutorie prescritte deve effettuarsi sui saldi ricalcolati dopo essere stati depurati dagli addebiti illegittimi e non sui saldi risultanti dagli estratti conto. (Alessandro Stievanin) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 22 Dicembre 2020.


Conto corrente bancario - Omessa richiesta di ottenere, "ante causam", documentazione ai sensi dell'art. 119 T.U.B. - Richiesta del cliente di esibizione degli estratti conto in corso di causa - Ammissibilità - Fondamento - Spettanza dello stesso diritto anche al fideiussore - Fondamento
Il titolare di un rapporto di conto corrente ha sempre diritto di ottenere dalla banca il rendiconto, ai sensi dell'art. 119 del d.lgs. n. 385 del 1993, anche in sede giudiziaria, fornendo la sola prova dell'esistenza del rapporto contrattuale, non potendosi ritenere corretta una diversa soluzione sul fondamento del disposto di cui all'art. 210 c.p.c., perché non può convertirsi un istituto di protezione del cliente in uno strumento di penalizzazione del medesimo, trasformando la sua richiesta di documentazione da libera facoltà ad onere vincolante. Lo stesso diritto spetta, inoltre, al fideiussore il quale, in ragione dell'accessorietà del rapporto di fideiussione rispetto al contratto di conto corrente, può definirsi, in senso lato, un cliente della banca, non diversamente dal correntista debitore principale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 30 Ottobre 2020, n. 24181.


Rapporti bancari – Trasparenza – Diritto alla documentazione del fideiussore e poi erede del defunto titolare del rapporto bancario – Limite decennale di cui all’art. 119, comma 4°, t.u.b. – Esclusione – Obbligo della banca di consegna al cliente copia degli estratti conto e scalari durante il rapporto
In capo al soggetto che sia stato dapprima fideiussore e poi erede del defunto titolare del rapporto bancario sussiste la legittimazione a richiedere copia della documentazione relativa al predetto rapporto.

La richiesta della documentazione contrattuale non soggiace al limite decennale di cui all’art. 119, comma 4°, t.u.b., con la conseguenza che il cliente può esigerne copia nei limiti della decorrenza del termine di prescrizione ordinaria, ossia entro dieci anni dalla chiusura del rapporto di conto corrente.

La banca, in base al combinato disposto dei commi 1° e 2° dell’art. 119 t.u.b., è tenuta a consegnare al cliente copia degli estratti conto e scalari durante il rapporto e alla sua scadenza con termine prescrizionale ordinario decorrente dalla chiusura del rapporto, dal momento che la richiesta della documentazione contabile di sintesi non soggiace al limite decennale ex art. 119, comma 4°, t.u.b. (Manuela Natale) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 07 Ottobre 2020.


Mutuo fondiario indicizzato al franco svizzero – Vizi di trasparenza bancaria – Riconoscimento clausola abusiva – Applicabilità della nullità
In caso di accertamento di una o più clausole contrattuali abusive ai sensi del codice del consumo, si deve applicare la nullità ai sensi dell’art. 36 codice del consumo con la conseguenza che il mutuatario deve rimborsare l’importo dovuto al finanziatore tenuto conto della riduzione degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto. (Danilo Bertinelli) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 07 Ottobre 2020.


Diritto del cliente ex art. 119, comma 4, TUB – Esercizio del diritto in corso di causa – Assenza di restrizioni attinenti alla eventuale fase giudiziale

Diritto del cliente ex art. 119, comma 4, TUB – Esercizio del potere in corso di causa – (In)formalità della richiesta – Conoscibilità da parte del giudice – Limite di utilità

Ordine di esibizione – Art. 210 cod. proc. civ. – Mezzo processuale – diritto del cliente ex art. 119 TUB – Rapporto tra le due norme

Il diritto del cliente di ottenere dalla banca copia della documentazione e dei contratti relativi ai rapporti bancari ex art. 119, co. 4, TUB, può essere esercitato senza alcuna restrizione attinente alla fase di eventuale svolgimento giudiziale dei rapporti con l’istituto di credito. Pertanto, l’esercizio di tale facoltà non può essere limitato né alla sola fase ante causam né al completo decorso del termine previsto dalla suddetta norma.

L’esercizio del potere previsto dall’art. 119, co. 4, TUB non è subordinato al rispetto di formalità espressive o di date vesti documentali, né deve rimanere necessariamente «affare riservato» delle parti del relativo contratto, potendo essere conosciuto dal giudice o transitare per lo stesso nel limite di utilità che la richiesta si mantenga entro la fase istruttoria del processo cui accede.

L’ordine di esibizione ex art. 210 cod. proc. civ. non rappresenta uno strumento alternativo rispetto a quello delineato dall’art. 119, co. 4, TUB, ma al più costituisce il mezzo processuale attraverso cui potrebbe esplicarsi il diritto conferito da quest’ultima norma, attinente al piano dei rapporti tra banca e correntista e, dunque, regolato dal diritto sostanziale. (Lucrezia Cipriani) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 14 Marzo 2020, n. 6975.


Vendita di diamanti – Attività bancaria – Obblighi informativi – Onere della prova
Il fondamento normativo della responsabilità della banca può ravvisarsi nell’esistenza di obblighi di informazione e protezione in relazione ai quali il rapporto contrattuale tra banca e cliente si atteggia a mero presupposto storico (art. 1173 cc).

L’attività di vendita di beni preziosi, può ricondursi al novero delle attività connesse a quella bancaria che l’art. 8, comma 3, del D.M. Tesoro 6 luglio 1994 definisce come “attività accessoria che comunque consente di sviluppare l’attività esercitata”, aggiungendo che: “A titolo indicativo costituiscono attività connesse la prestazione di servizi di: a) informazione commerciale […]” (Tribunale di Verona 23 maggio 2019).

Grava sulla banca l'obbligo a dimostrare di avere correttamente adempiuto l'obbligo informativo, derivante dal contratto come tale o dal contratto come “contatto negoziale qualificato”.

Il litisconsorzio necessario, fra banca intermediaria e azienda cedente i diamanti, si configura quando “la decisione non può pronunciarsi che in confronto di più parti”(art. 102 cpc), cioè nelle ipotesi di contitolarità dello stesso rapporto, nel caso di specie da escludersi in quanto, nella comune vicenda storica, si scorgono due titoli diversi a fondamento delle pretese. (Francesco Giordano) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 10 Marzo 2020.


Diritto ad ottenere copia della documentazione bancaria - Garante - Sussistenza
Anche il garante ha diritto ad ottenere copia della documentazione afferente il rapporto garantito, dovendosi alla fattispecie ritenere applicabili gli stessi principi che regolano il rapporto tra la banca ed il cliente principale, poichè tra la prima ed il fideiussore, al momento della sottoscrizione dell’obbligazione, sorge un rapporto diretto e/o qualificato basato sul fatto che i fideiussori sono potenzialmente destinatari degli effetti del rapporto.

Il diritto - anche per il fideiussore - di ottenere la consegna della documentazione dalla Banca trae fondamento dall'art. 119 TUB, ma ancor prima dal dovere di comportarsi secondo buona fede nell’esecuzione del contratto ex art. 1375 c.c.. e secondo correttezza (art. 1175 c.c). (Alessandro Pontremoli) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia, 30 Maggio 2019.


Contratto di conto corrente con apertura di credito - Prova del contratto e degli estratti conto - Richiesta ex Art. 119 T.U.B. dell’intera documentazione relativa al rapporto bancario - Istanza di ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c.
Qualora il correntista dimostri di aver formalmente richiesto, anche ex art. 119 T.U.B., alla Banca convenuta la documentazione relativa al rapporto bancario senza però ottenere soddisfazione, è ammissibile l’ordine di esibizione documentale ex art. 210 c.p.c. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 29 Aprile 2019.


Contratto di conto corrente bancario - Ordine di esibizione del contratto ex art.210 c.p.c. - Buona fede nell'esecuzione del contratto - Sussistenza
Il contratto di conto corrente bancario non costituisce documentazione contabile ex art.119 T.u.b. e, quindi, non soggiace al limite temporale di conservazione per 10 anni stabilito da detta disposizione, per cui vi è un diritto autonomo del cliente alla copia del contratto, nascente dall'obbligo da parte della banca di eseguire il contratto secondo buona fede (così Corte Appello Milano Sent.1796/2012). (Federico Pedonese) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca, 27 Febbraio 2019.


Conto corrente bancario – Interessi ultra-legali non pattuiti e capitalizzazione trimestrale – Onere della prova – Diritto del cliente di ottenere dalla Banca il rendiconto – Sussistenza – Mancata richiesta ex art. 119 TUB – Irrilevanza
Nel caso in cui non sia contestata l’applicazione al rapporto di conto corrente di interessi ultra-legali non pattuiti nelle forme di legge nonché l’applicazione della capitalizzazione trimestrale, non può mettersi in dubbio l’esistenza di un conto corrente non contestato dalla Banca e dunque l’esistenza della documentazione relativa alla sua gestione.

In ragione dei contenuti propri della norma dell’art. 119 comma 4 T.U.B., il correntista ha pertanto diritto di ottenere dalla Banca il rendiconto, anche in sede giudiziaria avvalendosi dell’ordine di esibizione di cui all’art. 210 c.p.c., fornendo la sola prova dell’esistenza del rapporto contrattuale e ciò anche nell’ipotesi in cui prima del giudizio non abbia fatto richiesta della documentazione ai sensi dell’art. 119 T.U.B. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 08 Febbraio 2019, n. 3875.


Ammissibilità della istanza ex art. 119 t.u.b. in corso di causa -  Esclusione in considerazione della ratio della norma - Opinabilità dell’orientamento che ammette la proposizione dell'istanza ex art. 210 e 119 TUB in corso di causa
In ambito bancario l'istanza ex art. 210 c.p.c.  è ammissibile se la parte sulla quale grava l’onere della prova dimostri di avere attivato tempestivamente, ossia almeno 90 giorni prima dell'inoltro della citazione, la procedura di cui all'art. 119, comma 4, TUB, senza avere ricevuto adeguato riscontro. In caso contrario la parte si assume il rischio di promuovere iniziative giudiziarie "al buio", in quanto tali generiche e/o inattendibili.

Non è convincente, di contro, l'orientamento) che ammette la proposizione dell'istanza ex art. 210 e 119 TUB in corso di causa, perché da un lato favorisce l’introduzione di giudizi e dall’altro trascura del tutto la ratio deflattiva della previsione dell’art. 119 t.u.b., che è quella di consentire al correntista, una volta che abbia ottenuto copia dei documenti, di valutare l'andamento del rapporto e, quindi, decidere, documenti alla mano, se intraprendere, ed eventualmente su quali basi e con quali pretese, iniziative giudiziali. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 29 Gennaio 2019.


Ammortamento alla francese – Indeterminatezza per mancata specificazione del regime finanziario e del criterio di calcolo degli interessi – Usura bancaria: verifica unitaria – Gratuità del finanziamento
Le espressioni “ammortamento alla francese” o “a rata costante” o “a capitale crescente e interessi decrescenti” non valgono ad esplicitare le modalità di funzionamento del piano, ai fini del controllo di legalità, in difetto di specificazione del regime finanziario e del criterio di calcolo degli interessi.

Il regime finanziario della capitalizzazione composta, adottato nella quasi totalità dei mutui predisposti con ammortamento alla francese concessi dagli istituti di credito, prevede l’attualizzazione dei flussi finanziari sulla base di una funzione di matematica esponenziale ed è caratterizzato da leggi finanziarie dotati della proprietà della scindibilità (a differenza di quello della capitalizzazione semplice, fondato su leggi additive), in forza delle quali la sua adozione comporta necessariamente (fatta eccezione per le ipotesi di scuola di mutuo uniperiodale o di pattuizione di tasso d’interesse nullo, in concreto non configurabili nella casistica giudiziaria) un effetto anatocistico, in virtù della produzione di interessi su interessi precedentemente maturati; e ciò in quanto, per effetto dell’applicazione di tale regime, gli interessi precedentemente maturati, a causa della loro capitalizzazione nel debito residuo, sono causa di ulteriori interessi.

Deve ritenersi che il divieto di anatocismo non attenga esclusivamente all’accordo preventivo che preveda direttamente la produzione di interessi su interessi, ma altresì a quelli - anch’essi in ipotesi riconducibili al momento genetico contratto (e quindi integranti una convenzione, ai sensi dell’art. 1283 c.c.) – che producano comunque, sotto il profilo economico, il medesimo effetto della produzione di interessi su interessi. Ciò che rileva, a ben vedere, è l’identità degli effetti economico-finanziari delle due modalità operative suindicate, comportando entrambe, anche in ragione del computo degli interessi sul capitale residuo (anzichè su quello in scadenza), un valore della rata di ammortamento superiore rispetto a quello che si presenterebbe adottando il regime di capitalizzazione semplice.

La verifica dell’usura deve essere condotta con riferimento unitario agli interessi corrispettivi e di mora, senza il ricorso ad una “fantomatica” soglia usuraria specifica per gli interessi moratori, determinando il costo complessivo del finanziamento nel “worst case” (scenario più oneroso per il soggetto finanziato). Se tale costo eccede il limite previsto dalla legge 108/96 alla stipula del contratto, il finanziamento deve ritenersi a titolo gratuito in applicazione della sanzione ex art. 1815 c.c. (Antonio Giulio Pastore) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 13 Novembre 2018.


Rinvio pregiudiziale – Ravvicinamento delle legislazioni – Direttiva 2004/39/CE – Articolo 54, paragrafi 1 e 3 – Portata dell’obbligo di segreto professionale che incombe sulle autorità nazionali di sorveglianza finanziaria – Decisione che constata la perdita dell’onorabilità professionale – Casi contemplati dal diritto penale – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Articoli 47 e 48 – Diritti della difesa – Accesso al fascicolo
L’articolo 54 della direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari, che modifica le direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE del Consiglio e la direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 93/22/CEE del Consiglio, deve essere interpretato nel senso che:

– l’espressione «casi contemplati dal diritto penale», di cui ai paragrafi 1 e 3 di tale articolo, non riguarda la situazione in cui le autorità designate dagli Stati membri per esercitare le funzioni previste da tale direttiva adottano una misura ‑ come quella di cui al procedimento principale, che vieta ad una persona di esercitare presso un’impresa vigilata la funzione di amministratore o un’altra funzione il cui esercizio è soggetto ad autorizzazione, con ordine di dimettersi dai suoi incarichi al più presto, poiché tale persona non soddisfa più i requisiti di onorabilità professionale di cui all’articolo 9 di detta direttiva ‑ che rientra tra le misure che le autorità competenti devono adottare nell’esercizio delle competenze di cui dispongono ai sensi delle disposizioni del titolo II della medesima direttiva. Infatti, tale disposizione, nel prevedere che l’obbligo del segreto professionale possa, in via eccezionale, essere escluso in tali casi, fa riferimento alla trasmissione o all’utilizzo di informazioni riservate ai fini delle azioni penali nonché delle sanzioni rispettivamente condotte o inflitte ai sensi del diritto penale nazionale;

– l’obbligo di segreto professionale di cui al paragrafo 1 di tale articolo, letto in combinato disposto con gli articoli 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, deve essere garantito e attuato in modo da conciliarlo con il rispetto dei diritti della difesa. Pertanto, spetta al giudice nazionale competente, qualora un’autorità competente deduca tale obbligo per rifiutare la comunicazione delle informazioni in suo possesso che non sono incluse nel fascicolo riguardante il soggetto interessato da un atto che gli arreca pregiudizio, verificare se tali informazioni siano oggettivamente connesse alle accuse mosse nei suoi confronti e, in caso affermativo, trovare un equilibrio tra l’interesse del soggetto di cui si tratta ad ottenere le informazioni necessarie per essere in grado di esercitare pienamente i diritti di difesa e gli interessi a mantenere la riservatezza di informazioni soggette all’obbligo del segreto professionale, prima di decidere in merito alla comunicazione di ciascuna delle informazioni richieste. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 13 Settembre 2018.


Contratto di conto corrente con apertura di credito - Richiesta ex art. 119 T.U.B. della documentazione relativa al rapporto bancario - Istanza di ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. degli estratti conto mancanti - Necessità di acquisire al processo tutti gli estratti conto - Ammissibilità dell’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c da parte del Giudice degli estratti conto periodici mancanti - Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali non pattuiti - Non si deve computare la C.M.S. in mancanza di espressa pattuizione - Espletamento di C.T.U. contabile con indicazione dei relativi quesiti
In tema di rapporto di conto corrente bancario qualora la correntista dimostra di aver formalmente richiesto, anche ex art. 119 T.U.B., alla Banca convenuta la documentazione relativa al rapporto bancario senza però ottenere soddisfazione, è ammissibile l’ordine di esibizione documentale ex art. 210 c.p.c., ritenuto che, in presenza della richiamata norma speciale in materia di trasparenza bancaria, si legittimano i poteri istruttori d’ufficio ed essendo assolutamente necessaria l’acquisizione al processo degli estratti conto che non siano già stati prodotti in atti. In mancanza di espressa e corretta pattuizione, non sono dovuti gli interessi ultralegali e neanche gli interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale e le C.M.S. - Ai fini del calcolo del TEG si deve computare la C.M.S. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 23 Ottobre 2017.


Richiesta documentazione contabile e contrattuale ex art. 119 TUB – Omessa spontanea consegna – Ricorso per decreto ingiuntivo per la consegna coatta – Ammissibile
È ammissibile il ricorso per decreto ingiuntivo ai danni della banca per la consegna della documentazione contrattuale e contabile (estratti conto), relativa al rapporto di conto corrente e alle linee di credito, che non sia stata spontaneamente effettuata su richiesta del cliente ai sensi dell’art. 119 TUB. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 17 Agosto 2017.


Trasparenza bancaria – Documentazione relativa al rapporto di conto corrente – Obbligo della banca – Esercizio anche in corso di causa a mezzo di qualunque modo si mostri idoneo allo scopo
Il potere del correntista di chiedere alla banca di fornire la documentazione relativa al rapporto di conto corrente tra gli stessi intervenuto può essere esercitato, ai sensi del comma 4 dell'art. 119 del vigente testo unico bancario, anche in corso di causa e a mezzo di qualunque modo si mostri idoneo allo scopo.   

[… 5.- Nell'assegnare al «cliente, colui che gli succede a qualsiasi titolo e colui che subentra nell'amministrazione dei suoi beni» la facoltà di ottenere opportuna documentazione dei propri rapporti bancari, la norma del comma 4 dell'art. 119 TUB non contempla, o dispone, nessuna limitazione che risulti in un qualche modo attinente alla fase di eventuale svolgimento giudiziale dei rapporti tra correntista e istituto di credito. D'altra parte, non risulta ipotizzabile ragione che, per un verso o per altro, possa giustificare, o anche solo comportare, un simile risultato.

Da rimarcare, più ancora, è che la richiamata disposizione dell'art. 119 viene a porsi tra i più importanti strumenti di tutela che la normativa di trasparenza - quale attualmente stabilita nel testo unico bancario vigente («trasparenza delle condizioni contrattuali e dei rapporti con i clienti», secondo la formale intitolazione del titolo VI di tale legge) - riconosca ai soggetti che si trovino a intrattenere rapporti con gli intermediari bancari.

Come è stato rilevato, con tale norma la legge dà vita a una facoltà che non è soggetta a restrizioni (diverse, naturalmente, da quelle previste nella stessa disposizione dell'art. 119). E con cui viene a confrontarsi un dovere di protezione in capo all'intermediario, per l'appunto consistente nel fornire degli idonei supporti documentali alla propria clientela, che questo supporto venga a richiedere e ad articolare in modo specifico. Un dovere di protezione idoneo a durare, d'altro canto, pure oltre l'intera durata del rapporto, nei limite dei dieci anni a seguire dal compimento delle operazioni interessate.

Posta questa serie di rilievi, appare chiaro come non possa risultare corretta una soluzione - qual è quella adottata dalla Corte bolognese - che limiti l'esercizio di questo potere alla fase anteriore all'avvio del giudizio eventualmente intentato dal correntista nei confronti della banca presso la quale è stato intrattenuto il conto. Ché una simile ricostruzione non risulta solo in netto contrasto con il tenore del testo di legge, che peraltro si manifesta inequivoco.

La stessa tende, in realtà, a trasformare uno strumento di protezione del cliente - quale si è visto essere quello in esame - in uno strumento di penalizzazione del medesimo: in via indebita facendo transitare la richiesta di documentazione del cliente dalla figura della libera facoltà a quella, decisamente diversa, del vincolo dell'onere.

D'altra parte, neppure è da ritenere che l'esercizio del potere in questione sia in qualche modo subordinato al rispetto di determinare formalità espressive o di date vesti documentali; né, tantomeno, che la formulazione della richiesta, quale atto di effettivo esercizio di tale facoltà, debba rimanere affare riservato delle parti del relativo contratto o, comunque, essere non conoscibile dal giudice o non transitabile per lo stesso. Ché simili eventualità si tradurrebbero, in ogni caso, in appesantimenti dell'esercizio del potere del cliente: appesantimenti e intralci non previsti dalla legge e frontalmente contrari, altresì, alla funzione propria dell'istituto.

Il tutto, in ogni caso, nell'immanente limite di utilità, per il caso di esercizio in via giudiziale della facoltà di cui all'art. 119, che la richiesta si mantenga entro i confini della fase istruttoria del processo cui accede. …] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11 Maggio 2017, n. 11554.


Contratto di mutuo – Indicatore Sintetico di Costo – Usura – Interessi moratori e tasso soglia usura – Sommatoria interessi moratori e corrispettivi
Solo dopo il 4 marzo 2003, con la delibera CICR, è stato specificamente introdotto l’obbligo di espressa indicazione dell’Indicatore Sintetico di Costo (ISC), obbligo che, pertanto, non sussisteva per tutti i contratti stipulati in data antecedente.

Il vaglio di usurarietà degli interessi moratori è limitato all’ipotesi della cd. usura “soggettiva”, così come ricavabile dalla disciplina penalistica dell’istituto.

Ai fini del tasso usurario, agli interessi moratori non si sommano né gli interessi corrispettivi, né le spese. (Giacomo Mastrorosa) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 29 Novembre 2016.


Diritto alla consegna documenti ex art. 119 T.U.B. – Inadempimento della banca alla richiesta – Decreto Ingiuntivo per la consegna ed opposizione della banca – Infondatezza – Soccombenza ai fini delle spese ex art. 91 c.p.c. e condanna della banca ex art. 96 c.p.c. – Assenza di contratti e delle condizioni economiche – Ricalcolo al tasso legale ovvero ex art. 117 T.U.B.
Sussiste il diritto del contraente a ricevere la documentazione afferente il rapporto bancario ai sensi dell'art. 119 T.U.B. e, conseguentemente, il diritto della convenuta opposta di ricevere copia della documentazione ingiunta in sede monitoria, con  piena soccombenza della Banca inottemperante ai fini dei provvedimenti di cui all’art. 91 c.p.c. in considerazione del riconosciuto obbligo di consegna rispetto alla gran parte dei documenti chiesti dall’opposta in sede monitoria.

La condotta della banca, che non ha dato riscontro alle diverse richieste di documentazione pervenutale, è rilevante ai sensi dell’art. 96 comma 3 c.p.c., avendo l’opponente addotto motivazioni del tutto contrastanti con pacifici orientamenti giurisprudenziali ed avendo formulato delle difese che non considerano la rilevanza sul piano sostanziale, e non solo processuale, delle richieste ex art. 119 T.U.B. provenienti dal cliente; peraltro i costi di produzione sono dovuti alla banca solo a seguito della richiesta ex art. 119 T.U.B. del cliente, ma non nel caso in cui si è in presenza di un ordine giudiziale che va semplicemente adempiuto.

La parte contraente in mancanza di contratti ben potrà proporre giudizio nei confronti della banca per la rideterminazione dei rapporti dare/avere secondo il saggio legale ovvero ex art. 117, comma 7, T.U.B. essendo sotto tale profilo valutabile in suo favore pure la condotta dell’istituto di credito che non dimetta gli estratti conto di cui è o comunque deve essere in possesso. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 20 Ottobre 2016.


Art. 119, comma 4, TUB - Diritto di ottenere copia documenti - Allarme per notizie stampa su valore delle azioni
Ai sensi dell’art. 119, comma 4, TUB (d.lgs. 385/1993), il cliente ha diritto di ottenere, a proprie spese ed entro il termine di 90 giorni dalla richiesta, copia della documentazione inerente singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni.

(Nel caso in esame, i ricorrenti hanno prospettato la necessità di procurarsi tempestivamente copia della documentazione per valutare la sussistenza dei presupposti per poter eventualmente assumere iniziative giudiziarie nei confronti dell'istituto di credito in relazione all'allarme suscitato da notizie di stampa in merito al reale valore delle azioni rispetto al prezzo di immissione sul mercato. Il Tribunale ha ritenuto che l'impossibilità di connotare in termini di maggiore concretezza il pericolo prospettato nasce proprio dalla indisponibilità della documentazione, situazione che non può risolversi in pregiudizio alle potenziali ragioni dei ricorrenti, i quali si verrebbero altrimenti limitati nel diritto di rango costituzionale di cui all’art. 24 Cost. di agire in giudizio per la tutela dei propri interessi) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 09 Agosto 2016.


Bancario - Contratto di conto corrente con apertura di credito - Mancanza di tutti gli estratti conto - Richiesta ex Art. 119 T.U.B. della documentazione relativa al rapporto bancario - Istanza di ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. degli estratti conto mancanti - Necessità di acquisire al processo tutti gli estratti conto - Ammissibilità dell’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c da parte del Giudice degli estratti conto periodici mancanti
Qualora la correntista dimostra di aver formalmente richiesto, anche ex art. 119 T.U.B., alla Banca convenuta la documentazione relativa al rapporto bancario senza però ottenere soddisfazione, è ammissibile l’ordine di esibizione documentale ex art. 210 c.p.c., ritenuto che, in presenza della richiamata norma speciale in materia di trasparenza bancaria, si legittimano i poteri istruttori d’ufficio ed essendo assolutamente necessaria l’acquisizione al processo degli estratti conto che non siano già stati prodotti in atti. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 04 Dicembre 2015.


Diritto del cliente e del fideiussore alla consegna dei documenti bancari ex art 119 TUB – Ratio ed oggetto della norma – Decreto ingiuntivo consegna documentazione bancaria
Il diritto del cliente alla consegna di documenti relativi ai rapporti bancari ha la consistenza ed il rango di vero e proprio diritto soggettivo autonomo, il quale trova fondamento nei doveri di solidarietà e negli obblighi di comportamento secondo buona fede nella esecuzione del rapporto e per altro verso sulla disposizione dell'art. 119 IV co Dlgs 385/1993.

La ratio ispiratrice (dell'art 119 TUB ndr) è quella di permettere al correntista di verificare la corrispondenza tra le condizioni economiche normative cristallizzate nel contratto e quanto compiuto dalla banca durante l'esecuzione del rapporto. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 08 Ottobre 2015.


Diritto del cliente e del fideiussore alla consegna dei documenti bancari ex art 119 TUB – Ratio ed oggetto della norma – Decreto ingiuntivo consegna documentazione bancaria
Il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativa, oltre che nel citato art 119 tub, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto, scolpito nell'art 1375 cc

Identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all'ipotesi di proposizione dell'istanza ex art 119 IV co TUB da parte del garante (…). Tale diritto risulta, altresì, intimamente connesso alla natura stessa della garanzia fideiussoria (…) non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell'art 119 IV co TUB nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 08 Ottobre 2015.


Ricorso monitorio consegna documentazione bancaria art 119 TUB - Legittimazione del fideiussore - Consegna documenti
Non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore.

Si è ulteriormente precisato come l’art.119 Tub debba essere interpretato alla luce della sua ratio ispiratrice, che è quella di permettere al correntista di verificare la corrispondenza tra le condizioni economiche normative cristallizzate nel contratto e quanto compiuto dalla banca durante l’esecuzione del rapporto (…); neppure appare, in tale ipotesi, necessario che siano rese note le ragioni per le quali la richiesta è avanzata, atteso che il diritto previsto dal quarto comma dell’art.119 Tub si configura come un diritto sostanziale, (…); che il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativo, oltre che nel citato art.119 TUB, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto,scolpito nell’art.1375 c.c. (…); identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all’ipotesi di proposizione dell’istanza ex art. 119, IV co., T.U.B. da parte del garante e ciò in quanto, dal momento stesso della costituzione della garanzia, sorge tra il fideiussore ed il creditore garantito un rapporto diretto e comunque qualificato, anche alla luce del fatto che il garante è soggetto potenzialmente destinatario degli effetti del rapporto garantito (…); non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 13 Aprile 2015.


Contratti bancari – Normativa di trasparenza – Indicazione specifica delle voci economiche ex art. 117, comma 4, TUB – Commissione di concessione/rinnovo fido – Commissione di disponibilità immediata – Assenza – Non applicazione delle voci
Ai sensi della normativa del testo unico bancario, tutte le voci economiche (comprese la commissione di concessione/rinnovo fido e quella di disponibilità immediata) devono emergere, per poter essere applicate, da “patto scritto che ne determini in via preordinata l’ammontare”. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 31 Ottobre 2014.


D. banca – Richiesta ex art. 119, comma 4, TUB – Termine decennale – Richiesta degli eredi – Decorrenza – Apertura della successione
Il termine decennale stabilito dalla norma dell’art. 119, comma 4, TUB per la richiesta alla banca di copia della documentazione relativa a singole operazioni decorre, nel caso di richiesta avanzata dagli eredi, dal tempo dell’aperta successione. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 26 Agosto 2014, n. 5399.


Reclamo al collegio – Opposizione all’esecuzione – Proposta unilaterale di mutuo su modulo prestampato – Accettazione – Sottoscrizione da parte di entrambi i contraenti – Sigla illeggibile da parte della banca mutuante – Nullità clausola interessi ultralegali – Esclusione
Ove si ritenga che la proposta di mutuo sia priva del requisito della sottoscrizione del legale rappresentante della Banca l’eventuale nullità non può che colpire l’intero contratto (con conseguente obbligo di restituzione dell’intera somma data a mutuo) e non soltanto le clausole sfavorevoli al reclamante. (Antonino Giunta) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 21 Luglio 2014.


Cessione di crediti in blocco ai sensi della Legge n. 130/1999 - Necessaria iscrizione dell’acquirente all’elenco degli Intermediari ex art. 107 T.U.B. - Insussistenza - Nullità del contratto.
Le operazioni di acquisto dei crediti in blocco previste dalla Legge n. 130 del 1999 possono essere concluse esclusivamente dagli intermediari iscritti nell’elenco speciale previsto dall’art. 107 T.U.B. Il difetto di tale qualità soggettiva determina la nullità del contratto per violazione di norme imperative ex art. 1418 Cod. Civ.. (Marco Piras) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 17 Aprile 2013.


Mutuo e finanziamento in genere – Cessione del quinto dello stipendio – Estinzione anticipata – Oneri economici – Commissioni – Trasparenza bancaria – Formulazione non trasparente delle clausole relative alle commissioni – Diritto del cliente alla restituzione in ragione della durata residua del finanziamento – Sussistenza.
Quando il testo contrattuale, in violazione del principio di trasparenza, preveda delle commissioni costruite senza specificazione delle voci che le concorrono a formare, di modo che non sia possibile ricostruire quale parte delle stesse sia soggetta a maturazione nel corso del tempo, il cliente ha diritto a un rimborso delle stesse parametrato alla durata residua del finanziamento, come se si trattasse di commissioni recurring. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 21 Settembre 2012.


Procedimento sommario di cognizione art. 702 bis - Accesso a documentazione relativa a rapporti bancari art. 119 T.U.B. -  Applicabilità alla divisione bancaria di un ente postale - Sussiste - Consegna tardiva dei documenti richiesti - Cessazione della materia del contendere - Spese legali a carico dell’ente postale inadempiente - Omesso pagamento delle spese previste per la produzione dei documenti - Irrilevanza.
Qualora la divisione bancaria di un ente postale fornisca la documentazione richiesta ex art. 119 T.U.B. dopo l’instaurazione del procedimento si determina la cessazione della materia del contendere con necessità di delibazione sulle sole spese di lite. (Daniele Beneventi) (riproduzione riservata)

L’art. 119 del D. Lgs. n. 385/1993 è applicabile all’ente postale in virtù dell’espresso richiamo contenuto nel DPR 144/2011 (art. 2 comma 3). (Daniele Beneventi) (riproduzione riservata)

La produzione della documentazione da parte dell’ente postale oltre il termine di novanta giorni e comunque dopo la notifica del ricorso ex art. 702 bis non costituisce adempimento dell’obbligazione sussistente ex lege in capo all’ente postale. (Daniele Beneventi) (riproduzione riservata)

A nulla rileva il mancato pagamento, da parte del consumatore, delle spese previste per l’erogazione del servizio che non siano mai state previamente richieste né esattamente quantificate. (Daniele Beneventi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 30 Giugno 2012.


Mutuo e finanziamento in genere - Piano di ammortamento - Documentazione rilasciata dalla banca - Trasparenza.
La frase “pagamento rata sportello”, essendo formulata in linguaggio non comprensibile all’utente comune, non è idonea ad adempiere agli obblighi di trasparenza che gravano sull’intermediario. (Michela Cortesi) (riproduzione riservata) ABF Milano, 13 Giugno 2012, n. 2000.


Istituto di credito cooperativo – Liquidazione coatta amministrativa – Violazione delle norme sulla valutazione del merito creditorio – Nota ispettiva della Banca d'Italia – Accertamento della perdita patrimoniale e della sua riconducibilità alle condotte del direttore e degli amministratori – Azione di responsabilità – Fumus boni juris – Insussistenza.
Il fatto che una nota ispettiva della Banca d’Italia riconduca la perdita di bilancio alla inadeguata considerazione del merito creditorio degli affidati, non costituisce, di per sé, elemento sufficiente a ritenere sussistente o comunque probabile la responsabilità del direttore e degli amministratori, specialmente nel caso in cui non risulti accertata o provata la definitiva perdita delle poste patrimoniali e la riconducibilità delle stesse alle condotte dei suddetti. (Fattispecie in tema di sequestro conservativo richiesto nell’ambito di un giudizio di responsabilità promosso da liquidazione coatta amministrativa di istituto di credito cooperativo nei confronti del direttore e degli amministratori per violazioni nella concessione e valutazione del merito creditizio). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 01 Ottobre 2010.


Banca – Scioglimento degli organi di amministrazione – Sottoposizione ad amministrazione straordinaria – Comunicazione di avvio di procedimento agli interessati – Necessità – Esclusione.

Gravi irregolarità nell’amministrazione o delle disposizioni che regolano l’attività della banca – Fattispecie.

Banca d’Italia – Discrezionalità tecnica – Sindacato dell’Autorità Giudiziaria – Limiti.

L’art. 70 del d. lgs. 385/1993 esclude espressamente la comunicazione di avvio del procedimento agli interessati e tale deroga si giustifica in considerazione sia della natura speciale di tale norma rispetto alla disposizione generale contenuta nell’art. 7 della legge 241/1990, sia degli interessi costituzionalmente garantiti come quello concernente la tutela del risparmio. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

Costituiscono irregolarità nell’amministrazione o comunque violazione delle disposizioni che regolano l’attività della banca la concessione di affidamenti non fondata su una effettiva capacità di rimborso da parte della clientela, l’ampliamento delle linee di credito a clientela già affidata con ulteriore scadimento della qualità del portafoglio prestiti, la mancanza di controlli da parte del collegio sindacale, la mancata levata di protesti mentre il requisito della gravità sussiste avuto riguardo alla continuità nel tempo delle violazioni ed alla prolungata inosservanza delle istruzioni e dei rilievi dell’Autorità di Vigilanza. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

L’ordinamento giuridico attribuisce alla Banca d’Italia una ampia discrezionalità tecnica in termini di rischio del credito, liquidità della banca e stabilità del sistema che non può essere oggetto di sindacato giurisdizionale se non nei limiti della irrazionalità, irragionevolezza e travisamento dei presupposti di fatto, con l’ulteriore precisazione che tale sindacato non può comunque spingersi fino al punto di sostituire la valutazione effettuata dall’Autorità di Vigilanza con una diversa autonoma scelta da parte dell’autorità giudiziaria. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) (riproduzione riservata) T.A.R. Lazio, 09 Aprile 2010.